The Raven

The Raven


James McTeigue

Thriller | Usa
(2012)

La ricetta è semplice: prendere un popolare scrittore scegliendolo con cura tra quelli attorno ai quali si è generato un alone di culto; selezionare alcune sue opere scegliendole con cura tra quelle che più sono permeate nell’immaginario persino di coloro che non conoscono il suddetto scrittore; eliminare la distanza tra autore ed opera facendo lentamente scivolare la figura dello scrittore in quella di un personaggio; mescolare il tutto attentamente aggiungendo un pizzico di glamour e thrilling. Al momento di servire la pietanza è importante porre estrema attenzione al presentare il tutto in una forma quanto più accattivante possibile. Quindi se lo scrittore in questione è il celeberrimo Edgar Allan Poe e le novelle -a partire da “Il pozzo ed il pendolo”- che il regista James McTeigue amalgama sicuramente fanno parte dell’immaginario anche inconscio di mezza popolazione mondiale e se Poe diventasse allora personaggio delle sue stesse fantasticherie per di più lanciato all’inseguimento di un copycat killer allora sapremmo che la ricetta è stata  seguita con dovizia.

Già sul finire del 2011 il regista tedesco Roland Emmerich aveva con “Anonymous” presentato una variante al crauti di questa ricetta che sembra stia prendendo piede nei gusti degli spettatori e delle produzioni americane. Ma se Emmerich al di là dei molti difetti della sua opera aveva saputo imbastire un interessante discorso quantomeno sul piano metacinematografico regalandoci al contempo dei bei affreschi dell’Inghilterra vittoriana grazie a notevoli inquadrature dal gusto pittorico e all’uso di una computer grafica strabiliante invece, ora, ci troviamo alla versione povera del medesimo piatto.

Sembra infatti chiaro che la misera sceneggiatura di questo “The Raven” sia scontata e, non secondariamente, fuori luogo (qualcuno potrebbe scrivere agli sceneggiatori dicendo che la parola “serial killer” è stata coniata oltre cento anni dopo gli eventi inscenati?) con la sua lunga serie di battute che sembrano emergere direttamente da “Die Hard” e se pronunciate da Bruce Willis in “Inferno di cristallo” suonano come lapidarie sentenze che incarnano l’essenza della coolness sentirle, invece, sputate dal grande scrittore americano generano un effetto straniante che respinge ogni tentativo dello spettatore di immergersi nella pellicola. Peccato mortale, questo, per un thriller che dovrebbe invece catturare gli spettatori nelle maglie di una storia per non lasciarli sfuggire sino all’ultimo secondo. McTeigue comunque ci prova e impasta il suo polpettone fantastorico con una tensione a là “Se7en”, cui strizza l’occhio costantemente, ma senza le doti ed il colpo d’occhio di Fincher e provando purtroppo, anche se non è nelle sue corde, a sviluppare una trama ed un plot più compliessi del precedente “Ninja Assassin” ricadendo così nei nefasti esiti di “V per vendetta”. In conclusione: film ingenuo che non riesce a convincere ed avvincere.

Una proposta per Hollywood: ritentiamo, ma stavolta con Bill Murray nei panni dello scrittore, dietro la cinepresa proviamo a metterci Tim Burton ché magari riusciamo a svegliare anche lui dal torpore in cui è caduto con le sue ultime pellicole e di questo “The Raven” ci teniamo solo Gleeson -è strabiliante come in una carriera tanto lunga quest’attore non sia mai sotto tono-. Altrimenti, con buona pace di tutti, basterebbe rispolverare i grandissimi lavori che negli anni 60 era riuscito a partorire Roger Corman.

27/03/2012

Cast e credits

Titolo Originale
The Raven
Durata
111'
Sceneggiatura
Ben Livingston, Hannah Shakespeare
Fotografia
Danny Ruhlmann
Scenografie
Roger Ford
Montaggio
Niven Howie
Musiche
Lucas Vidal
Costumi
Carlo Poggioli

Trama

Edgar Allan Poe lanciato all'inseguimento di un serial killer in un thriller opaco e poco convincente
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia