Lo spazio bianco

Lo spazio bianco


Francesca Comencini

Drammatico | Italia
(2009)
Dopo aver abbandonato suo marito, Maria (Margherita Buy, sopravvalutata) trova un amante in un cinema. Da questi ha una bambina, che nasce prematura e che lei osserva nell’incubatrice, accudendola come se la avesse ancora in grembo, aiutata, tra gli altri, da un medico molto più giovane di lei, con cui stringe una relazione sentimentale.

Insegnante colta, frustrata, politicamente impegnata (dice di andare alle manifestazioni), la protagonista di un film che dovrebbe reggersi per gran parte sull’interpretazione della Buy è un personaggio studiato per compiacere il solito target cui mira la regista figlia d’arte, già buttatasi con rapacità sul cadavere di Carlo Giuliani e capace di trasformare in uno spot della Cgil una solida opera di descrizione e denuncia della crisi del mondo del lavoro (“Mi piace lavorare – Mobbing”).

Questa volta, il suo sguardo è però rivolto alle faccende private della sua eroina, coinvolta in un interminabile melodramma patetico (per quanto decentemente girato e narrato). Che sottolinea di continuo il fatto che la neonata sia pur sempre in bilico tra vita e morte, che non risparmia allo spettatore nessuna delle angoscie e delle nevrosi di Maria, la quale a sua volta non le risparmia alle persone che le stanno a fianco. E che, tra l’altro, non si capisce come mai sia sul grande schermo anziché nel palinsesto di Raiuno.

Più interessante, quanto controverso, lo sforzo di inserire il racconto principale in un contesto volto a cogliere alcuni aspetti chiave dell’Italia odierna. Ma se azzeccata (se non pertinente) è la questione della carenza delle strutture scolastiche, ridotte spesso a luoghi di fortuna, se affine al soggetto del film è il dramma degli aborti interrotti dalle forze dell’ordine, del tutto fuori luogo – e indice di un’incontrollata pretesa di parlare un po’ di tutto, inevitabilmente in maniera superficiale – è la vicenda della vicina di casa, magistrato sotto scorta in lotta con la camorra (siamo in una Napoli dove tutti gli autoctoni sono simpatici come da stereotipo).

Pollice verso per la critica nostrana che ancora si ostina a difendere queste opere che, ormai dovrebbe essere evidente, nessuno vuol più vedere, né in Italia né all’estero, giurie dei festival comprese. Vedremo il responso del botteghino…

Spiace infine per Gaetano Bruno, memorabile interprete, a teatro, dei capolavori di Emma Dante, che al cinema si ritrova nei panni di questi personaggi banali, insipidi, all’interno di film alquanto insopportabili.

17/09/2009

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribuzione
Durata
96'
Produzione
Fandango
Sceneggiatura
Francesca Comencini, Federica Pontremoli
Fotografia
Luca Bigazzi
Scenografie
Paola Comencini
Montaggio
Massimo Fiocchi
Musiche
Nicola Tescari
Costumi
Francesca Vecchi, Roberta Vecchi

Trama

Maria, insegnante di italiano in una scuola serale di Napoli, vive da sola, confidandosi talvolta con l'amico Fabrizio. Un pomeriggio al cinema incontra Pietro, i due hanno una relazione e Maria rimane incinta. Il compagno non ne vuole sapere e, quando la bambina nasce prematura, Maria deve affrontare l’attesa completamente da sola
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