La nostra vita

La nostra vita


Daniele Luchetti

Drammatico | Italia
(2009)

Unico film italiano in concorso a Cannes 2010, “La nostra vita” traccia un amaro resoconto dell’Italia in cui viviamo oggi, tra precariato e solitudine.

Una vita, quella descritta da Luchetti, che perde il contatto con la realtà nel momento in cui una tragedia inaspettata miete progetti e speranze di una giovane coppia. Il futuro che era già stato scritto (o quasi) ora è cancellato per sempre. Tra le note di Vasco Rossi, simbolo di una generazione adolescenziale e post-adolescenziale con mille problemi, si grida tutta la propria rabbia e si inneggia a una nuova rinascita. La vita continua. Soprattutto per i figli che dovranno lottare su questo mondo senza l’appoggio di una figura materna.

È a questo punto che Claudio, il protagonista del film interpretato da un profondo Elio Germano, perde il contatto con la dottrina del giusto per intraprendere la strada dell’amoralità, strada scoscesa e piena di curve, che lo porta inevitabilmente a sbandare più volte lungo il suo nuovo percorso da avverare. Claudio se lo chiede senza scrupoli: può una vita improntata sulla mondanità, sull’inganno, sul materialismo, riuscire a sostenere la perdita di una persona cara? Si può barattare ciò che è stato perso con la smania, d’oggi in poi, di ottenere tutto e subito dalla vita? (la stessa smania con cui Claudio attende impaziente il refrain della canzone di Vasco per poterla scagliare con veemenza contro il mondo). La risposta è sotto gli occhi di tutti, ma solo un adolescente rumeno, anch’egli vittima della perdita del padre, riuscirà a far aprire gli occhi al nostro protagonista, a fargli capire che no, tutto ciò non è possibile. Certe cose non tornano più. Ciò che rimane è lo spirito fraterno (il poco disinvolto Raoul Bova e la brava Stefania Montorsi) che rappresenterà l’ancora di salvezza per le sorti del giovane e sfortunato protagonista.

La pellicola raccoglie oltre alla già ponderosa tematica esistenziale, anche le difficoltà di un lavoro insicuro, tanto per la propria vita che per le proprie tasche: e allora ecco presentarsi l’incostanza di un mercato nero, un precariato che porta gente buona, di cuore, a fronteggiare il fine mese attraverso lo spaccio di droga (Zingaretti in un’insolita veste di pusher disabile). E ancora rimostranze sul pregiudizio umano, quello di una ex-escort troppo buona per essere così disponibile e premurosa d’animo o quello che rimarca l’eterno scontro tra classe operaia italiana e straniera (il protagonista che sottolinea l’incapacità di un nero a costruire tetti delle abitazioni perché “da loro ci sono solo capanne”…).

“La nostra vita” conferma la garanzia registica del romano Daniele Luchetti, che presenta con grinta (e senza troppi spiriti di denuncia) un affresco dell’Italia contemporanea senza mai cadere nel ridicolo. Il film rimane saldamente in piedi fino al termine perché il regista ha il merito di focalizzare l’intero lavoro non tanto sulla storia in sé stessa, quanto sul comportamento e la psicologia del protagonista. E in pronta risposta Germano incarna alla perfezione tutta la fragilità e al contempo tutta l’intraprendenza spensierata di una generazione senza troppe possibilità di fuga. Una prova maiuscola, quella del trentenne artista romano, che culmina con il premio di miglior attore protagonista a Cannes (a pari merito con Javier Bardem) e che Germano dedica non senza una sottile vena polemica “all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore, nonostante la loro classe dirigente”.

La sceneggiatura è scritta a sei mani dallo stesso Luchetti e dal (solito) duo Petraglia-Rulli (già sceneggiatori del precedente “Mio fratello è figlio unico”, con il quale hanno vinto il David di Donatello). Tra le musiche di Franco Piersanti svetta l’emozione continua di “Anima fragile”, ideale nel rispecchiare musicalmente le suggestioni e i turbamenti di quanto ci viene continuamente mostrato dalla mdp.

Un film importante, che tiene testa al cinema italiano e che regala sorrisi e lacrime a profusione. Perché in fondo, che se ne voglia o no, è anche questa la “nostra vita”. Da brividi la sequenza della canzone urlata al funerale in un piano sequenza strettissimo, così come la tenera e commovente scena finale.

20/05/2010

Cast e credits

Titolo Originale
La nostra vita
Distribuzione
01 Distribution
Durata
95'
Produzione
Cattleya
Sceneggiatura
Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Fotografia
Claudio Collepiccolo
Montaggio
Mirco Garrone
Musiche
Franco Piersanti

Trama

Claudio è un operaio edile di trent'anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E' sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena è fatto di grande complicità. All'improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta...
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