Il Cileno

Il Cileno


Sergio Castro-San Martín

Drammatico | Cile, Italia, Svizzera
(2026)

Sergio Castro San Martín dirige un film storico e, al contempo, un romanzo di formazione personale (o, come sarebbe meglio dire, di rinascita): la storia individuale del protagonista Aldo, cileno in fuga dalla patria governata da un regime fascista, si pone come prisma che illumina la storia collettiva, italiana e non solo, degli anni Settanta, dilaniata da terrorismo, dittature e guerre civili.

Aldo si trasferisce dal Cile all’Italia per motivi politici e a Torino vive una seconda esistenza: si tratta non solo di un nuovo inizio ma anche della replica degli errori e delle idiosincrasie del proprio passato, realizzando in questo modo un loop patologico caratterizzato dall’impossibilità di anche solo immaginare un meccanismo che non sia il ritorno all’identico.

Questo meccanismo narrativo consente al film di tracciare un curioso parallelismo fra le due realtà nazionali, divise da un oceano ma molto simili a livello politico, essendo entrambe interessate da moti rivoluzionari violenti e da corrispondenti (e altrettanto cruenti) tentativi del potere costituito di preservare sé stesso. “Il Cileno” realizza quindi un duplice affresco, quella della storia personale del protagonista e quella del periodo storico, gli “anni di piombo”, tratteggiata tramite il filtro soggettivo dell’esperienza e della vita di Aldo

Sergio Castro San Martín inserisce nella cornice storica che costituisce l’ossatura del film alcuni elementi provenienti dall’ambito thriller e crime, come innesti noir (ne è un esempio la figura della dottoressa, divisa fra la fede rivoluzionaria e la natura da femme fatale, capace di conquistare il protagonista e di condurlo nel proprio ambiente, tanto pericoloso quanto affascinante) e altri relativi al genere poliziesco (come i rapimenti – ad esempio quando Aldo viene incappucciato e condotto in un’automobile per essere malmenato – e il tema delle bombe).

Tuttavia gli spunti di interesse del film finiscono qua, essendo soverchiato in realtà da una serie di lati negativi che impediscono al lungometraggio di decollare per davvero e di entusiasmare realmente lo spettatore. Ciò è determinato da una congerie di fattori, fra i quali la rigidità interpretativa dell’attore protagonista, ingabbiato da una performance monocorde e inespressiva; dal fatto che le azioni vengono mostrate raramente dato che, più spesso, sono delegate al dialogo e al racconto; infine, dalla staticità che caratterizza moltissime scene, essendo girate all’interno di luoghi chiusi, come stanze e interni di veicoli. Quest’ultimo aspetto costringe la regia a scelte limitate, ad esempio riducendo i movimenti di macchina e dando luogo ad una messa in scena rigida e ripetitiva, finendo per risultare a lungo andare noiosa.

“Il Cileno” è dunque un film incompiuto perché caratterizzato da troppi elementi realizzati con eccessiva superficialità che finiscono per soffocare una sceneggiatura altrimenti interessante.

17/08/2026

Cast e credits

Distribuzione
Fandango
Produzione
Alessandro Amato, Luigi Chimienti, Michela Pini, Pablo Calisto, Tomás Alzamora Muñoz
Sceneggiatura
Sergio Castro-San Martín, Simona Nobile
Fotografia
Simon Guy Fässler
Scenografie
Marco Ascanio Viarigi
Montaggio
Valeria Hernández, Caterina Mona
Musiche
Zeno Gabaglio

Trama

Aldo, militante anarchico ed esperto di esplosivi, è costretto ad allontanarsi dal Cile, la sua terra natia, per rifugiarsi in Italia.
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