Biancaneve e il cacciatore

Biancaneve e il cacciatore


Rupert Sanders

Avventura, Fantasy | Usa
(2012)

Verrebbe voglia di parafrasare “Pinocchio”: c’era una volta… – una principessa! -, diranno i lettori. No, avete sbagliato; c’era una volta un’intrepida guerriera.

Da un po’ di tempo a questa parte ad Hollywood sembrano aver preso gusto a rieditare celebri fiabe della tradizione occidentale. La ricetta è piuttosto semplice: si recupera una storia sedimentata nell’immaginario collettivo, dal sapore vagamente archetipo e densa di valenze simboliche; la si colora con tonalità gotiche, attualizzando il carattere del(la) giovane protagonista secondo gli standard vigenti; si intaglia, infine, una logora cornice di passione adolescenziale, il cui ipotetico ruolo di favorire una relazione empatica con i personaggi, si riduce alla celebrazione dei cliché narrativi più deteriori.

Va detto subito che “Biancaneve e il cacciatore” onora parecchie di queste convenzioni, ma si farebbe un torto al lettore se si riducesse questa riedizione in chiave modernizzante della celebre fiaba ad un pacchiano calderone di luoghi comuni. In effetti la forza del film di Sanders risiede nella capacità di indovinare un difficile equilibrio tra le esigenze di una drammaturgia dell’eccesso e della spettacolarizzazione, tipica dell’odierno mare magnum delle pellicole hollywoodiane, e il bisogno di trovare una chiave di lettura personale e contemporanea, che permetta di sviluppare un inedito punto vista su quei personaggi e quei simboli fiabeschi atrofizzati dalla consuetudine e dalla superficialità di letture uniformate. Se la bellissima versione animata del  1937 proponeva un vivace immaginario panteistico conciliando inserti orrorifici e toni da commedia, ma rimanendo, in definitiva, molto più vicina alla sensibilità onirica e moralista di Walt Disney che a quella cupa e sinistra dei fratelli Grimm, Sanders congela sul nascere ogni tentazione manichea e sviluppa un ampio retroterra umano per ogni personaggio. Ci vengono, così, offerti il vissuto traumatico della regina cattiva, della cui misandria si affrontano i nodi in un pedante flashback, le ragioni dei nani (ben meno allegri e sereni che nella versione animata) e persino del cacciatore (in un ruolo, qui, molto più ampio e significativo rispetto al racconto originale), calando le azioni dei protagonisti in un contesto dinamico di motivi, che vengono scrutati con perizia, spesso perdendosi, però, in un’ansia di giustificazioni non necessarie, col risultato di togliere fascino alla narrazione.

“Prima la odiavo, ora la compatisco”, dice della matrigna Biancaneve, inconsapevole vittima nella versione protestante dei tedeschi Jacob e Wilhelm Grimm – pronti a punire la malvagità della regina con un paio di sandali incandescenti -,  audace eroina nell’ideologia cattolica di Sanders, che non condanna la rea e, in una sorta di complicità antropologica, fa scendere poche lacrime sul volto diafano della Stewart nel momento topico del risanamento dei torti. E proprio nella pallida fragilità della sua interprete il film trova la credibilità necessaria per accantonare il tono fiabesco e trasformare il momento del riscatto della protagonista in un’esperienza fondativa (l’attraversamento della foresta oscura), capace di impostare quella maturazione che consentirà a Biancaneve di rinnegare la propria natura succube e remissiva per indossare un’armatura e condurre alle armi il suo popolo contro la matrigna. Affrancatasi dal ruolo di docile compagna di vampiri e licantropi, Kristen Stewart dona una convincente vitalità alla sua eroina, pronta a gareggiare in beltà con il seducente fascino della regina-Theron, la cui ossessione per la bellezza giovanile assume contorni ben più inquietanti del mero pretesto della fiaba disney , conformandosi a quel terrore della vecchiaia che allarmava Dorian Grey nella fantasia wildiana.

Dove il film convince meno, invece, è nell’incertezza che dimostra tra il rispetto del racconto e la volontà di riscrittura del testo. Se l’iniziale citazione della fiaba da parte di una voce fuori campo permette di definire le coordinate dell’intreccio, le parentesi della mela e il bacio risanatore appaiono forzate e contingenti, come se, non potendo eliminarle (sarebbe come per Amleto non chiedersi se sia meglio essere o non essere), si fosse preferito citarle con noncuranza, a dispetto della logica narrativa.

Del resto poco importano nastri, pettini e torsoli a questa fiabesca Giovanna d’Arco, che si affida a Dio per lenire l’afflizione della prigionia, sfregia il suo carceriere, impara l’arte militare, schiaffeggia il cacciatore e trova in se stessa la forza per  combattere le seduzioni del Male. E se lo sguardo del regista è debitore di un’estetica che richiama i recenti kolossal hollywoodiani – con un occhio di riguardo all’epopea tolkeniana di Jackson -, è soprattutto l’essenza di quella prosa concisa dei Grimm a mancare, l’immediatezza di uno stile sobrio e rigoroso, sacrificata sull’altare di una messa in scena enfatica e dai toni cangianti, cui la cornice di un improbabile immaginario medievale fornisce un convenzionale contrappunto.

13/07/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Snow White and the Huntsman
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
127'
Produzione
FilmEngine, Roth Films, Universal Pictures
Sceneggiatura
John Lee Hancock, Hossein Amini, Evan Daugherty
Fotografia
Greig Fraser
Montaggio
Conrad Buff IV, Neil Smith
Musiche
James Newton Howard
Costumi
Coleen Atwood

Trama

Rapita in giovane età e barbaramente allontanata dalla madre, Ravenna è una fanciulla di rara bellezza che cresce sviluppando quel carattere deciso e quella misandria che la porteranno a sfruttare la propria avvenenza per ammaliare grandi re e distruggere i loro regni. Quando conquista il padre di Biancaneve, dopo averlo ucciso durante la prima notte di nozze, rinchiude la figliastra in una torre del castello. L'idea che la fiorente bellezza della giovane possa insidiare il suo fascino e, di conseguenza, il suo potere la terrorizza al punto da decidere di sacrificarla, ma Biancaneve riesce a fuggire, iniziando un percorso di maturazione che la porterà a sfidare lo strapotere della regina malvagia.

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