Cherchez Hortense

Cherchez Hortense


Pascal Bonitzer

Commedia | Francia
(2012)

Fare un favore a qualcuno a volte può risultare difficile. Chiedere al proprio padre, membro del Consiglio di Stato, di farne uno per una persona che non si conosce può diventarlo ancora di più. Soprattutto se si tratta di rapporto un po’ complesso, e se il proprio padre è una persona un po’ particolare, in tutti i sensi – e lo scopriremo in una delle scene più divertenti del film. Lo sperimenta Damien (Jean-Pierre Bacri), insegnante universitario di sinologia, quando sua moglie Iva, regista teatrale (Kristin Scott Thomas) gli chiede di contattare il consigliere per evitare che venga espulsa una certa Zorica, ragazza di origini serbe – “Non la finiremo mai coi Balcani”, dicono due personaggi. Le giornate che seguiranno, coi risvegli più o meno bruschi di Daniel, lo porteranno a essere coinvolto in una serie di malintesi dovuti alla sua paura di agire e alle sue menzogne, a subire angherie, ma anche a cambiare, senza rivoluzioni roboanti, la sua vita.

Il nuovo film di Pascal Bonitzer, storico sceneggiatore di Rivette e grande gusto per i dialoghi, è un film semplice. Una commedia divertente e garbata che si sviluppa in alcune delle zone più belle di Parigi. Ha per protagonista un intellettuale, perché, dice Bonizer, nei suoi film parla sempre un po’ di se stesso per far acquisire maggiore sincerità alla storia. Damien incontra Aurore, ragazza fragile, incasinata, precaria, ma energica, che tenta di sistemare la propria vita, mentre lui, che all’apparenza non ne avrebbe bisogno, se la vede rivoluzionata. Un intreccio equilibrato, che potrà sembrare perfino banale, e che si sviluppa tra momenti più introspettivi e altri da commedia, ma capace di raccontare i cambiamenti in modo ironico, evitando retorica o scene madri.

Una regia sobria e fluida, con la bella fotografia di Romain Winding. Ottimo anche il cast che vede un Bacri in grande forma a fianco della Thomas (sempre un piacere vederla, non ci stancheremo mai di dirlo), e la splendida Isabelle Carré che per l’occasione ha imparato il serbo. Ma la forza del film sta nella sceneggiatura, scritta con Agnès de Sacy, e nei dialoghi attraverso cui si sviluppano le scene più divertenti, che conferiscono un tono di leggerezza a una storia sull’identità, non solo territoriale, ma anche sessuale. Pur non essendo un film politico, ricorrono molti elementi che hanno a che fare con l’extraterritorialità: la cucina e i ristoranti etnici (giapponese e cinese), contrapposti ai riferimenti alla cucina francese, il tema di studi di Damien, il racconto del suo viaggio, gli accenni a Cechov e Nabokov, quasi come se l’estero, la scoperta dell’altro e di sé, anche attraverso l’amore, fosse qualcosa con cui hanno a che fare tutti i personaggi. Vedi il rapporto tra Damien e Aurora, quello di Iva con il suo attore, ma anche, meno evidenziato, quello del loro figlio con la compagna di scuola.

Amore, amicizia, tradimento, ma anche una storia di padri e figli e di incomprensioni reciproche poiché Damien è sua volta genitore. Parte tutto dalla sua paura di parlare con il padre, a cui fa seguire delle menzogne che sfociano in malintesi e piccoli risvolti imprevisti. Da notare qui come il personaggio del ragazzino, il figlio di Damien e Iva, non sia trattato da macchietta come accade invece in molto cinema italiano, ma faccia quasi da contraltare con la sua maturità ai due genitori senza cadere nel ridicolo.

Bonitzer non nasconde un debito con “Odile” di Raymond Queneau e spiega che i suoi personaggi non sono ordinari o degli eroi spinti da delle volontà, ma vengono gettati di qua e di là dagli eventi, travolti da ciò che succede. E si tratta di un movimento sì verso l’altro, ma anche verso di sé, “verso quella fiducia nelle proprie capacità che è l’esatto contrario di ciò che la società esige da noi, cioè di allinearci, essere conformisti”.

03/09/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Cherchez Hortense
Durata
110'
Produzione
SBS Productions
Sceneggiatura
Pascal Bonitzer, Agnès de Sacy
Fotografia
Romain Winding
Scenografie
Emmanuel de Chauvigny
Montaggio
Elise Fievet
Musiche
Aleksei Aigi

Trama

Iva, la moglie di Damien, spinge suo marito a parlare col proprio padre, membro del Consiglio di Stato, per evitare che Zorica, una conoscente serba, venga espulsa dalla Francia.
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