Chloe – Tra seduzione e inganno

Chloe – Tra seduzione e inganno


Atom Egoyan

Drammatico, Thriller | Canada, Francia, Usa
(2009)

Cominciamo dagli attori. Se si ha l’occasione di vedere la versione originale, si prova un gran piacere ad ascoltare la musicalità delle loro voci, i toni soffusi, il successivo impercettibile crescendo. Se si vede il film doppiato, si apprezza comunque la straordinaria professionalità di tutto il cast, a partire dal terzetto principale. Il meno appariscente dei tre è Liam Neeson, che sarà sempre l’Oskar Schindler del film sull’Olocausto, ma che anche qui, come professore universitario sospettato dalla moglie di tradimento, è semplicemente inappuntabile. La più esposta è Julianne Moore, che è ben conscia della sua bravura e che non fa nulla per nasconderla, mentre interpreta una ginecologa sessualmente repressa. Che anche per questo si arrovella, nel temere che suo marito possa essere un fedifrago. L’artefice del subbuglio ha però il volto della vera sorpresa del parco attori: un’irresistibile e ambigua Amanda Seyfried, giovane prostituta che si accompagna a clienti più che benestanti, e che in questo caso finisce per rompere un equilibrio relazionale apparentemente infrangibile.

Tanta sapienza recitativa è da attribuire sì ai solisti, ma soprattutto al direttore d’orchestra, quell’Atom Egoyan che negli anni novanta era un autore di riferimento (“Exotica”, “Il dolce domani”, “Il viaggio di Felicia”), ma che si sta allontanando gradualmente dalla cerchia che conta. A contribuire a tale moto centrifugo, alcuni elementi di palese debolezza di questo “Chloe” (è il nome della escort). Ad esempio la scarsa originalità della decostruzione di quel pilastro delle società occidentali che è la famiglia. Oltre ad essere un tema trito e ritrito, qui prende le mosse dalla sfera sessuale e giunge a coinvolgere anche il figlio unico dei due coniugi, ricalcando così il percorso di “Teorema” di Pasolini. Oppure, le scarsa verosimiglianza di alcune sequenze, tra cui il fiammeggiante finale, che inducono al riso involontario. “Chloe” è così, sfiora in egual modo ridicolo e sublime, si ama oppure si odia senza mezzi termini.

Sull’altro piatto della bilancia, c’è però il cinema. Inteso come stile, potenza, forza dirompente. E’ il marchio di fabbrica del regista, capace di colpire nel segno nei momenti topici, quando tutti i punti cardinali della bussola dei protagonisti svaniscono. Con essi: le certezze esistenziali, l’autocontrollo. Il disorientamento parte dai volti dei protagonisti (e qui si torna agli attori e al loro direttore), ma produce una serie di brividi che investono in pieno lo spettatore. La sensazione è di totale controllo del mezzo cinematografico, il risultato un melò-thriller spettacolare.

Ciliegina sulla torta, un sottotesto che va a riflettere sulla tecnologia (email, sms), generatrice di equivoci agevolmente sciolti (al pari dell’intreccio) dai rapporti umani: a moglie e marito bastano pochi attimi faccia a faccia per capirsi. Quanto basta, insomma, per fare un film da ricordare.

25/03/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Chloe
Distribuzione
Eagle Picture
Durata
96'
Produzione
The Montecito Picture Company
Sceneggiatura
Erin Cressida Wilson
Fotografia
Paul Sarossy
Scenografie
Phillip Barker
Montaggio
Susan Shipton
Musiche
Mychael Danna
Costumi
Debra Hanson

Trama

Catherine è ginecologa, madre di un adolescente e moglie di un professore. Ed è convinta che l'aereo perso dal marito dissimuli un tradimento. Ossessionata e sospettosa, assolda una giovane escort per sedurlo e avere i dettagli di un suo potenziale adulterio
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