Saturday Night

Saturday Night


Jason Reitman

Commedia | Usa
(2024)

Lorne Michaels vuole ricreare l’esperienza di un vagabondare notturno nella New York degli anni 70, di imbattersi nei bizzarri, talvolta deviati, individui che la abitano. Ambisce a farlo con un varietà in seconda serata, debuttato alle 23:30 dell’11 Ottobre 1975 e messo in discussione fino al primo secondo di diretta. E’, nell’ultima opera di Jason Reitman, la genesi del Saturday Night (oggi Saturday Night Live), il programma che, dal suo esordio, ha rivoluzionato il mondo della comicità e della televisione statunitense. 

Portato in anteprima in Italia alla Festa del Cinema di Roma, “Saturday Night” immagina e ricostruisce i 90 minuti precedenti alla prima messa in onda del programma, un vortice delirante di revisioni di una scaletta troppo colma, riflettori che cadono, set che prendono fuoco, attori che fuggono dallo studio, e correzioni di un copione più o meno inesistente. Il film, che si propone di seguire l’adrenalinica esperienza di backstage in tempo reale, è un omaggio viscerale a un modo di fare arte manifestamente caro al regista e di un progetto di cui è stato egli stesso autore nel 2001. Inoltre, a solo pochi anni dalla regia di “Ghostbusters: Legacy” (datata 2021), Reitman propone un ulteriore tributo alla figura paterna, l’Ivan Reitman che ha reso celebri anche sul grande schermo alcuni dei primi comici di punta del Saturday Night (tra cui Bill Murray, Dan Aykroyd e John Belushi).

Al produttore e creatore, un Lorne Michaels ben interpretato dal giovane attore in ascesa Gabriel LaBelle (già apparso in “The Fabelmans“), si aggiunge la colorata brigata rivoluzionaria dei creativi, e future icone, del Saturday Night; basti citare il già accennato John Belushi in costume da ape (Matt Wood), l’esuberante e vitale Chevy Chase (Cory Michael Smith), o lo strampalato creatore dei muppet Jim Henson (una delle due parti interpretate da un ottimo Nicholas Braun, che appare anche nel breve ruolo di Andy Kaufman). All’officina artistica fanno da contraltare i più razionali coordinatori del dietro le quinte, quali il co-produttore Dick Eberson (Cooper Hoffman, anch’esso sulle orme del padre) e l’autrice del programma Rosie Shuster (Rachel Sennott), fondamentali nell’effettiva riuscita del lancio dello show sulla NBC. Al cast già ampiamente nutrito, si aggiungono grandi nomi quali Willem Dafoe e J.K. Simmons, esponenti della “vecchia leva”, a cavallo tra il consolidato successo della tradizione e l’interesse, misto a scetticismo, verso le idee di una generazione nata insieme alla televisione e che ora rivendica di farne parte.

Il film, tecnicamente ineccepibile, si muove in un continuo botta e risposta tra le parti coinvolte, in un rimbalzo frenetico da una situazione e da un’interazione all’altra. Paragonabile all’approccio ansiogeno in tempo reale di programmi come “The Bear” (ma anche del backstage teatrale di “Birdman“), Reitman dissemina l’opera di virtuosismi registici, funzionali nella percezione di una dinamicità continua ma talvolta al limite dell’ingombrante. Particolarmente riuscito il bellissimo piano sequenza iniziale alla “Magnolia”, quanto la ricerca di un annullamento spaziale tra area del palco e dietro le quinte. È inoltre gradevole la fotografia satura e granulare firmata Eric Steelberg, in formato 16 mm, che ben rievoca l’ambientazione televisiva anni 70.

L’esperto lavoro di regia e l’evidente passione del progetto trovano però il loro punto più debole nell’incapacità di creare un ponte di collegamento tra la (sicuramente riuscita) operazione nostalgia per appassionati e la poca attrattività per un pubblico meno adepto. “Saturday Night” è, infatti, fortemente sbilanciato verso la nicchia che, della storicità e dell’importanza di quella notte del 1975, è già persuasa o comunque almeno a conoscenza. Per un pubblico meno preparato, la cacofonia senza sosta di comparse, citazioni e riferimenti risulta invece soverchiante se non, a tratti, stancante alla visione. Ne deriva un film consapevolmente chiuso, che omaggia con efficacia l’importanza di un momento storico ma fallisce nel far percepire, oltre a un superficiale sfoggio di demenzialità comica, le ragioni intrinseche di tale importanza.

21/10/2024

Cast e credits

Titolo Originale
Saturday Night
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
109'
Produzione
Columbia Pictures, Right of Way Films, SNL Studios
Sceneggiatura
Jason Reitman, Gil Kenan
Fotografia
Eric Steelberg
Scenografie
Jess Gonchor
Montaggio
Shane Reid, Nathan Orloff
Musiche
Jon Batiste
Costumi
Danny Glicker

Trama

Saturday Night ricostruisce i 90 minuti precedenti alla prima messa in onda del celebre programma omonimo, che, l’11 Ottobre 1975, ha rivoluzionato il mondo della comicità statunitense.
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte

"Camp Miasma" di Jane Schoenbrun è un meta-slasher queer, così concettuale che se vi interessano tre su tre di questi concetti non potete perderlo, e se ve ne interessano uno o due potrebbe piacervi perché è girato molto bene

Il Cileno
Il Cileno

LOCARNO 79 - Fra i più attesi film della kermesse svizzera "Il Cileno" di Sergio Castro-San Martín è un film storico che gioca coi canoni del thriller, interessante sulla carta ma irrealizzato nella forma

La fine di Oak Street
La fine di Oak Street

Ritorno di David Robert Mitchell dopo una lunga pausa e suo approdo al cinema ad alto budget "La fine di Oak Street" è un dramma suburbano che si evolve in un survival film coi dinosauri, tanto curato nella forma quanto irresoluto nello sviluppo, al netto dei molti spunti di riflessione

Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti