50 e 50

50 e 50


Jonathan Levine

Drammatico | Canada, Usa
(2011)

Adam ha ventisette anni, lavora, convive con la sua fidanzata e passa il tempo con il suo migliore amico, Kyle. Un giorno, durante una visita di controllo all’ospedale, gli viene diagnosticato un cancro raro: ha il cinquanta percento delle possibilità di salvarsi. Dopo un momento di assoluta incredulità, vive con rabbia e rassegnazione i giorni che lo separano dall’intervento, tra le chiacchierate con Kyle, le cure di una psicologa giovane e inesperta, il tradimento della capricciosa fidanzata e le sedute di chemioterapia in compagnia di due anziani, vittime dello stesso male.

Di drammi sul cancro (soprattutto in Italia) se ne sono visti tanti, tra cinema e televisione, spesso svilendo e banalizzando queste disgrazie di triste quotidianità. Oramai, affrontare questo genere di soggetti in modo originale o se non altro convincente è alquanto difficile. “50/50” ci riesce molto bene: è un film sensibile, ironico, intelligente e, più di ogni altra cosa, emozionante.

È diretto da Jonathan Levine, regista indipendente che aveva a suo carico un lungometraggio, “Fa’ la cosa sbagliata” (un lavoro non proprio riuscito che però aveva riscosso un discreto successo al Sundance Film Festival del 2008), e qualche corto e mediometraggio. In questo film dimostra la stoffa di un cineasta audace ed entusiasta che, prima di ogni altro elemento, si concentra sulla storia e su coloro che la animano. Non ha paura di sembrare prevedibile e non rinuncia anche a qualche clichè, ma fa tutto con un garbo e una delicatezza tali da non intaccare minimamente l’efficacia del racconto. Anzi, concede ai suoi personaggi un gran calore umano, elemento intelligibile in ogni immagine del film, dall’inizio alla fine.

L’apparato visivo non manca di vivacità e inventiva, in particolare si segnala un uso molto arguto delle panoramiche che, al posto di allontanare il punto di vista dello spettatore da quello del protagonista, servono a descrivere gli spazi in cui si muove. Questo apparente distacco diventa pretesto di inclusione anche di varie implicazioni sociali e politiche sulle paranoie dell’America post crisi che arricchiscono indubbiamente la capacità descrittiva della pellicola.

Il punto di forza di “50/50”, comunque, resta la caratterizzazione dei personaggi: un campione d’umanità vario e profondamente credibile. Nello script non ci sono forzature o eccessi caricaturali, solo tanto equilibrio e un sincero affetto per le circostanze tragiche o buffe in cui essi incappano. Oltre a un Joseph Gordon Levitt particolarmente bravo, anche perché perfetta antitesi del maschio virile, tutto il cast d’appoggio è validissimo: da Philip Backer Hall (il padre malato di Alzheimer) a Anjelica Huston (madre iperprotettiva), fino all’emergente Anna Kendrick che avevamo già avuto modo di apprezzare in “Tra le nuvole”. È, però, Seth Rogen a rubare prepotentemente la scena e, con un’interpretazione spassosa e sopra le righe (aiutato probabilmente anche dalla natura del suo personaggio), alleggerisce molte situazioni che altrimenti avrebbero rischiato di cadere nel già visto.

L’ironia è l’altro elemento catalizzatore di una sceneggiatura fresca e movimentata, ricca di momenti molto esilaranti che si alternano sapientemente a frangenti decisamente drammatici, senza però mai ridurre il loro potere emotivo. Un’ironia scorretta, pungente e spesso squisitamente sboccata che fa della sua immediata semplicità un’ altra condizione di immersione totalizzante nella realtà psicologica dei personaggi.

Il finale, in silenzioso crescendo, regala emozioni potenti e sincere, producendo un teso e affettuoso raccoglimento intorno al protagonista e provocando un po’ di sana e onesta commozione. Un coinvolgimento che, nella sua prevedibilità, non ha niente a che vedere con le dinamiche della “lacrima a comando” di certi drammoni strappalacrime hollywoodiani.

Bellissima colonna sonora in cui non mancano pezzi dei Pearl Jam e dei Radiohead.

09/12/2011

Cast e credits

Titolo Originale
50/50
Distribuzione
Summit Entertainment
Durata
100'
Produzione
Evan Goldberg
Sceneggiatura
Will Reiser
Fotografia
Terry Stacey
Scenografie
Annie Spitz
Montaggio
Zene Baker
Musiche
Michael Gioacchino
Costumi
Carla Hetland

Trama

Adam, un giovane di ventisette anni, vive tranquillamente tra un lavoro comune, le chiacchierate con il suo migliore amico,i capricci della fidanzata e le cure di una madre fin troppo apprensiva. La sua esistenza cambia quando, durante una visita di controllo, gli viene diagnosticato una rara forma di tumore: ha il cinquanta per cento delle possibilità di salvarsi.
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