L’arbitro

L’arbitro


Paolo Zucca

Commedia | Italia
(2013)

Il Montecrastu e l’Atletico Pabarile sono due squadre di calcio che militano nella terza categoria e rappresentano due paeselli dell’entroterra sardo, provincia di Oristano.

Il Montecrastu è la squadra più forte del girone, mentre i cuginastri sono ultimi in classifica e ogni domenica rimediano goleade e figuracce. Un bel giorno torna all’ovile Matzutzi (Jacopo Cullin), una sorta di Maradona (o di Aristoteles di banfiana memoria) e la musica cambia definitivamente.

In parallelo, nel continente, Cruciani (Stefano Accorsi) sta per diventare il più quotato arbitro italiano, ma anche in questo caso la musica è destinata a cambiare.

Esordio alla regia per Pietro Zucca che dal soggetto scritto da lui e da Barbara Alberti aveva tirato giù un cortometraggio premiato con il David e che è stato ampliato in questo film che dura 90 minuti, quanto una partita di calcio.

Davanti alla cinepresa il regista ha convocato un largo numero di attori dilettanti cui fanno da chioccia i “top-player” Accorsi, Francesco Pannofino (nei panni dell’ineffabile arbitro Mureno), Geppi Cucciari (la molto desiderata Miranda) e Marco Messeri (l’untuoso dirigente Prospero).

Se nel calcio i top-player fanno la differenza, al cinema, almeno questa volta, i dilettanti hanno nettamente la meglio e le loro corride picaresche e scalcagnate attirano l’attenzione più delle traversie di Stefano Accorsi, la cui recitazione risulta a tratti imbarazzante e l’espressività lascia un po’ perplessi, a cominciare dal suo fisico gonfiato di palestra.

Anche il cameo di Pannofino è poco riuscito, ma in questo caso è più una debolezza di sceneggiatura a salire sul banco degli imputati. Geppi Cucciari, infine, risulta un pesce fuor d’acqua, sia come oggetto di desiderio (colpa dei bifidi che l’hanno trasformata in un’acciuga), sia come caratterista, poiché la sua recitazione è di tipo televisivo e si accorda malissimo ai tempi cinematografici.

Di ottima qualità è invece la fotografia di Patrizio Patrizi in un b/n che quando integra il cielo denso di nubi e minaccioso si satura in un quadro quasi espressionista e ricorda i migliori episodi di Ciprì e Maresco nella Sicilia della “Cinico Tv”.

Si potrebbe obiettare che Zucca calca un po’ troppo la mano sull’aspetto grottesco, quando indugia sui corpi sformati e poco atletici degli attori, o su alcune messe in quadro che si preoccupano più di accumulare elementi caotici che di far avanzare la storia, ma si tratta di peccati veniali e decisamente perdonabili a un esordiente. Anche la funzione decorativa della colonna sonora pecca di qualche inessenzialità, in special modo l’uso macchiettistico di “Vivere”, una hit del Ventennio che è stata interpretata dalle migliori voci italiane, da Tito Schipa a Beniamino Gigli fino a Claudio Villa e Pavarotti, e che nel film illustra il frusto e abusato accostamento del calcio al balletto.

Anche questo è un peccato veniale che è comunque contenuto in una linea narrativa che regge, crea empatia verso i protagonisti e ben si accorda al morbido ritmo del film che si muove per illustrazione con lente carrellate e molto spesso apre l’obiettivo in dei campi lunghi e suggestivi. Funziona, infine, l’uso massivo del dialetto sottotitolato in italiano che rende soprattutto nei dialoghi laconici e nel turpiloquio come fosse un tratto distintivo e antropologico impossibile da tradurre.

Nel complesso, insomma, il film è convincente, sebbene non superi il tradizionale limite del cinema italiano, e la scrittura rigorosa fa ben sperare per una prossima produzione più focalizzata sulla storia da raccontare e meno prona agli elementi decorativi e agli imperativi di “valorizzazione del territorio” che stanno imponendo le co-produzioni delle varie Film Commission e che scadono spesso in quei fasidiosi “effetti cartolina”.

Piacevolmente imperfetto.

16/09/2013

Cast e credits

Distribuzione
Lucky Red
Durata
90'
Produzione
Rai Cinema - BD Cine
Sceneggiatura
Paolo Zucca, Barbara Alberti
Fotografia
Patrizio Patrizi
Scenografie
Marianna Sciveres, Pietro Rais, Margarita Tambornino
Montaggio
Walter Fasano, Sarah Mc Teigue
Musiche
Andrea Grilli
Costumi
Stefania Grilli

Trama

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