Surveillance

Surveillance


Jennifer Lynch

Thriller | Canada, Germania, Usa
(2008)
Due agenti dell’FBI arrivano in una piccola cittadina di provincia per indagare su una serie di efferati omicidi, e si trovano ad interrogare i testimoni sopravvissuti all’ultimo fatto di sangue. Ognuno ha una diversa versione della storia da raccontare.

15 anni dopo il ridicolo “Boxing Helena”, Jennifer Lynch torna alla regia con “Surveillance”, thriller deviante che, dopo esser passato inosservato a Cannes, si è aggiudicato il premio come miglior film al 41° Festival di Sitges. Superfluo notare come la regista si muova sulle tracce dell’illustre genitore (qui Produttore Esecutivo), ma ci metta anche del suo mostrando un’indubbia padronanza del mezzo cinematografico e una sensibilità non comune. Se il brutale omicidio iniziale, intuito alla tremolante luce delle torce elettriche, e il successivo arrivo dei due agenti dell’FBI in un’anonima cittadina sembrano omaggiare “Twin Peaks”, in seguito il film adotta una struttura alla “Rashomon”, e scusate se è poco. La giovane Bobbi, la bambina Stephanie e il poliziotto Jack Bennett, sopravvissuti ad un evento che verrà gradualmente ricostruito attraverso le loro testimonianze, vengono interrogati separatamente alla stazione di polizia, sotto l’occhio vigile delle telecamere installate dagli agenti Sam Hallaway e Elizabeth Anderson. Le testimonianze non collimano: ognuno di loro, tranne la bambina, omette dei particolari o mente scientemente. L’unità di luogo è squarciata da flashbacks ipersaturi, a cui viene delegato il compito di colmare lo scarto tra la narrazione dei testimoni (parziale e soggettiva) e quanto è effettivamente accaduto (effettiva verità dell’immagine). Questa dissonante partitura a tre si svilupperà in un movimento finale davvero disturbante, iperbolico ma efficace, anche se, come annota Variety, più che di un twist si potrebbe parlare di un testacoda fuori controllo.

Trattandosi dell’ennesimo Grand Tour nell’Incubo Americano, sesso e violenza sono strettamente intrecciati: la violenza, seguendo l’insegnamento paterno, è centellinata con parsimonia ma, quando arriva, inaspettata e straniante, mentre la sessualità è predatoria, malata e lievemente necrofila. La vera sgradevolezza è però lambita di striscio.

La definizione dei personaggi si adegua all’andazzo generale e alla “weirdness” di famiglia; dai poliziotti di pattuglia che, allo scopo di inscenare personalissimi psicodrammi, sparano alle gomme degli automobilisti di passaggio, fino ai due junkies strafatti, l’eccentricità regna sovrana e i dialoghi grondano humour nerissimo. Il taglio iperrealista e studiatissimo delle inquadrature e il certosino lavoro di montaggio testimoniano della maturazione artistica di Jennifer Lynch, autrice anche della sceneggiatura assieme a Kent Harper (l’agente Bennett), ma “Surveillance”, pur estremamente interessante, non riesce ad affrancarsi completamente dal modello paterno, a cui attinge per tipologia dei personaggi e atmosfere. Più che di volontaria emulazione si può parlare di intima consonanza, ma l’imprinting familiare impedisce alla Lynch di sviluppare uno stile autonomo.

Oltre che sui preziosismi di regia e di montaggio e sull’ottima fotografia di Peter Wunstorf, “Surveillance” basa la sua riuscita su un gruppetto di attori affiatati: Bill Pullman, già protagonista del capolavoro “Strade Perdute”, offre una prova di trattenuta gigioneria, che esplode nel finale in un omaggio allo schizzatissimo Dennis Hopper di “Velluto Blu”, Julia Ormond gli tiene testa adeguatamente ed altrettanto gli altri comprimari, mentre Michael Ironside, fortunatamente confinato in un ruolo marginale, tende a strafare come d’abitudine.

Complessivamente un buon risultato, senz’altro preferibile a molti obbrobri che affollano le nostre sale, anche se la vittoria a Sitges desta più di una perplessità, considerato che era in concorso anche un film enormemente più riuscito come “Lasciami entrare” di Tomas Alfredson.

03/01/2009

Cast e credits

Distribuzione
Wild Bunch
Durata
97'
Produzione
Arclight Films
Sceneggiatura
Jennifer Lynch, Kent Harper
Fotografia
Peter Wunstorf
Scenografie
Sara McCudden
Montaggio
Daryl K.Davis
Musiche
Todd Bryanton
Costumi
Cathy McComb

Trama

Due agenti dell’FBI arrivano in una piccola cittadina di provincia per indagare su una serie di efferati omicidi...
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