Le avventure del topino Despereaux

Le avventure del topino Despereaux


Sam Fell, Robert Stevenhagen

Animazione | Gran Bretagna, Usa
(2008)

Fin troppo ampio è il senso di déjà vu che si respira nel corso del primo quarto del primo film in computer graphic della Universal. “Le avventure del topino Despereaux” fa bollire in pentola elementi ormai familiari: il topolino ribelle nei confronti del suo mondo ed in cerca di contatti umani, il complicato approccio con quest’ultimi e il sottofondo culinario per prolungare il brodo.

Spunti debitori a “Ratatouille”, sebbene i risultati (non solo artistici) paiono comunque piuttosto lontani.

Nella sua struttura narrativa “Le avventure del topino Despereaux” si fa carico di tutti gli stilemi della fiaba classica per ragazzi (e difatti è ispirato all’omonimo racconto della scrittrice americana Kate DiCamillo): il “c’era una volta” è l’incipit di un racconto cavalleresco in cui pare esistere un veto di incomunicabilità tra razze diverse (umani/topi) e all’interno del quale le diverse specie dello stesso ambito settoriale si dividono in buoni e cattivi: topi (buoni) vs. ratti (cattivi che vivono nelle fogne e dipinti con piglio quasi malefico). Ma sarà vero che tutti i cattivi non hanno in cuor proprio un briciolo di bontà? Risposta scontata.

La favola prosegue su binari risaputi in modo corretto e con pochi guizzi. E sorprende che in cabina di regia ci sia quel Sam Fell co-regista dello scatenato “Giù per il tubo” (ancora topi animati!): laddove l’ironia spaziava a tutto tondo nel caricaturale e nella parodia, qui la mancanza quasi assoluta di humor difetta e la freddezza cerebrale si specchia nel grigio cielo che regna sovrano per buona parte del film.

Dove la pellicola offre discreti motivi di interesse e nell’animazione digitale, certamente al di sotto di analoghi prodotti di altre case produttrici, ma ambiziosa dato che nel gusto della raffinatezza si rifà alla pittura fiamminga, anche se la citazione pittorica più gustosa risiede nel personaggio dello spirito-culinario esplicitamente ricavato dall’opera di Arcimboldo.

Ma il fattore citazionista è raramente guidato da un’anima propria, e se l’estetica un po’ piatta può lasciare perplesso lo spettatore adulto, i bambini potrebbero risentire l’assenza di quel sense of humor proprio della quasi totalità dell’animazione statunitense contemporanea in 3D.

29/04/2009

Cast e credits

Titolo Originale
The Tale of Despereaux
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
93'
Produzione
Gary Ross e Allison Thomas per Universal Pictures
Sceneggiatura
Gary Ross, Will McRobb, Chris Viscardi
Fotografia
Brad Blackbourn
Montaggio
Mark Solomon
Musiche
William Ross

Trama

Nel regno di Dor la Regina muore a causa di uno spavento procuratogli dal ratto Roscuro. Da quel momento il Re bandisce del regno i ratti e il sole scompare rendendo il cielo perennemente grigio. Diversi anni dopo nasce il topino Desperaux, che da subito si mostra diverso dagli altri topi (impavido al punto da non temere i gatti). Scoperto a parlare con un essere umano, viene bandito dal Mondo dei Topi ed esiliato in quello dei Ratti, dove conosce Roscuro. Despereaux, intanto, sogna di salvare la principessa, ricalcando le orme dei cavalieri protagonisti delle storie che tanto ama leggere
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