Il nome del figlio

Il nome del figlio


Francesca Archibugi

Commedia | Italia
(2014)

“Ti telefono tra vent’anni” canta Lucio Dalla e le sue parole diventano un ponte che collega trentacinque anni di vita di un gruppo di quattro adolescenti che si ritrovano, ormai ultra cinquantenni, a cantare ancora quella canzone. Non è più la casa di Mamma e Papà, ma quella un po’ sofistica e snob di una di loro. All’apparenza sembra tutto uguale, in realtà i ragazzi sono cresciuti e hanno fatto crescere con loro paure e segreti, che vogliono tenere per sé.

Le problematiche legate all’adolescenza e i rapporti, spesso conflittuali, tra coetanei e genitori sono sempre state una matrice presente nel cinema di Francesca Archibugi, sin dai primi tempi di “Mignon è partita”.

Con “Il nome del figlio” la regista romana sembra voler affrontare il passaggio all’età adulta, pur non facendo altro che raccontare ancora un gruppo di amici, solo un po’ attempati, che si comportano come fossero ancora a scuola.

La storia ruota intorno all’attesa della nascita del bambino di Paolo (Alessandro Gassman), agente immobiliare beffardo e istrionico, e Simona (Micaela Ramazzotti), scrittrice di un best seller di dubbie qualità artistiche. In occasione di una cena a casa della sorella di Paolo, Betta (Valeria Golino) con il marito Sandro (Luigi Lo Cascio), in presenza anche di Claudio (Rocco Papaleo), amico d’infanzia single e forse gay, viene annunciato con enfasi e convinzione il nome che hanno deciso di dare al nascituro.

Questo nome segna il corso di tutta la serata, mettendo in discussione valori e idee. La spaccatura è netta: da una parte ci sono Paolo e Simona che incarnano un certo tipo di italiani, dallo scarso senso civico che non votano e si disinteressano della politica e della cultura, dall’altra parte Sandro, docente universitario, e Betta, insegnante, che rappresentano il radicalismo chic di sinistra e hanno fatto della cultura una ragione di vita (e la loro casa lo dimostra con l’esibizione di pareti piene di libri).

Sandro arriverà a descrivere quella coppia, con la sciagurata scelta del nome, come la sconfitta del Paese, volendo così riversare invidie e frustrazioni covate da troppi anni.

Da questo nome, che non vogliamo rivelare per lasciare il piacere della visione, scatta una riflessione sul valore e il senso della Storia italiana, sul pericolo dell’ignoranza. Fortunatamente, come vedrà lo spettatore, Francesca Archibugi scrive, con Francesco Piccolo, senza calcare troppo questo aspetto e tenendosi lontana da facili clichè politici. I personaggi non diventano mai delle macchiette e riescono a sconfinare dal perimetro ritagliato dal loro ruolo, così da apparire più reali e meno scontati.

In origine fu “La prenòm”, pièce teatrale di Alexandre De La Patellière e Matthieu Dalaporte, poi portato sul grande schermo, tre anni fa, con il titolo “Cena tra amici”.

Il film dell’Archibugi, prodotto anche da Paolo Virzì, però non è un remake di quel film, ma un adattamento dell’opera teatrale. Lo spunto è, unicamente, l’annuncio del nome di un bambino che provoca disapprovazione. Il seguito degli eventi è completamente diverso, compresa l’epifania finale che sembrerà portare una irrimediabile frattura tra gli amici. Però questo gruppo ha le basi solide; come canta Dalla è arrivato “alle porte dell’universo ognuno con i suoi mezzi e ognuno in modo diverso” e troverà nel pianto del nascituro l’unione.

Senza cadere in nostalgie e facili scorciatoie emotive, Francesca Archibugi dirige con equilibrio e freschezza. Avvalendosi anche di un buon montaggio che offre una fluidità alla storia che non si vedeva da un po’ di tempo nei suoi film.

Da segnalare l’ottimo cast, fatto da un gruppo d’attori che è anche un piccolo compendio di recitazione, da quella più teatrale e studiata di Gassman e Lo Cascio a quella più immediata e spontanea della Ramazzotti e Papaleo. Su tutti, però, svetta Valeria Golino, madre e moglie sull’orlo di una crisi di nervi. La matrice teatrale è evidente nell’uso degli interni della casa di Betta e Sandro. Intorno al tavolo ronza in aria un piccolo drone giocattolo con telecamera, manovrato dai bambini ancora svegli: è l’occhio puro dell’infanzia che guarda, dall’alto, questi adulti che si scontrano senza capirsi davvero.

24/01/2015

Cast e credits

Distribuzione
Lucky Red
Durata
96'
Sceneggiatura
Francesca Archibugi, Francesco Piccolo
Fotografia
Fabio Cianchetti
Scenografie
Alessandro Vannucci
Montaggio
Esmeralda Calabria
Musiche
Alessandro Lai

Trama

Paolo, eccentrico agente immobiliare, e Simona , bellissima donna e autrice di un best seller, aspettano i primo figlio. Invitati a cena dalla sorella di Paolo, insieme ad un altro amico, rivelano il nome  che daranno al nascituro. La quiete di famiglia verrà turbata da questa scelta, da qui scaturiranno rancori e veleni sopiti da troppi anni.
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