The International

The International


Tom Tykwer

Thriller | Germania, Usa
(2008)
L’agente dell’Interpol Louis Salinger (Clive Owen) ed il procuratore distrettuale Eleanor Whitman (Naomi Watts), dopo due anni di lunghe indagini, sono finalmente ad una svolta per svelare i traffici illegali di una potente banca del Lussemburgo, la IBBC (International Bank of Business and Credit), per finanziare guerre nei paesi del terzo mondo e poi trarre vantaggio dal debito che queste inevitabilmente provocheranno. Perché, “se controlli il debito, controlli tutto quanto”.

Il regista tedesco Tom Tykwer (“Profumo”, “Lola corre”), ispirandosi ai thriller politici degli anni 70 e avvalendosi della partecipazione di una coppia di attori ben assortita, ma visivamente svogliata (Clive Owen e Naomi Watts), gira un (lungo) film dalle forti intenzioni ma dai risultati altalenanti. Film d’apertura della cinquantanovesima edizione del Festival del Cinema di Berlino, “The International” non resterà di certo negli annali del cinema, a imperitura memoria umana, ma svolge il non sempre facile compito di intrattenere lo spettatore. Anche se questo risultato potrebbe tradursi in un mezzo fallimento, se il vero scopo di Tykwer era quello di far riflettere su di una realtà forse poco conosciuta e di cui la gente comune sembra avere una scarsa percezione, come i traffici illegali delle banche.

Questa volta il nemico (pubblico), infatti, non è il terrorismo; per una volta, da molto tempo a questa parte, potremmo anche aggiungere. Il regista tedesco punta il dito contro le grandi banche, pronte a riciclare grosse quantità di denaro per comprare armi e rivenderle alle popolazioni più povere in perenne stato di guerra. Girato tra molteplici location (Berlino, Lussemburgo, Milano, New York, il lago d’Iseo e infine Istanbul), tanto da far invidia alle ultime imprese di Daniel “Bond” Craig, “The International” finisce per tradursi nel classico ritratto di Davide contro il gigante Golia. E la lotta (quasi sempre verbale e tra inseguimenti a piedi) tra il singolo e la potente istituzione internazionale del tutto priva di scrupoli arriva a delineare un certo senso di inevitabilità nello svolgersi degli eventi. Perché Salinger e Whitman sembrano costantemente rincorrere la verità, tra indizi, sparatorie e obblighi istituzionali, laddove non interferiscano anche coincidenze e casualità (come nella parte finale ambientata in Turchia) o uno stato di necessità (l’incolumità della propria famiglia). E le numerose ambientazioni scelte tentano di dare a tutta la vicenda una dimensione planetaria, in un mondo sempre più globalizzato.

Di certo, nella sua eccessiva durata, questo thriller politico pecca di una qualche superficialità di fondo e rischia addirittura di cadere in “atmosfere” da fiction televisiva nelle scene ambientate (guarda caso) in Italia (l’attentato al candidato premier Barbareschi, la corruzione dei carabinieri). Ma “The International”, girato senza troppi virtuosismi, regala comunque alcune sequenze tese e inevitabilmente un po’ fracassone (su tutte, il lungo scontro a fuoco all’interno del Guggenheim di New York). E grazie a una fotografia dai toni algidi e freddi, contribuisce a rendere più cupo e pessimista il quadro d’insieme.

25/03/2009

Cast e credits

Titolo Originale
The International
Distribuzione
Sony Pictures Releasing Italia
Durata
118'
Produzione
Mosaic Media Group, Rose Line Productions, Studio Babelsberg, X-Filme Creative Pool
Sceneggiatura
Eric Singer
Fotografia
Frank Griebe
Montaggio
Mathilde Bonnefoy
Musiche
Tom Tykwer, Johnny Klimek, Reinhold Heil

Trama

L'agente dell'Interpol Louis Salinger (Clive Owen) ed il Vice Procuratore Distrettuale Eleanor Whitman (Naomi Watts) cercano di smascherare i traffici illegali di una delle banche più potenti, la IBBC (International Bank of Business and Credit), seguendo il caso da Berlino a Milano, da New York a Istanbul
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi