Cargo 200

Cargo 200


Aleksei Balabanov

Drammatico | Russia
(2007)

Il capitano Zhurov non è certo estraneo ai due casi che gli sono stati affidati, ma quello che lascia stupefatto lo spettatore fin da subito è la sua imperturbarbilità di fronte alle reali implicazioni del suo coinvolgimento. Intanto bisogna dire che l’atmosfera che regna è spiegabile solo a posteriori, chi conosce la storia ricorderà certamente la concitazione e il fermento di quegli anni. La Russia degli anni Ottanta era senz’altro una polveriera, e i fatti raccontati, ma soprattutto quello che resta sottinteso, lasciano intuire il quadro di una ragionevole approssimazione dell’inferno.

Se la struttura sociale non ha nessuna consistenza, e se nelle sperdute lande di periferia la gente sparisce senza lasciare traccia, si può sicuramente parlare di caos, ma è l’assoluta amoralità che lentamente emerge nel racconto a lasciare basiti. Se all’inizio si può aver pensato di esser di fronte all’ennesimo film con persone sprovvedute a cui capita di tutto, a mano a mano che si va avanti quello che emerge è che non solo ci siamo sbagliati, ma che quello che vediamo è un racconto senza veli sugli abusi di potere e sulla mancanza di valore della vita umana, anche quella di chi è chiamato a difendere l’onore di una bandiera di cui comincia a importare poco persino a chi la rappresenta.

Un docente di ateismo scientifico annusa il marcio laddove si dovrebbe sentirne almeno l’odore, ma è il solo e, a testimonianza dello smarrimento che colpisce chi è il primo a vedere le crepe di un futuro crollo, si rifugia in una chiesa.

Un omicidio non è certo un problema per chi ritiene di essere al di sopra della legge, ma sequestri di persona, stupri e dissacrazione di cadaveri forse cominciano ad essere un po’ troppo.

Quello che emerge al di sopra del rumore di fondo è l’incredibile mancanza di riferimenti morali, se chi detiene il potere e dovrebbe garantire l’ordine decide di delinquere, certo di non essere mai ostacolato, chi potrà mai fermarlo? Chi controlla il controllore?

Una donnina minuta che viaggia con un fucile in una valigia può mai essere il supremo giudice di atti di tale folle inutilità, da indurre lo spettatore a domandarsi quale può mai essere la fonte di soddisfazione di un impotente con troppo potere?

Ovvio che raccontare le crepe di un crollo anni dopo che questo è avvenuto almeno dà un senso al tutto, anche se la rappresentazione via via più intricata e sempre meno credibile lascia presagire un certo gusto nel raccontare dopo che la bufera ha spazzato via i meandri corrotti di un potere agli sgoccioli.

Balabanov procede con mano sicura e lo spettatore non può fare altro che seguirlo, dal momento che quello che viene rappresentato ha bisogno di una spiegazione, peccato che il regista si diverta a mostrare per gradi e lasciare poi a chi guarda il duro compito di motivare quello che ha visto.

02/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Gruz 200
Distribuzione
Archibald Enterprise Film
Durata
89'
Sceneggiatura
Aleksei Balabanov
Fotografia
Aleksandr Simonov

Trama

Siamo in Unione Sovietica alla fine degli anni Ottanta. Mentre gli aerei riportano in patria le salme dei giovani morti in Afghanistan, il regime comincia ad avvisare le prime tracce del tracollo che porterà alla Perestrojka. Il capitano di polizia Zhurov è incaricato di indagare sulla scomparsa della giovane figlia di un un segretario distrettuale del Partito e nel contempo su un omicidio avvenuto in un casolare. Quello che nessuno sa è che il capitano è in possesso di informazioni vitali su entrambi i casi.
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