Benvenuti a Zombieland

Benvenuti a Zombieland


Ruben Fleischer

Commedia, Horror | Usa
(2009)

L’horror si sa, da sempre ha avuto esplicite valenze politiche. E lo “zombie horror”, come ben insegna il cinema di Romero, è ancora più militante e teorico.  Non ci pare quindi di incorrere in un’analisi capziosa e snob se in questo “Benvenuti a Zombieland”, che si apre con un’immagine della bandiera Usa capovolta e in fiamme, ritroviamo tutti i prodromi dell’affresco satirico o della critica al sistema (governativo, statale, culturale). Già una pellicola fondata sull’idea che il mondo sia ridotto ad un colossale parco giochi in cui l’angosciosa lotta per la sopravvivenza ha lasciato spazio ad ingegnosi metodi per ammazzare i morti viventi, scacciando la noia, suona piuttosto anarchica. Ma se il tema degli Usa come parco a tema in cui crescere, non è nuovo, ed è stato affrontato recentemente pure nell’ottimo “Adventureland” (confermiamo che Jesse Eisenberg è il volto simbolo del disagio di una generazione), è indovinata la scelta di fare dei quattro protagonisti (inizialmente, per non mescolare dovere e affetti, si chiamano con il nome della città di provenienza), tutti egualmente allo sbando e disadattati, gli atomi di una potenziale nuova famiglia.

Columbus (Eisenberg), romantico, imbranato e nerd senza speranza, ammette che i propri genitori sono quasi degli sconosciuti per lui. Il rude Tallahassee (Harrelson) ha alle spalle la perdita di una persona amata, le sorelle Wichita e Little Rock vagano per il paese fregando il prossimo, intenzionate a raggiungere un fantomatico luna park, unico luogo in cui pare possano ritrovare la serenità dell’infanzia. Alla fine ognuno di questi personaggi cresce, impara a qualcosa, ama qualcuno (Tallahassee forse rivede in Columbus il figlio che ha perso, e viceversa, Columbus ritrova un padre, Wichita e Little Rock smettono di fuggire, ritrovano fiducia nel genere umano, e maschile), insomma, dalle ceneri della distruzione, la “famiglia” ne esce intatta. Tutto il resto però ne esce a pezzetti, e Fleischer assieme ai suoi sceneggiatori prende di mira pure Hollywood e il suo status quo, con i sopravvissuti che si accampano all’interno delle ville dei divi del cinema.

Pure i nostri eroi ne scelgono una in cui ripararsi dall’attacco degli zombie, ed è, non a caso, quella dell’attore controcorrente per antonomasia, Bill Murray, che qui compare in una comparsata-presa in giro che entrerà negli annali. Ovviamente “Benvenuti a Zombieland” non funzionerebbe così bene se non stessimo parlando innanzitutto di una macchina spettacolare perfettamente oliata in ogni sua componente. Gli sceneggiatori Rhet Reese e Paul Wernick vengono dai cartoon (tra cui “Monsters & Co.”), infarciscono il film di trovate brillanti (le regole di Columbus per restare in vita) e spesso surreali (il finale al luna park) e sono degli esperti in essenzialità e ritmo (sono già stati cooptati per il sequel di “G.I. Joe” e “Deadpool” dai fumetti Marvel, speriamo bene), e il regista Ruben Fleischer dalla tv comica statunitense, e insieme portano una ventata di aria fresca all’interno dello stantio panorama mainstream americano. L’unica perplessità la sollevano i distributori italiani: a nulla è servito il notevole successo di pubblico in patria (è già stato programmato un sequel, in 3D, per il 2011), visto che “Benvenuti a Zombieland” da noi continua a rimanere inedito (dopo innumerevoli posticipi si parla di un’uscita a giugno, sarà la volta buona?).

08/03/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Zombieland
Distribuzione
Sony Pictures
Durata
88'
Sceneggiatura
Rhet Reese, Paul Wernick
Fotografia
Michael Bonvillain
Scenografie
Maher Ahmad
Montaggio
Alan Baumgarten
Musiche
David Sardy
Costumi
Magali Guidasci

Trama

La terra è invasa dai morti viventi. Il giovane "Columbus" per sopravvivere si attiene ad una ferrea lista di regole. Ma l'incontro con il rude "Tallahassee" cambia le carte in tavola...
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