L’arte del sogno

L’arte del sogno


Michel Gondry

Commedia, Fantasia | Francia, Italia
(2006)

“Ogni struttura ha la sua frequenza di risonanza, devi solo trovare l’accordo giusto al momento giusto”: con queste parole Stéphane (Gael Gaercìa Bernal nel ruolo della vita) proclama la sua signoria sugli oggetti, il suo dominio sulle cose inanimate, materia inerte sulla quale imprimere il segno vivificante della sua fantasia.

Stéphane Miroux è Michel Gondry, ovviamente: artefice sconclusionato, sognatore inguaribile e romantico pasticcione. Ma Stéphane è tanto talentuoso nel vivificare le cianfrusaglie quanto disastroso nel concretizzare i suoi desideri. I sentimenti che lo animano lo portano a fare immancabilmente la cosa sbagliata, a prendere la decisione più inappropriata. A meno che tutto questo non si svolga in sogno: qui paradossalmente i resti diurni si organizzano alla perfezione sui suoi desideri, non opponendo resistenza alcuna.

Strutturato come uno studio televisivo fatto in casa, il teatro onirico è il luogo della riscossa, il palcoscenico su cui mettere in scena, rovesciandola, l’insoddisfazione del quotidiano. Il gioco è talmente appagante da prendere la mano (anche in senso letterale) fino a tracimare nella realtà: tra sonnambulismi, allucinazioni e rêverie, Stéphane confonde i livelli della sua esistenza, non solo alternandoli vorticosamente, ma addirittura contaminandoli indissolubilmente. “Casualità Sincronizzata Parallela” (Parallel Synchronized Randomness) è il concetto che in fondo sorregge “L’arte del sogno”, un accordo segreto e imperscrutabile tra due menti che si ritrovano inconsapevolmente a compiere le stesse operazioni. Gondry e lo spettatore, ça va sans dire, che stabiliscono la miracolosa CSP nel film, altro sogno a occhi aperti, non è chi non veda. E “The science of sleep” allestisce per i sognatori lo spettacolo più amichevole e accogliente che si possa immaginare: generate da uno sguardo confidenziale (la macchina a mano assume qui una sensibilità davvero shakespeariana nel cogliere le variazioni d’umore dei protagonisti), le immagini si proiettano sullo schermo come se questo luogo risiedesse a tutti gli effetti nella nostra mente.

Striata da cromatismi morbidi, irrorata da una visionarietà gocciolante e increspata da una vibrante corrente emotiva, la pellicola si insinua nella vicenda sentimentale di Stéphane e Stéphanie (un’ineffabile Charlotte Gainsbourg) con sconcertante sincerità, penetra nelle anfrattuosità più nascoste della loro relazione con inarrivabile leggerezza e riemerge acida in superficie carica di un rancore attossicante. Senza rinunciare, infine, al dono struggente e inaspettato di una carezza che rimette tutto in discussione. Almeno in sogno: anarchia del cellophane!

01/01/1970

Cast e credits

Titolo Originale
The Science Of Sleep
Distribuzione
Warner Independent Pictures (WIP)
Durata
105'
Produzione
Frédéric Junqua, Georges Bermann
Sceneggiatura
Michel Gondry

Trama

Morto il padre messicano, Stéphane, un ragazzo che confonde realtà e sogno, arriva a Parigi dove, per intercessione materna, lo attende un lavoro creativo presso un'impresa che fabbrica calendari promozionali. Nel condominio in cui vive incontra Stéphanie.
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