Quello che non so di lei

Quello che non so di lei


Roman Polanski

Thriller | Belgio, Francia, Polonia
(2017)
Dopo aver realizzato negli ultimi anni trasposizioni cinematografiche di fortunati testi teatrali (“Carnage” e “Venere in pelliccia“), Roman Polanski ha deciso di tornare agli amati adattamenti da romanzi di successo e a Cannes 2017 ha presentato (fuori concorso) “Quel che non so di lei”, dal bestseller di Delphine De Vigan “Da una storia vera” (peccato che la distribuzione italiana abbia cambiato il titolo, evidentemente confidando poco nell’effetto traino del libro). Il film sulla Croisette non è stato accolto bene, ma non è difficile immaginare le ragioni che abbiano spinto il regista di “Chinatown” verso questo progetto, visto che la storia è ricca di elementi che da sempre interessano l’autore polacco.

A dispetto del titolo (almeno quello originale) in verità il romanzo della De Vigan gioca molto col rapporto fra fiction e realtà, visto che racconta i rovelli della stessa De Vigan all’indomani della pubblicazione di un libro di successo, ma per lei molto impegnativo e personale, e di come l’incontro con una donna misteriosa e affascinante inizialmente l’abbia aiutata a uscire dallo stato di prostrazione per poi invece rivelarsi un’amicizia alquanto pericolosa. Anche nel film c’è una Delphine scrittrice (ma di cognome fa Dayrieux), piuttosto esaurita dopo l’uscita del suo nuovo romanzo accolto con grande favore dal pubblico. A incarnarla, Polanski ha voluto Emmanuelle Seigner, ormai da trent’anni sua compagna di vita e di lavoro.

La sceneggiatura (firmata in coppia con Olivier Assayas, reduce dall’ammirato “Personal Shopper“) non si perde in indugi, e già nelle prime scene avviene l’incontro cruciale fra Delphine e Elle (non c’è bisogno di sottolineare quanto il nome sia simbolico), una ghost writer (come il protagonista del più riuscito “L’uomo nell’ombra“) sua ammiratrice. Per la protagonista, Elle rappresenta ciò che lei sente di non essere in quel momento. Tanto Delphine è esausta, fragile e trascurata, tanto la nuova amica è seducente, indipendente e impeccabile (Eva Green è perfetta in questo genere di ruoli). Delphine, con i figli che hanno preso la loro strada, il marito star della tv colta sempre in viaggio a fare interviste, si lega sempre più a Elle fino ad arrivare a invitarla a stare a casa sua. Come in ogni thriller che si rispetti (ci sono pure le lettere minatorie che arrivano a cadenza regolare), un legame apparentemente idilliaco è destinato a prendere pieghe tutt’altro che positive. L’ammiratrice gentile a poco a poco si trasforma in una presenza sempre più invadente; non paga di dare consigli all’amica in crisi (che sostiene di non essere in grado di mettersi a scrivere nuovamente) arriva a essere una factotum desiderosa di isolare Delphine da tutti (impresa non troppo difficile in effetti) e addirittura a prenderne il posto. D’altronde, una figura così sfuggente e ammaliante non può che catturare la fantasia di Delphine e quindi… perché non scrivere di lei? Il gioco si farà pericoloso, però il successo, una volta terminato il libro, compenserà forse tutti i rischi e i pericoli.

Polanski riflette non solo sul rapporto realtà e delirio (quanto di ciò che vediamo succede veramente? Quanto è frutto di allucinazioni?), ma anche sul rapporto vittima-carnefice, tema a lui molto caro. Fra Delphine e Elle, chi è veramente la manipolatrice e chi la manipolata? Delphine, come detto prima, appare come un personaggio debole, anche se in fin dei conti è pur sempre una scrittrice, quindi può avere l’ultima parola. Le dinamiche fra i due personaggi si fanno più tese nella parte centrale, tuttavia il film funziona meglio all’inizio, quando costruisce l’atmosfera in cui è calata la sua protagonista (Polanski in questo è imbattibile). La scelta di mettere insieme Emmanuelle Seigner e Eva Green è sicuramente interessante, poiché le due, pur non somigliandosi (e ciò in una scena in particolare ha un certo peso), comunicano una energia simile e non sarebbe impossibile immaginare l’una nei panni dell’altra. Se è vero che il film propone uno sviluppo in cui Delphine è in pericolo, lo scioglimento abbastanza minimale (in cui il colpo di scena finale del libro viene praticamente sacrificato) e la mancanza di mordente ci suggeriscono come probabilmente stavolta al regista non interessi troppo la formula del thriller paranoico, per anni suo terreno prediletto.

Alla fine le scelte del tandem Polanski/Assayas finiscono per rendere più debole il film, che rischia così di scontentare gli appassionati delle storie ad alta tensione, mentre gli ammiratori di questo maestro del cinema moderno ricorderanno più volentieri altre sue opere precedenti.

02/03/2018

Cast e credits

Titolo Originale
D'après une histoire vraie
Distribuzione
01 Distribution
Durata
100'
Produzione
Wy Productions
Sceneggiatura
Roman Polanski, Olivier Assayas
Fotografia
Pawel Edelman
Scenografie
Jean Rabasse
Montaggio
Margot Meynier
Musiche
Alexandre Desplat
Costumi
Karen Muller Serreau

Trama

Una scrittrice di successo sta attraversando una crisi personale dopo al pubblicazione del suo ultimo libro. Questo periodo difficile sarà caratterizzato dall'incontro con una donna affascinante, misteriosa e pericolosa
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