Ritorno a Brideshead

Ritorno a Brideshead


Julian Jarrold

Drammatico, Romantico | Gran Bretagna
(2008)

Genere per eccellenza del cinema inglese anni 80, il film in costume è stato per anni il punto di arrivo ed insieme il trampolino di lancio per un movimento artistico altrimenti confinato nei palcoscenici del teatro Elisabettiano. Una vetrina raffinata in cui esibire artisti di talento e veicolare una cultura che non riusciva a rinunciare all’idea di un “Impero” ormai defunto. Vero e proprio antidoto al “cinema antagonista” (Loach, Leigh) che proprio in quegli anni rilanciava la sua carica eversiva, il filone ebbe modo di svilupparsi con una serie di opere, che a partire dal suo manifesto “A room with a view” di James Ivory, rappresentarono  in quel decennio una delle poche alternative allo strapotere mediatico e commerciale del cinema mainstream.

Atmosfere e suggestioni che credevamo ormai esaurite e che Julian Jarrold ripropone con poche alternative ne “Ritorno a Brideshead”, storia di un’amicizia che si trasforma in triangolo amoroso quando Charles (Matthew Goode) si innamora ricambiato della sorella di Sebastian (Ben Wishaw), attratto dai modi gentili e dalle vedute iconoclaste di lui, e si complica per l’intervento di una madre ingombrante (Emma Thompson) che opprime i due fratelli con i sensi di colpa di un cattolicesimo asservito al tornaconto personale. Escluso dalle vicende familiari nel corso di una festa danzante in cui la madre annuncia a sorpresa le nozze della figlia, Charles tornerà a farvi parte con una escalation esaltante ed insieme drammatica, in cui il successo personale, costruito sulla base di una personalità che non accetta compromessi dovrà confrontarsi con il retaggio di una tradizione tanto più forte quanto maggiore è la spinta per liberarsene.

L’idea di un personaggio che si sottrae alla morale comune (Charles si professa ateo e mostra apertamente la propria bissessualità) senza rinunciare alla carica di empatia che da sempre accompagna le vittime predestinate non era malvagia. Il tratto gentile ed i modi apparentemente sottomessi del giovane, uniti alle difficoltà di accettazione di un ambiente che continua a rinfacciargli la mancanza di lignaggio, sono un connubio vincente nel processo di identificazioni tra spettatore e personaggio, ed insieme un modo drammaturgicamente efficace per ribaltare le posizioni di partenza (“credevo che fossi una vittima ed invece eri il carnefice” è la frase che segna questo passaggio), con l’eroe che annaspa nelle stesse contraddizioni di amici e detrattori. Peccato che il regista  non sia in grado di gestire il cambiamento psicologico, affidato all’effetto di una frase (“ho voluto tutto, non ho ottenuto niente”) ed alle conseguenze di una situazione contingente (la morte del padre dei due fratelli avvenuta nella dimora di famiglia) e per nulla preparato da un adeguato mutamento dell’ambiente circostante. Una lacuna che pesa sul risultato complessivo di un’operazione come al solito affidabile dal punto di vista tecnico e con un cast attoriale, apprezzabile sia dal punto di vista fotogenico, che dello spessore interpretativo.

21/07/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Brideshead Revisited
Distribuzione
Miramax
Durata
135'
Produzione
Joanna Anderson, Robert Bernstein
Sceneggiatura
Andrew Davies, Jeremy Brock
Fotografia
Jess Hall
Scenografie
Caroline Smith
Montaggio
Chris Gill
Musiche
Adrian Johnston
Costumi
Eimer Ni Mhaoldomhnaigh

Trama

L'amicizia tra due studenti si trasforma in triangolo amoroso quando Charles  si innamora ricambiato della sorella di Sebastian, e si complica per l’intervento di una madre ingombrante che opprime i due fratelli con i sensi di colpa di un cattolicesimo asservito al tornaconto personale
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