Rock of Ages

Rock of Ages


Adam Shankman

Commedia, Musicale | Usa
(2012)

Ancora revival degli anni 80, questa volta con la trasposizione cinematografica del musical “Rock of Ages”, in cui si mescolano e ‘mashuppano’, come uso di questi tempi, grandi hit rock degli anni Ottanta di Styx, Bon Jovi, Def Leppard e molti altri. E proprio nel 1987 si ambienta il film, seguendo le vicende della giovane Sherrie Christian (la country lady Julianne Hough), che dritta dalla campagna sbarca a Hollywood, in cerca di fortuna come cantante. Si imbatte in Drew (Diego Boneta), aspirante rocker e barista nel leggendario locale “Bourbon”, minacciato di chiusura dalla campagna puritana dell’ignavo sindaco Whitemore (Bryan Cranston) e della sua agguerritissima consorte (Catherine Zeta-Jones). Mentre Sherrie e Drew legano fino a scoprirsi innamorati, il Bourbon sta per ospitare l’ultimo, grande concerto della band che ha reso immortale il locale: gli Arsenal di Stacee Jaxx (Tom Cruise), rockstar decadente e selvaggiamente magnetica, un evento che cambia completamente la vita a tutti i presenti. Sherrie e Drew dovranno combattere per i loro sogni e il loro amore, Stacee Jaxx per trovare se stesso, i proprietari del Bourbon per resistere ai conservatori di turno e tenere alta la bandiera del Rock’n’Roll.

Non facciamoci ingannare troppo dal revival degli anni Ottanta: Broadway e Hollywood hanno sempre avuto tendenze paternaliste verso la musica generale e il rock in particolare, iscrivendone le eccentricità e l’anticonformismo nella commovente narrazione dell’American Dream. E “Rock of Ages” non fa eccezione. Anzi, disinnescare contraddizioni e lacerazioni fondanti di un periodo così importante in un esercizio p(l)atinatissimo e rassicurante non è mai sembrato tanto facile. Merito forse del genere riportato in auge, quegli anni 80 barocchi e decadenti che avrebbero portato alla rivoluzione del grunge. Merito forse del cast fitto di collaudatissime star, in testa un Tom Cruise indomito e un Alec Baldwin marginale ma comunque memorabile. Merito forse del plot tanto esile quanto macinato, molto stringato rispetto all’originale teatrale che pure non si concedeva troppe licenze dal classico ‘boy meets girl’.

“Rock of Ages”, musical e film, tenta di essere un testamento rock per una generazione che il rock non l’ha mai vissuto, e per questo finisce inevitabilmente per farsi forte dell’estetica musicale mainstream attuale, fatta di vocine argentine melò e svisanti e balletti gaglioffi a orologeria. Resta uno spettacolo della migliore tradizione di Broadway, sensazionale e pirotecnico il giusto per nascondere il meccanismo e le necessarie semplificazioni che questo si porta con sé. A rendere l’aria più salubre ci mette lo zampino Justin Theroux, script star del comedy americano, che aggiunge qualche tocco ironico più consapevole e leggermente sovversivo a un impianto scritto nella pietra. Due ore di entertainment purissimo, certo, ma il rock tanto ostentato abita da un’altra parte.

22/06/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Rock of Ages
Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Durata
123'
Produzione
New Line Pictures, Warner Bros Pictures
Sceneggiatura
Justin Theroux, Allan Loeb, Chris D’Arienzo
Fotografia
Bojan Bazelli
Scenografie
Jon Hutman
Montaggio
Emma E. Hickox
Musiche
Vari
Costumi
Rita Ryack

Trama

Trasposizione cinematografica dell'omonimo musical di Broadway, Rock of Ages racconta, attraverso le grandi hit del rock anni 80, la storia d'amore e i sogni di gloria dei giovani Sherrie e Drew

Wildwood – I segreti del bosco proibito
Wildwood – I segreti del bosco proibito

Il ritorno di Laika dopo sette anni non poteva essere più ambizioso: "Wildwood" di Travis Knight è una maestosa cavalcata attraverso l'immaginario coming of age fantasy contemporaneo, titanica dimostrazione delle capacità della stop motion e dichiarazione d'amore all'animazione tutta

Fatherland
Fatherland

Pawlikowski continua la sua ricerca formale improntata al rigore, con un distacco che stavolta ha anche rilevanza tematica ma sempre al limite con il vuoto esercizio stilistico. Un breve racconto di fantasmi che contiene il conflitto il più possibile, solo per sgonfiarsi ma riuscendo in ultima istanza a darsi un senso nel finale, rinunciando al suo gioco cervellotico

Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale

La città dei vivi
La città dei vivi

Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione