Ernest & Celestine

Ernest & Celestine


Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner

Animazione | Francia
(2012)

Gli albi di Gabrielle Vincent che hanno per protagonisti la topolina Celestine e l’orso Ernest sono diventati dal 1982 un classico per l’infanzia delle edizioni franco-belghe Casterman, anche per il loro messaggio di amicizia e solidarietà. La delicatezza e semplicità che li contraddistinguono, nel tratto pittorico e nelle piccole storie, trasmettono una sorta di poesia che si intreccia con discrezione all’umorismo e a una certa malinconia. Lo stile dell’artista belga non per niente attrasse un giovane Daniel Pennac. Lo scrittore, ancora esordiente, cominciò a intrattenne un carteggio che si protrasse nel tempo con la Vincent dopo averne letto “Un jour, un chien”, e dedicando quindi alla sua “amica di inchiostro, acquerello e carta” scomparsa nel 2000 il romanzo di Ernest e Celestine (l’uscita italiana è prevista per aprile 2013). E il film stesso, diretto da Benjamin Renner, Stéphane Aubier e Vincent Patar, e sceneggiato dal creatore della saga di Malaussène, è un omaggio dichiarato alla disegnatrice; ne ripropone lo stile attraverso un’animazione ad acquerello che non nasconde la manualità e la spontaneità del tratto. A produrlo Les Armateurs (“Appuntamento a Belleville”) e a distribuirlo in Italia la Sacher.

Negli albi della Vincent si ritrovano gesti semplici – un piede piegato, un movimento sospeso, l’inclinazione della testa – che caratterizzano perfettamente i personaggi, e un’attenzione al dettaglio maggiore di quello che potrebbe sembrare. Per la storia del film, Pennac sceglie di creare l’antefatto dell’amicizia proibita tra Ernest e Celestine, passando brevemente per alcuni momenti presenti anche negli albi, come il pic-nic primaverile, la malattia d’Ernest, la sua passione per la musica, ma ponendo l’accento sul distacco tra il mondo in alto degli orsi e quello in basso dei topi, divisi in modo all’apparenza inconciliabile e da una paura reciproca (cosa non presente nell’opera della Vincent). I due protagonisti, però, diventano amici a dispetto del terrore degli orsi inculcato nei topi, a cui Celestine sembra immune. Lei, orfanella, che invece di diventare dentista vuole fare la pittrice, è, come scrive Pennac alla fine del romanzo, una proiezione della stessa Gabrielle Vincent: come lei disegna con la mano sinistra, ed è un personaggio coraggioso e fragile allo stesso tempo, che trasmette una grande tenerezza – accentuata in italiano dall’ottimo doppiaggio di Alba Rohrwacher.

“Le roman d’Ernest et Celestine” è una sorta di costola della sceneggiatura, realizzato in seguito, che approfondisce alcuni passaggi e, pur con qualche variazione, si mantiene sostanzialmente fedele alla storia del film. Curiosamente, Pennac interviene personalmente nel romanzo, dialogando con gli stessi Ernest, Celestine e con il lettore che, ad esempio, quando Celestine scende nella cantina dell’orso, la spinge a inventariare cosa vi trova dentro, finché lei completa l’elenco con un elemento impalpabile ma presente: la solitudine.

Il film invece punta maggiormente sull’effetto visivo, con un’animazione dal sapore artigianale e retro che ne accentua una dimensione sospesa nel tempo, impreziosita dalle musiche. Il mondo sopra sembra fermo agli anni sessanta, mentre quello sotterraneo è di un futurismo vintage. Gli incubi di Ernest e di Celestine, o il passaggio dall’inverno alla primavera, sono tratteggiati conciliando graficamente immagine e suono. Gli autori sviluppano l’intreccio alternando momenti d’azione e da slapstick comedy ad altri che sottolineano la preziosa amicizia tra la topolina e l’orso, l’una sveglia e posata, l’altro maldestro e sguaiato. Vengono smascherate l’ipocrisia delle convenzioni, l’assurdità della paura, ma anche l’inutile avidità. Pennac sembra non rinunciare al suo mondo un po’ folle di emarginati e perseguitati giungendo a un equilibrato punto di incontro tra il proprio stile e quello della Vincent, adattandosi perfettamente alla storia ed evitando banalità o luoghi comuni.

Un film delizioso che potrà essere apprezzato tanto da un pubblico di bambini quanto di adulti, che affascina con la sua delicata poesia, ironia e tenerezza, e che esprime un messaggio di uguaglianza, amicizia e solidarietà privo di retorica, dove i sentimenti autentici prevalgono sulle convenzioni.

23/12/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Ernest et Célestine
Distribuzione
Sacher Distribuzione
Durata
80'
Produzione
La Parti Productions, Les armateurs
Sceneggiatura
Daniel Pennac

Trama

Celestine è una topolina orfana che vive nel mondo sotterraneo dei topi, mentre Ernest è un orso che vive nel mondo di sopra. Due società all'apparenza inconciliabili e divise da un terrore reciproco. Un giorno Ernest e Celestine si conoscono per caso ed è l'inizio di una grande amicizia che sfida le convenzioni.
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