Autopsy

Autopsy


André Øvredal

Horror | Usa
(2016)

E se anche i cadaveri provassero dolore? Se sopra quel banco d’acciaio, tra uno squarcio di bisturi e uno smembramento a colpi di sega elettrica, il corpo inerme subisse una pulsione di rabbia e di giustificata vendetta al deturpamento provocato? Jane Doe (nome che in America si attribuisce a un individuo di sesso femminile non identificato) giunge sul lettino dei coroner Tilden bellissima e mortissima, proprio quando la loro giornata di lavoro sembra essere terminata. Non è carbonizzata, tumefatta o squartata. È giovane e intatta, ha una pelle candida e un viso angelico. A Tommy e a suo figlio Austin il compito di scoprire con estrema urgenza le cause della sua morte durante quella che si rivelerà essere una lunga notte (arco narrativo entro il quale si svolge il tempo filmico) dove scienza e soprannaturale si fonderanno l’un l’altro.

La vita professionale del medico legale è strana: nonostante attui quotidianamente raccapriccianti e macabre operazioni, il suo è un lavoro di routine, esposto alla stessa alienazione di una catena di montaggio. Le cause di morte sono le più disparate, certo, ma la composizione dei nostri organi è sempre la stessa. Siamo tutti fatti allo stesso modo. È questo il motivo che spinge la coppia di sceneggiatori Naing/Goldberg (il primo già con le mani in pasta nel filone horror, il secondo proveniente dalle serie tv) a ideare un’autopsia piuttosto atipica e movimentata. D’altronde “ogni corpo ha un segreto. Solo che alcuni li nascondono meglio di altri”. Dietro alla macchina da presa c’è André Øvredal, cineasta norvegese all’esordio in terra americana che ha conosciuto gloria in patria nel 2010 con un mockumentary fantahorror, “Troll Hunter”. Øvredal è bravo a variare registro repentinamente non prendendosi mai sul serio (sentire un medico legale in una sala di obitorio dichiarare di essere stato al cinema l’ultima volta a vedere “Le pagine della nostra vita” è davvero brillante). Spazia dal thriller alla detective story sino a sondare lo stesso mockumentary (la telecamera che riprende le loro attività) approdando infine al paranormale per mezzo di misticismi, streghe e orripilanti riti sacrificali. Si sofferma maniacalmente sui dettagli, facendo venire a galla una famosa tesi formulata da David Cronenberg: “dovrebbero fare dei concorsi di bellezza anche per l’interno dei corpi. Perché non dobbiamo avere un ideale di bellezza per l’intero corpo, sia interno che esterno?”

“The Autopsy of Jane Doe” è un horror che strizza l’occhio a tantissimi autori che hanno fatto di questo genere cinematografico una roccaforte. Partendo dallo stesso Cronenberg che riecheggia nella pulsione sessuale e mortale di “Rabid” e nei corridoi angusti di “Shivers”, per giungere all’ultimo spettrale John Carpenter di “The Ward” e alla claustrofobia del polanskiano “Repulsion”, sino a stilemi già visti ne “Il guardiano di notte” del danese Ole Bordenal (la funzionalità horror della campanella applicata al cadavere). Ma non è questo tripudio di omaggi più o meno velati ad appiattire questa Overlook sotterranea. Piuttosto, manca la costanza di riuscire a creare per l’intero arco di pellicola l’atmosfera di “rappresentazione della paura” abilmente evocata nelle battute iniziali (è dura emulare quella stessa rappresentazione evocata dalla Nouvelle Horror). Quel corpo inerme e immobile, quelle sale anguste e soffocanti diventano ben presto risucchiate da cliché e jump-scare gratuiti. Manca soprattutto, un contenitore in fase di scrittura in grado di tenere bada all’intreccio che si sviluppa nel cuore del film, quello della relazione tra padre e figlio. “The Autopsy” è un film che esalterà gli appassionati del genere e deluderà un po’ chi sperava in una maggiore autorialità in campo horror, ma non si può nascondere che a dispetto del poco budget a disposizione, si destreggia abilmente tra trucco, protesi ed effetti speciali e offre una coppia di attori di tutto rispetto (Cox-Hirsch).

11/03/2017

Cast e credits

Titolo Originale
The Autopsy of Jane Doe
Distribuzione
M2 Pictures
Durata
86'
Produzione
42, IM Global, Impostor Pictures
Sceneggiatura
Ian Goldberg, Richard Naing
Fotografia
Romain Osin
Scenografie
Matt Gant
Montaggio
Patrick Larsgaard
Musiche
Saunder Jurriaans, Danny Bensi
Costumi
Natalie Ward

Trama

Virginia. Un cadavere di una giovane donna non identificata viene trovato semi-sepolto nel seminterrato di una casa in cui si è verificato un cruento pluri-omicidio. Al medico legale Tommy Tilden, assistito dal figlio Austin, il compito di ricercare la cause della morte entro la mattina successiva
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