Cars – Motori ruggenti

Cars – Motori ruggenti


John Lasseter, Joe Ranft

Animazione | Usa
(2006)

In ogni film della Pixar c’è almeno un momento, uno sguardo, un ricordo verso l’orizzonte della malinconia. Il tramonto di uno ieri filtrato attraverso gli occhi dell’oggi, un lungo addio dell’anima a una cosa, un momento, uno stato perduto ma non abbandonato.

In “Cars” questa tavolozza da scorgere con commossa nostalgia è il territorio stesso, il terreno calpestato, l’asfalto consumato dai chilometri delle automobili della vecchia strada Route 66. Dal glorioso passato, modificata, dimenticata, sondata con distrazione nella storia recente degli Stati Uniti. La strada diviene cosi’ anima: non è più oggetto passivo sul quale girovagare, ma baricentro stesso degli umori (e delle ruote) dei protagonisti del film. Luogo della memoria, nel quale posarsi, farsi abbracciare, ricordare, riflettere.

Ricordare anche il cinema della frontiera: collegare il qui a scenari cinematografici dell’altrove, dalla Monument Valley di John Ford e dei più gloriosi western del cinema alle emozioni alla Frank Capra. Ma i rimandi da fare sarebbero parecchi.

Questa lunga elegia è racchiusa da un incipit e un finale che viaggiano invece a velocità supersonica, dove i motori ruggiscono davvero: auto da corsa ad alta velocità riprese da un impianto audiovisivo che simula delle riprese televisive tecnologicamente avanzate, dove l’adrenalina e il divertimento sono assicurati. Ma, mentre inizialmente le ambizioni e la furia agonistica del giovane protagonista Saetta McQueen sono mosse da una incoscienza pur benevola ma alla ricerca di quel successo tanto sognato (la Coppa/ Eldorado Piston Cup), la fame della corsa finale si nutre di un percorso di formazione appena sviluppato.

Saetta McQueen si ritrova suo malgrado a Radiator Springs quando è ancora acerbo. Fin li’ ha corso per arrivare, senza intermezzi riflessivi. Grazie a una banda variegata, colorata, bonaria, il Nostro si ferma materialmente e “mentalmente”. Il protagonista del film impara l’altruismo, la solidarietà, che il benessere del prossimo è da accostare al nostro.

Anche i compagni d’avventura di Radiator Springs vivono su una medaglia dalle due facce: Porsche Sally è una avvenente avvocatessa ma sotto la corazza nasconde il desiderio dell’innamoramento, Carl Attrezzi Cricchetto è svitato ma è anche il miglior amico che si possa desiderare, Doc Hudson dietro alla ruggine che cosparge carrozzeria e anima cela un passato glorioso e una determinazione pronta e riemergere, seppur per impartire un insegnamento. E cosi’ via.

Forse, alla fine del percorso anche la Route 66 avrà imparato qualcosa: partendo da vecchi ingredienti, la strada ha avuto bisogno di acqua della vita per sopravvivere. E’ e sarà per sempre la Route 66, e tanto basta, ma ha necessitato di un nuovo viavai per assicurarsi la propria sopravvivenza. Cosi’ come Saetta McQueen e i suoi amici. Una rigenerazione totale che sappia abbracciare vecchie (i valori morali tradizionali) e nuove epoche (l’uso della computer grafica per far emergere questo ulteriore universo targato Pixar).

Progetto particolarmente caro a John Lasseter, grande appassionato al mondo dei motori, “Cars” si presenta rinunciando ad animali antropomorfi, a robt o mostri e, soprattutto, agli esseri umani. Le auto hanno occhi, bocca, sentimenti ed espressioni proprie di personaggi umani e interagiscono tra loro in un “mondo a motore”. Superato questo rischioso scoglio, resta forse il film meno avvincente e più polveroso della Pixar Animation Studios, quello dove le emozioni dei personaggi e dello spettatore non riescono a creare una totale simbiosi, pur restando indubbia la perizia tecnica e la commovente sincerità di Lasseter e soci nel creare un mondo comunque da ricordare.

30/03/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Cars
Distribuzione
Buena Vista Distribution
Durata
112'
Produzione
Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Sceneggiatura
John Lasseter, Joe Ranft, Dan Fogelman, Kiel Murray, Phil Lorin, Jorgen Klubien
Fotografia
Jeremy Lasky, Jean-Claude Kalache
Montaggio
Ken Schretzmann
Musiche
Randy Newman

Trama

Per raggiungere Los Angeles per una importante gara automobilistica, su un rimorchio di camion-trasportatore, Saetta McQueen, giovane e rossa auto da corsa, si perde sulla mitica strada Route 66, e si ritrova nella cittadina Radiator Springs, dove vive una bizzarra comunità d'auto. Avrà molto da imparare.
L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale

La città dei vivi
La città dei vivi

Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione

L’Estranea
L’Estranea

Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi

Digger
Digger

Un'opera dalla regia rigorosa e viscerale, che conferma la densità stilistica di Iñárritu. Pur con qualche ridondanza strutturale che ne frena la tensione drammatica, il film offre un'efficace e lucida decostruzione psicologica dei personaggi

Her Private Hell
Her Private Hell

Nicolas Winding Refn torna al lungometraggio con un’opera visivamente magnetica che interroga la paternità tra protezione, controllo e possesso. Ma nel tentativo di decostruire la figura del padre, Her Private Hell rischia di trasformare quella della figlia nell’ennesimo oggetto del proprio sguardo

Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio
Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio

"Heart of the Beast" di David Ayer è l'ultimo di una serie di film che raccontano la wilderness americana rispolverando il mito della frontiera. Ne risulta un film di sopravvivenza in cui lo spazio dell'azione è affiancato da una contemplazione rispettosa del creato in ogni sua forma, retto sull'interpretazione tutta fisica di Brad Pitt