Betrayal

Betrayal


Kirill Serebrennikov

Drammatico | Russia
(2012)

Film in concorso al 69° Festival di Venezia, “Izmena” (Tradimento) di Kirill Serebrennikov, affronta uno dei luoghi più comuni del cinema – e della vita – riuscendo inaspettatamente a essere originale.

Pur nascendo da un’esperienza personale, come ha dichiarato lo stesso regista di Rostov sul Don, la storia è priva di nomi e luoghi precisi, in modo da facilitare l’immedesimazione dello spettatore, lasciare che certe emozioni possano potenzialmente appartenere a tutti.

Un uomo e una donna, lui (Dejan Lilic) e lei (Franziska Petri), s’incontrano per caso e scoprono che i rispettivi coniugi sono amanti. Il tradimento porta al tradimento. Passione, vuoto, e morte.

Secondo una scelta tipica della poetica russa, la sceneggiatura lascia poco spazio alle parole, ma senza per questo essere meno intensa. Si costruisce sui volti, sui particolari, con una gran abbondanza di primi e primissimi piani. Poi d’improvviso si mette a correre, camera in spalla, e di nuovo torna a sopirsi, indugiando su gesti semplici, eppure nel contesto carichi di tensione emotiva (una su tutte la scena di lei che si rade, dopo la scomparsa del marito). E’ un film  che alterna silenzi e pause a immagini crude e violenti stacchi. A volte invece il passaggio da una scena alla successiva è un gioco di riflessi, di luci, dal fine puramente estetico. Di gran efficacia narrativa la scena in cui lei si cambia d’abito nel bosco, sintetizzando in un’azione simbolica, senza soluzione di continuità, il passaggio a un futuro avanti negli anni, ancora imprecisato.

Superba performance di Franziska Petri, presente in sala con un vestito nero dalle trasparenze ardite e uno strascico complesso quanto il ruolo da lei interpretato.

Smentite le voci che circolavano intorno alla Sala Grande, prima della proiezione. Poteva forse durare un po’ meno, ma non è un film noioso.  E’ un film da non perdere. Una tragedia surreale, mai melodrammatica. Un film che parla di morte da mancanza d’amore, riuscendo persino ad essere ironico.

26/08/2012

Cast e credits

Trama

Un uomo e una donna si conoscono per caso e vengono a sapere che i loro rispettivi coniugi sono amanti. La scoperta li spinge a fare cose che non avevano mai osato prima. Cosa prevarrà, il sentimento di gelosia o la passione?
Noi, un po’ meglio
Noi, un po’ meglio

Nel raccontare la genitorialità dei nostri tempi alle prese con nuove filosofie di famiglia e con le possibilità fornite dalla ricerca medica Luchetti non perde mai il contatto con il cuore dei personaggi, facendo di questi il barometro di una grande storia d’amore con gli eccellenti Elio Germano, Maria Chiara Giannetta e Anna Bonaiuto

Wildwood – I segreti del bosco proibito
Wildwood – I segreti del bosco proibito

Il ritorno di Laika dopo sette anni non poteva essere più ambizioso: "Wildwood" di Travis Knight è una maestosa cavalcata attraverso l'immaginario coming of age fantasy contemporaneo, titanica dimostrazione delle capacità della stop motion e dichiarazione d'amore all'animazione tutta

Fatherland
Fatherland

Pawlikowski continua la sua ricerca formale improntata al rigore, con un distacco che stavolta ha anche rilevanza tematica ma sempre al limite con il vuoto esercizio stilistico. Un breve racconto di fantasmi che contiene il conflitto il più possibile, solo per sgonfiarsi ma riuscendo in ultima istanza a darsi un senso nel finale, rinunciando al suo gioco cervellotico

Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale