I fiori di Kirkuk

I fiori di Kirkuk


Fariborz Kamkari

Drammatico | Iraq, Italia, Svizzera
(2010)

Una sorta di Schindler araba irachena, dall’Italia dove ha studiato medicina e si è fidanzata con un connazionale curdo, torna al suo paese nel 1988 per salvare il suo amato dalla persecuzione di Saddam. Mossa da sensi di colpa stile Lady Macbeth, si sposta tra villaggi di etnie divese superando i posti di blocco con semplicità irrisoria, esce di prigione appena entrata, un attimo dopo è nel personale medico dell’esercito, incontra ovunque gente di sua conoscenza (arabi smaccatamente di regime, curdi iperconsapevoli di quanto sta loro accadendo), ottiene infine lo scopo prefisso con il proprio estremo sacrificio.

Un regista nato in Iran ma nefastamente formatosi in Europa dirige in maniera imbarazzante il plateale cast arabo buono per ogni coproduzione internazionale e gira con tecnica dilettantesca e stile al di sotto della media dei prodotti Rai Cinema (che ci mette lo zampino) facendo venire il mal di mare coi suoi movimenti di macchina. E mentre cede al poeticismo più facile (bambole di pezza schiacciate da autoveicoli militari, banali metafore intorno ai fiori) si allinea – ma non troppo – alla propaganda dell’imperialismo statunitense. Due ore di immeritata sofferenza per il povero spettatore.

18/11/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Golakani Kirkuk
Distribuzione
Medusa
Durata
118'
Produzione
FILAS, Rai Cinema, Regione autonoma del Kurdistan, Regione Lazio, RSI, SRG SSR
Sceneggiatura
Naseh Kamkari
Fotografia
Marco Carosi
Scenografie
Malakdjahan Khazai
Montaggio
Marco Spoletini
Musiche
Orchestra di Piazza Vittorio
Costumi
Malakdjahan Khazai, Simona Marra

Trama

Nel 1988 Najla, giovane irachena da tempo trasferita in Italia per studiare medicina, fa ritorno a Baghdad con il proposito di ritrovare Sherko, medico curdo rientrato in patria per aiutare le forze ribelli dei peshmerga. Fronteggiando sia il retaggio culturale della propria famiglia che l'insistente corteggiamento del generale Mokhtar, Najla decide di diventare guardia medica dell'esercito, così da contribuire tacitamente alla causa delle forze ribelli e poter raggiungere il proprio innamorato a Kirkuk, dove l'esercito iracheno sta rastrellando la popolazione curda.

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