Boxing Gym

Boxing Gym


Frederick Wiseman

Documentario | Usa
(2010)

Frederick Wiseman non è soltanto il più importante documentarista del cinema contemporaneo, ma è uno dei cineasti più influenti del cinema americano del dopoguerra, il caso raro di documentarista capace di lasciare tracce sul cinema di finzione: a partire dagli anni settanta un’intera generazione di registi statunitensi ha assorbito la lezione del cosiddetto cinema diretto. Il bostoniano Wiseman può essere annoverato tra i principali promotori del filone, insieme al più noto John Cassavetes. Eppure, nonostante l’importanza esercitata, Wiseman resta in Italia un oggetto misterioso. Se una schiera cinefila ha imparato a conoscere e apprezzare la sua opera lo si deve, oltre che a sporadiche rassegne, al solito Fuori Orario di Rai Tre che, da qualche anno a questa parte, ci ha regalato una notevole porzione di suoi lavori. Aspettando una retrospettiva integrale.

Introducendosi di volta in volta in importanti istituzioni socio-culturali americane (con incursioni – qua e là – in territorio europeo), Wiseman ha messo in piedi con la sua opera omnia un affresco ampio, complesso e sfaccettato degli Stati Uniti d’America.

Con “Boxing Gym”, suo 38° lungometraggio, si introduce tra i muri del Club Lord Gym di Austin, Texas. E vi rimane per 91 minuti, tranne che per brevi stacchi su panoramiche e terreni adiacenti alla struttura. E oltre a firmare la regia, cura produzione, suono e montaggio.

Pur essendo imperniato sulle attività di una palestra comune (di periferia, piccola, vecchia e di certo non rimessa a lucido per l’occasione) e più precisamente sul mondo della boxe, non è obbligatoriamente il film più fisico del regista. Né tantomeno un film sulla violenza. Semmai un saggio sulla possibilità di eludere la violenza in uno sport che a conti fatti violento lo è davvero. Quando una madre di un giovane epilettico chiede rassicurazioni sulla possibilità di inserire il proprio figlio in quel mondo senza correre rischi, il gestore del club spiega come un’attività del genere può essere praticata imparando a limitarsi esclusivamente all’arte di difendersi, senza attacchi. Dunque, conta innanzitutto la disciplina.

La palestra ci viene descritta come un mondo solidale, dove gli iscritti, uomini e donne, di varie razze ed estrazione sociale, alternano un costante allenamento a chiacchiere di disarmante semplicità. Come in altri film del regista – vedi il precedente “La danse – Le ballet de l’Opèra de Paris”, dedicato alla danza – la dedizione e il lavoro ben fatto portano a risultati soddisfacenti. Ma l’impegno è alternato a momenti di distenzione che scacciano via qualsiasi ipotesi di freddezza o didatticismo. Nei film di Frederick Wiseman l’umanità emerge a 360°, in tutte le sue fasi e contraddizioni. La banalità dei dialoghi e dei gesti è anche nobiltà.

L’azione non è oppressa né claustrofobica: pur situata in un ambiente coperto, i discorsi riguardano essenzialmente la vita di tutti i giorni. La boxe non è una via di fuga né uno scudo difensivo, ma soltanto un’attività complementare alla quotidianità esterna. Come la maggior parte dei film del grande documentarista, ciò che scorre sullo schermo, chiacchiere o azioni che siano, viene situato sempre e comunque ad altezza d’uomo. Frederick Wiseman continua a parlare di noi tutti.

05/11/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Boxing Gym
Distribuzione
Zipporah Films
Durata
91'
Produzione
mTuckman Media, Zipporah Films
Fotografia
John Davey
Montaggio
Frederick Wiseman

Trama

Documentario che sonda il mondo di una palestra di pugilato di Austin, Texas, mostrando persone di diversa età, sesso ed estrazione, sottoporsi a una dura disciplina sportiva
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