Somebody Up There Likes Me

Somebody Up There Likes Me


Bob Byington

Commedia | Usa
(2012)

Riuscirà una risata a salvare il mondo? Se provassimo ad elencare il numero delle disgrazie e dei fallimenti presenti nel film e li accostassimo al livello di risate e divertimento da esse provocate nello spettatore, allora, la risposta è certamente affermativa. Sono queste le premesse di “Somebody up there likes me”, opera che giunge con perfetto tempismo ad elevare il livello dell’umore di un festival affaticato dall’alto tasso di drammaticità delle storie in cartellone. Si badi bene, in questo caso non si tratta della risata sguaiata di certo cinema demenziale americano né del buon umore da commedia hollywoodiana, bensì di qualcosa di più ricercato. Per cercare una definizione che faccia capire cosa intendiamo, si tratta d’una via di mezzo tra le situazioni nonsense tipiche del fumetto umoristico e il clima tragicomico di un film come “Il dittatore dello stato libero di Bananas”(W. Allen, 1971) a cui il regista dichiara apertamente di essersi ispirato.

Al centro della scena la vita assurda di Max, una specie di Oscar Wilde, abulico quanto cinico protagonista di un’esistenza vissuta con il distacco di chi sa che non andrà a finire bene. Sposato, divorziato e ancora risposato, il ragazzo è chiamato a vivere le fasi che di solito caratterizzano il passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Sperimenta l’amicizia, si innamora, ha un figlio, finisce per tradire la moglie con la tata, vive le perdite e i distacchi del tempo che passa. Tutto scontato se non fosse che Max attraversa questi eventi senza scarti emozionali e con una dialettica improntata alla massima causticità. A fargli compagnia un’umanità che non gli è da meno, dalla moglie imbranata e fedifraga all’amico pronto a rubargli la consorte, passando per il figlio nerd, trascurato e inetto ma pronto ad avere la meglio con la sua filosofia spicciola sul mondo caotico dei genitori e di chi li circonda.

Bob Byington, texano di Austin, appartenente alla comunità cinematografica locale capeggiata da Robert Rodriguez, altra fonte di sicura ispirazione per il regista, dimostra di saperci fare regalandoci risate e divertimento con adulti che non riescono a crescere e giovani nati già vecchi, dosando sapientemente il linguaggio del corpo e la mimica dei caratteri con il senso dello spazio in cui i soggetti sono inquadrati. Ed è proprio in questo mondo chiuso in una dialettica che si riduce a quello che vediamo, che non lascia spazio a realtà metafisiche e considerazioni sociologiche che “Somebody up there likes me” riesce a crearsi la sua autonomia e un taglio sicuramente originale. Un regista da tenere d’occhio questo Bob Byington.

09/08/2012

Cast e credits

Durata
76'
Produzione
Somebody the Movie LLC
Sceneggiatura
Bob Byington
Fotografia
Sean Price Williams
Scenografie
George Dishner
Montaggio
Frank V. Ross
Musiche
Chris Baio
Costumi
Kim H. Ngo, Lily Walker

Trama

Max e Sal sono amici da trentacinque anni; ed è da quel numero di anni che sono innamorati della stessa donna, l'adorabile Lyla. La vita dei tre è fatta di incontri obbligatori e apparentemente insoddisfacenti: matrimoni, funerali, visite in ospedale, cene... e un capanno degli attrezzi. Ogni volta, il tempo sembra sorprenderli alle spalle e far perdere loro l'occasione giusta.
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