Congo Boy

Congo Boy


Rafiki Fariala

| Francia, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo
(2026)

Rafiki Fariala, regista congolese classe 1997, realizza un’opera prima autobiografica e assolutamente convincente, capace di coniugare il realismo documentaristico con una struttura narrativa solida e arricchendo inoltre il tutto tramite inseriti lirici derivati dal musical.

Iniziamo dal primo aspetto: la storia di “Congo Boy” ripercorre le vicende realmente accadute al regista e sceneggiatore Rafiki Fariala, che per questo si caratterizzano per un portato autentico e quasi diaristico. Anche lo stile converge verso il realismo documentaristico: la macchina da presa segue e pedina il soggetto principale del film, Robert, alter ego del regista, sfruttando la luce naturale del momento ed esibendo tremolii e movimenti involontari mentre l’obiettivo si incolla al protagonista. Questi viene seguito finendo con il raffigurare la sua realtà quotidiana, immersa nella vita pulsante della società centrafricana, di cui descrive con dovizia di particolari attività e abitudini, tra espedienti finalizzati a racimolare un po’ di soldi per nutrire la famiglia, le visite ai genitori in galera, la guerra civile, le abitudini serali e i divertimenti centroafricani.

Questo stile realistico si pone all’interno di una struttura narrativa solida perché di natura classica: il film riprende infatti la forma del romanzo di formazione, raccontando il sogno di Robert, le sfide attraverso cui deve passare e il trionfo finale. Il protagonista, nella migliore delle tradizioni del buildungsroman, finisce per essere una persona diversa rispetto all’inizio del film: più maturo perché affrancatosi dalla figura paterna e dalle aspettative sociali che questi nutriva su di lui, essendo dunque in grado di scegliere la sua strada e di delineare il proprio destino in modo consapevole e autonomo.

Lo stile registico cambia quando Robert canta e si esibisce: improvvisamente compaiono luci colorate da discoteca e balli corali, che la macchina da presa accarezza e sottolinea muovendosi in sinergia con il protagonista e il suo pubblico. In questo modo, la regia realizza un forte processo di assimilazione tra l’obiettivo, i personaggi che ballano e il pubblico, determinando una forte stimolazione sensoriale di quest’ultimo tramite l’intensificazione della sua esperienza di fruizione. Ciò si verifica sia stabilendo una connessione emotiva fra il protagonista e lo spettatore (cosa che viene realizzata attraverso la forma narrativa del romanzo di formazione) sia tramite le performance musicali di Robert, in grado di indurre reazioni senso-motorie involontarie nel pubblico, grazie alla sincronizzazione del corpo di quest’ultimo con i ritmi e le melodie dello schermo.

Le canzoni e le musiche si pongono così come un momento di evasione dalla dura realtà in cui il protagonista è immerso, riprendendo la natura propria del genere musical, cioè la capacità di dare luogo a una dimensione altra rispetto alla realtà e di configurarsi come un sogno a occhi aperti. Questo si verifica non solo nelle discoteche e nelle esibizioni di Robert, ma anche nella sua quotidianità più immediata, ad esempio quando rappa con un gruppo di ragazzi per strada, oppure quando canta con le sorelle o mentalmente, mentre cammina immerso nelle proprie preoccupazioni e con il pensiero intona una melodia. Le canzoni diventano quindi sia un momento di trasfigurazione e di alleggerimento del peso della realtà, sia un elemento proprio della punteggiatura del film, costituendo cioè un leitmotiv, un fattore ricorrente fra le scene.

Infine, è da sottolineare la grande performance di Bradley Fioma Dembeasset, l’attore che interpreta il protagonista, giustamente insignito del premio come Migliore Attore nella sezione Un Certain Regard presso la 79° edizione del Festival di Cannes. L’attore dà infatti luogo a una grande interpretazione: delicata e intimistica ma convincente perché caratterizzata da una espressività del viso minimale e rimarcata dalla postura del corpo, in grado di esprimere alla perfezione la complessità delle emozioni di Robert, diviso tra paura, ansia e desiderio di rivalsa sociale.

11/08/2026

Cast e credits

Produzione
Karta Film, Kiripi Films, Makongo Films, Unité
Sceneggiatura
Boris Lojkine, Rafiki Fariala, Tommy Baron
Fotografia
Adrien Lallau
Scenografie
Raïhanatou Ibrahim
Montaggio
César Simonot
Musiche
Rafiki Fariala, Lillo Morealle

Trama

Robert è un ragazzo di 17 anni congolese. Con la sua famiglia è rifugiato nella Repubblica Centrafricana: qui vive tra piccoli espedienti per campare e il sogno di diventare un cantante famoso.
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi