Santa Maud

Santa Maud


Rose Glass

Horror | Regno Unito
(2019)

Santa Maud recensione

“Signore, veglia su di me mentre mi sto per imbarcare in un nuovo incarico”: è la voce narrante della protagonista a introdurci nella storia e a raccontarcela in flashback. Lei è Maud (Morfydd Clark), giovane infermiera di fervente fede cattolica, a cui viene assegnata la cura privata dell’ex-ballerina Amanda (Jennifer Ehle), malata terminale. La ragazza è tormentata da un violento segreto sul suo passato e da messaggi affascinanti che crede provengano direttamente da Dio, e il suo lavoro si tramuta ben presto nell’ossessione di salvare l’anima della donna…

L’esordio alla regia di Rose Glass (presentato al Festival di Toronto nel 2019 e disponibile in Italia in digitale su Rakuten Tv) è fin dall’inizio un antro di diverse influenze. Del gotico inglese ritornano in particolare la struttura narratologica e l’ambientazione in una sperduta e sinistra casa in campagna che diventa presenza viva; a livello cinematografico, l’enfasi sui campi vuoti, l’esplicitazione dell’occhio della macchina da presa e i dettagli di piccoli oggetti quotidiani come fonti di inquietudine, sulla scia della serie antologica Netflix “The Haunting of “creata da Mike Flanagan, le cui due stagioni sono rispettivamente gli adattamenti di due classici su carta, ovvero “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson e “Giro di vite” di Henry James. Allo stesso tempo, Amanda viene esplicitamente definita “petulante come una Norma Desmond”, in quanto diva in declino che non vuole però rinunciare ai piaceri della vita, e, nello stretto rapporto che si crea tra lei e Maud, rivivono, giocoforza, le personae bergmaniane di Liv Ullman e Bibi Andersson tanto quanto quelle delle sorelle Hudson di “Che fine ha fatto Baby Jane”. La prima parte del film si sviluppa in questo senso, ponendo in dialettica e in evitabile conflitto le due figure: la prima come espressione del corpo femminile, la seconda come sua repressione, per come, malgrado la giovane età, preferisce evitare qualsiasi coinvolgimento emotivo e sociale, restando rigidamente fedele al suo credo e alla sua missione.

Nella seconda parte, il focus si sposta proprio su Maud, sulla sua sessualità conflitta, nevrosi e alienazione dalla realtà, guardando a “Repulsion” di Roman Polanski, angosciante discesa dentro gli inferi della psiche di Carole Ledoux (Catherine Deneuve). La ragazza vede la sua totale devozione al Signore come un’intima relazione, a cui tornare sempre anche dopo i dubbi e i ripensamenti, un rifugio dalla sua asocialità e apatia, che sfocia nella possessione “carnale” e nella tortura auto-inflitta, credendosi amante senza realizzare di non essere che succube e serva. La regia rende la sua condizione esistenziale, dall’asetticità all’asfissia, anche attraverso un montaggio che propone tagli repentini, punti di vista e accostamenti arditi, come quando mette in parallelo l’atto della rianimazione e il rapporto sessuale.

L’onnipresenza dell’oppressione maschile, una rappresentazione non conciliante della psiche e del corpo femminile, per un risultato complessivo che però, a conti fatti, non convince a pieno, in quanto un’opera non può essere semplicemente la somma delle sue singole parti. E nel confronto coi suoi modelli, in primis quello polanskiano: se quest’ultimo traeva la sua forza dal rappresentare una figura inquietante nella sua imperscrutabilità, nel raggelante silenzio con cui agiva, “Saint Maud” eccede nel troppo psicologismo, nella necessità impellente di dare un background e motivazioni alla storia della protagonista. Per cui anche il finale sembra una chiusura obbligata come adesione indefessa ai codici del genere horror, con cui invece nella prima parte appariva giocare a armi pari.

31/05/2021

Cast e credits

Distribuzione
Rakuten Tv
Durata
83'
Produzione
British Film Institute, Escape Plan Productions, Film4
Sceneggiatura
Rose Glass
Fotografia
Ben Fordesman
Montaggio
Mark Towns
Musiche
Adam Janota Bzowski

Trama

L'infermiera a domicilio Maud (Morfydd Clark) arriva a casa di Amanda (Jennifer Ehle), una famosa ballerina ormai fragile per la malattia e intrappolata nella sua grande casa isolata. All'inizio Amanda è incuriosita dalla giovane donna religiosa, che la distrae dalla sua salute cagionevole. Maud, a sua volta, è stregata dalla sua nuova paziente. Ma Maud non è proprio quel che sembra. È tormentata da un violento segreto sul suo passato e da messaggi affascinanti che crede provengano direttamente da Dio.
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