Cursed – Il maleficio

Cursed – Il maleficio


Wes Craven

Horror | Germania, Usa
(2005)

Wes Craven, regista. Kevin Williamson, sceneggiatore. La premiata ditta di “Scream” si riforma, e applica la medesima formula (spaventi+ironia+cinefilia) al film sui lupi mannari. Sulla carta doveva essere un progetto vincente, ma il risultato è decisamente sottotono.

A chi dare la colpa? Mah, tanto per cambiare tocca puntare l’indice contro gli invadenti fratelli Weinstein, che hanno preteso drastici tagli per ridurre al minimo il tasso di violenza (in modo da ottenere un divieto PG-13, allargando il pubblico del film anche agli adolescenti), costringendo Craven e la sua troupe a rigirare in fretta e furia intere sequenze (cambiando addirittura alcuni attori), e sprecando migliaia di dollari di truculenti effetti visivi, poi abbandonati in cabina di montaggio.

Massì, forse la colpa non è solo dei fratellini. Pure Craven e Williamson ci mettono del loro. In particolare, il secondo (anche produttore), pare non volersi discostare di una virgola dall’impianto da college-horror che continua a riproporre da sempre, abbondando poi in luoghi comuni e déjà vu. Vengono così a mancare le sorprese e le “anomalie” che hanno reso “Scream” un piccolo cult.

Non che Craven non abbia più nulla da dire: a parte l’innegabile mestiere (nel pre-finale, ambientato in un lussuoso locale hi-tech c’è una bella citazione dal labirinto di specchi de “La signora di Shangai” di Welles), sono forti gli inserti ironici, ed è esplicita la critica a Hollywood e a i suoi Mostri (nel film i licantropi sono tutti giovinastri snob provenienti dal mondo della tv).

Ma sono temi che vengono appena accennati, e rimangono sempre sullo sfondo.

Cosa resta allora? Un horror per teenager (di bocca buona), anemico (ovvio, visti i tagli), prevedibile e che diverte poco. Gli effetti digitali sono mediocri (il make up del grande Rick Baker non è sfruttato a dovere, le trasformazioni sono quasi sempre fuori campo), e il cast è pieno di inespressivi divetti provenienti da serie Tv di successo (Jackson da “Dawson’s Creek – serial creato, guarda un po’, da Williamson – Ventimiglia da “Una mamma per amica”).

Un’occasione persa, e, non a caso, un flop commerciale.

08/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Cursed
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Durata
97'
Produzione
Dimension
Sceneggiatura
Kevin Williamson
Fotografia
Robert McLachlan

Trama

Lupi mannari a spasso per Los Angeles: due fratelli vengono attaccati e morsi. Lentamente inizia la loro trasformazione, e la sete di sangue si fa sempre più alta.
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia