Red Amnesia

Red Amnesia


Xiaoshuai Wang

Thriller | Cina
(2014)

Storia di fantasmi cinesi. Fantasmi del presente che provengono dal passato. La signora Deng (Lu Zhong) comincia a essere anziana e, per quanto sia infaticabile, sembra poco lucida. Ha ancora sua madre in vita, ma ha perso il marito, la cui immagine, tuttavia, le compare come se egli fosse vivo, vivida a tal punto che la vedova sovente le parla. Deng considera le vite dei figli come fossero affar suo, anche se il maggiore (Feng Yuanzheng) ha una famiglia propria, anche se il minore (Qin Hao) vive una relazione omosessuale che lei giudica strana, incomprensibile. Recentemente però la sua esistenza è tormentata da frequenti telefonate anonime. Lei alza la cornetta, ma dall’altra parte nessuno risponde. Solo qualche vago rumore, qualche sussurro. Finché si accorge che un ragazzo (Shi Liu) le è sempre tra i piedi…

Esponente di punta di quella che è conosciuta come la sesta generazione di cineasti cinesi, la stessa di Jia Zhang-ke e Wang Bing, Wang Xiaoshuai è autore già distribuito più volte in Italia ma pressoché snobbato da pubblico e critica, o comunque sottovalutato. Auspichiamo lasci traccia almeno la sua undicesima opera: “Red Amnesia” è un film che sorprende, innanzi tutto per come sa tenere sulle spine lo spettatore, confondendolo in un turbine di illusione e realtà, seminando il dubbio sulla natura delle visioni della protagonista (sogni? allucinazioni? realtà?), svelando infine una verità drammatica.

Il regista riflette, con cognizione e acume, sulle responsabilità politiche e umane di una generazione, figlia della Rivoluzione Culturale, colpevole di tradimenti e bassezze anche nei confronti di chi ha condiviso gli stessi ideali, ancora oggi dominatrice di una società cinese in cui si intravvedono le prime sacche di benessere economico; ma incapace, dopo decenni di indottrinamento, di comprenderne le pulsioni libertarie e ammodernatrici. Dunque, forza oppressiva e garante/guardiana del dittatoriale status quo, al contempo ignara dei sentimenti di rivalsa che albergano tra gli sconfitti dalla Storia.

Wang non fa sconti alla protagonista, che pure è personaggio ispirato alla sua settantenne madre. Inizialmente la donna suscita antipatia per la sua invadenza, ma è impossibile non riconoscerle l’attenuante dell’età. Giusto Il tempo che il personaggio risulti familiare allo spettatore, e lo script (dello stesso Wang, con Fang Lei e Li Fei) ne scoperchia un passato indifendibile, negandole infine ogni possibilità di redenzione. Il lungo, insostenibile primo piano conclusivo (seppur l’ultimissima inquadratura sia un’eloquente finestra spalancata sull’abisso), è il suggello dell’atto di accusa del regista. Poiché la Storia lascia cicatrici incancellabili, da essa non si può fuggire.

Ci si può chiedere se, oggi, sia ancora possibile sfruttare i meccanismi del cinema di genere, inchiodando così alla poltrona e suscitando curiosità, per affrontare discorsi complessi e, soprattutto, creare qualcosa di inedito. Sulle orme di “Niente da nascondere” di Michael Haneke, ma con uno stile più avvolgente e variegato, “Red Amnesia”, ultimo capitolo di una trilogia comprendente “Shanghai Dreams” e “11 Flowers”, è la convincente risposta affermativa al quesito. L’unica riserva è se Wang non indugi troppo sulle efficacissime premesse thrilling, prima dell’agnizione decisiva; ma la parte conclusiva, seguente allo svelamento del mistero, è altrettanto potente. Magnifica, in ogni caso, l’interpretazione di Lu Zhon, che potrebbe aggiudicarsi la Coppa Volpi e così portare, per la prima volta nell’era post-Muller, un premio in Cina. Il titolo originale significa “L’intruso”.

27/08/2014

Cast e credits

Titolo Originale
Chuangru Zhe
Durata
110'
Produzione
WXS Productions

Trama

Una vedova in pensione vede la sua routine giornaliera deragliare quando comincia a ricevere misteriose telefonate anonime
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