Attacco al potere – Olympus Has Fallen

Attacco al potere – Olympus Has Fallen


Antoine Fuqua

Azione | Usa
(2013)

C’era una volta un giovane regista afroamerticano che che faceva il suo pirotecnico ingresso alla porta di Hollywood con un thriller duro e corrotto sino al midollo. “Training Day” oltre ad assicurarsi positivi riconoscimenti, aprì le porte ad Antoine Fuqua, autore di un cinema violento ed deflagrante, figlio dell’autorialità di Michael Mann. Come dimostrava anche “Bait”, tutto incentrato sulla sofisticata evoluzione hi-tech nel thriller cinematografico (quasi trent’anni dopo Francis Ford Coppola). Purtroppo per Fuqua, fortuna e virtù non hanno inciso più di tanto nella carriera del regista nell’arco dell’ultimo decennio. Dopo clamorosi flop (“King Arthur”) e mediocri pellicole di impronta bellica e militare (“L’ultima alba”, “Shooter”), possiamo dire che oggi Fuqua è senz’altro uno di quegli investimenti miseramente falliti da parte dell’industria cinematografica d’oltreoceano.

E nel momento del riscatto ecco che questo “Olympus Has Fallen” si rivela forse il suo film più scandaloso. In un periodo delicato come quello che sta vivendo quotidianamente gli Stati Uniti, come dimostrano le continue minacce di attacchi nucleari a opera dei nordcoreani, il nuovo film di Fuqua è portatore (in)volontario di un odio e di un patriottismo che si dispiegano in un razzismo “griffithiano” patetico e quanto meno superato. Una dichiarazione d’amore al proprio paese palesemente falsa e senza sentimento, che agisce da (pessimo) contraltare all’impegnativo e autentico sguardo della Bigelow sulla nazione americana post undici settembre.

Tra scenari fantapolitici dichiaratamente nichilisti e votati al “videogame” computerizzato (80 milioni di badget) e l’ironia becera di un soldato solo contro tutti (“i miei uomini sono i più cazzuti del mondo” sentenzia appagato il generale delle forze armate americane), il film fa incetta di cliché del genere poiché essenzialmente privo di sceneggiatura, ed è affossato definitivamente dalla superficialità (a tratti infantile) dei dialoghi, che spaziano dal celeberrimo “resisti!” o “tieni duro!” sino allo slapstick involontario dell’ultima, stracitata, dichiarazione: “Dio benedica gli Stati Uniti d’America”. Così in un atto eroico trionfante, l’imbattibile soldato vendica la bandiera ridotta a brandelli a inizio film e porta a termine quella che è la sua missione: salvare il “candelotto” (il figlio del Presidente) e conficcare il suo pugnale nel cervello del pazzo terrorista. Perché “la nostra nazione è più forte quando viene messa alla prova”. Peccato che il discorso conclusivo in cui si allude all’ “esempio” e all’ “integrità” centri poco con quanto appena visto sullo schermo.

L’olimpo caduto è quello di Fuqua, del suo sanguinoso patriottismo e di una pellicola che ha pochissimi punti in comune con il cinema. Quello vero.

20/04/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Olympus Has Fallen
Distribuzione
Notorius
Durata
120'
Produzione
Millennium Films, Modern VideoFilm, Nu Image, Sony Pictures Entertainment, West Coast Film Partners
Sceneggiatura
Katrin Benedikt, Creighton Rothenberger
Fotografia
Conrad W. Hall
Scenografie
Derek R. Hill
Montaggio
John Refoua
Musiche
Trevor Morris
Costumi
Doug Hall

Trama

Un piccolo gruppo di estremisti, armati fino ai denti e meticolosamente addestrati, dà il via ad un audace agguato in pieno giorno alla Casa Bianca, oltrepassando l'edificio e prendendo in ostaggio il Presidente Benjamin Asher (Aaron Eckhart) e il suo staff all'interno dell'impenetrabile bunker presidenziale sotterraneo. Il loro obiettivo è quello di mettere sotto scacco l'intera nazione degli Stati Uniti, attaccandoli con le loro stesse armi.
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