Matrimoni e altri disastri

Matrimoni e altri disastri


Nina Di Majo

Commedia | Italia
(2010)

Brillante, tale dovrebbe essere una commedia che mette insieme la sempre bravissima Margherita Buy, la scoppiettante Luciana Litizzetto e l’eclettico Fabio Volo. Invece, nonostante il cast e qualche momento godibile, il nuovo film di Nina Di Majo lascia lo spettatore a bocca asciutta.

Troppi luoghi comuni, troppe citazioni di film già visti, situazioni, cliché narrativi che non lasciano spazio ad emozioni e sorprese: l’incontro scontro con conseguente infatuazione di due mondi tanto diversi fra loro, la scialba e latente competizione fra sorelle, gli scheletri nell’armadio di una famiglia alto-borghese, la rivolta di una donna disillusa e pacatamente contro, lo scontro fra madre e figlia, il lieto fine più che prevedibile. Il tutto con sullo sfondo un altro dei luoghi da manuale: la Toscana con le sue dolci colline, i suoi casali finemente ristrutturati e Firenze.

Anche la regia convince poco, con quei ampi movimenti di macchina che scandiscono l’inizio di ogni nuova sequenza ed ogni cambio di ambientazione, eccezion fatta per una delle sequenze iniziali: i continui stacchi sui personaggi che parlano lasciano intuire il sottofondo di insofferenze e bugie che sarà svelato con poca forza emotiva nel corso del film.

02/05/2010

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
102'
Produzione
ITC Movie, Rai Cinema
Sceneggiatura
Nina Di Majo, Francesco Bruni, Antonio Leotti
Fotografia
Cesare Accetta
Montaggio
Giogiò Franchini
Musiche
Carlo Crivelli
L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica