Wonder Woman 1984

Wonder Woman 1984


Patty Jenkins

Avventura, Cinecomic | Usa
(2020)

Wonder Woman 1984

Dopo le avventure del primo capitolo, Diana Prince (alias Wonder Woman, alias Gal Gadot) vive tranquillamente in mezzo ai mortali negli scintillanti anni 80. Nonostante sia ancora in possesso di tutti i suoi poteri, mantiene un basso profilo, occupandosi di antichi manufatti e agendo come supereroina solo in incognito. Ma quando nuove minacce appaiono all’orizzonte, dovrà uscire allo scoperto…

L’incipit di “Wonder Woman 1984” sembra promettere bene: una sequenza di 10 minuti mozzafiato e di grande respiro ci mostra una giovane Diana partecipare a un evento atletico contro le sue compagne più anziane. Quasi una parentesi a sé, di grande impatto grazie alla fotografia (Matthew Jensen) e alla colonna sonora (Hans Zimmer), che rende ben chiaro come l’interesse per la sua regista, Patty Jenkins, sia rivolto soprattutto al mondo delle amazzoni, alle quali vorrebbe da tempo dedicare uno spinoff: ciò che segue è diretto col pilota automatico, tale da fungere benissimo come manuale di tutto quello che un sequel…non dovrebbe essere. Presentandosi come sovradimensionato in tutti i sensi (a partire dalla durata, 151 minuti), propone uno svolgimento che si sgonfia presto prevedendo senza verve un doppio villain (a cui uno in particolare, Barbara Ann Minerva/Cheetah, viene concesso lo spazio per una completa origin story), una ghost love story (il ritorno di Steve Travor, defunto amante della protagonista), viaggi esotici e soprattutto grandi scene d’azione. Ma senza mai dare spessore né compiutezza a nessuno, per un risultato complessivo ben poco appassionante.

Nella prima scena dopo l’antefatto, sentiamo: “La vita è bella, ma potrebbe essere migliore”, lo slogan dell’uomo d’affari sull’orlo del baratro Max Lord (Pedro Pascal) che rievoca il “perché essere tu, quando puoi essere di più”, dello spietato industriale Ratched del film d’animazione targato Blue Sky “Robots”. Quanto quest’ultimo era una graffiante satira del sogno americano, “Wonder Woman” ricorre all’ambientazione eighties (riproposta fedelmente in tutti i suoi aspetti caratteristici: vestiti, auto, acconciature, i grandi centri commerciali) senza aggiungere nulla di nuovo a un universo già inflazionato dall’ondata di revival che ormai domina su piccolo e grande schermo. L’edonismo e il consumismo imperante, il “poter avere tutto quello che avete sempre desiderato” trovano limpida rappresentazione dal momento in cui Max Lord, impossessandosi della “Pietra Dei sogni”, ottiene i suoi poteri di esaudimento dei desideri. Questi diventa così una figura ricca che crea caos e distruzione, pagando con il deterioramento del proprio corpo. Come da copione, la sua figura ha connotati esplicitamente reaganiani, e di conseguenza trumpiani, con un consueto rimando tra politica di ieri e oggi, compreso discorso sulla pervasività dei media e il loro potere di controllo sulla popolazione.

In questa patina ipercolorata e giocherellona, il film si rivolge, come a offrire un’alternativa all’approccio dark a cui è associato l’universo DC, a un target prettamente adolescenziale: non mancano nemmeno le lezioncine morali. Intendendo però qui l’assunto nella sua accezione più negativa, per come tratta il suo spettatore alla stregua di un bambino a cui vendere come fresco e accattivante un prodotto scaduto e scadente. Ah, ma non sarà forse allora tutto un discorso meta-testuale?

19/05/2021

Cast e credits

Titolo Originale
Wonder Woman 1984
Distribuzione
Warner Bros.
Durata
151'
Produzione
DC Entertainment, Warner Bros.
Sceneggiatura
Patty Jenkins, Geoff Johns e David Callaham
Fotografia
Matthew Jensen
Scenografie
Anna Lynch Robinson, Melondy Phillips
Montaggio
Richard Pearson
Musiche
Hans Zimmer
Costumi
Lindy Hemming

Trama

Dopo le avventure del primo capitolo, Diana Prince (alias Wonder Woman) vive tranquillamente in mezzo ai mortali nei vibranti e scintillanti anni ‘80. Nonostante sia ancora in possesso di tutti i suoi poteri, mantiene un basso profilo, occupandosi di antichi manufatti e agendo come supereroina solo in incognito. Ma adesso, Diana dovrà uscire allo scoperto e fare appello alla sua saggezza, alla sua forza e al suo coraggio per salvare il genere umano da un mondo in pericolo di vita.
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