Elemental

Elemental


Peter Sohn

Animazione | Usa
(2023)

Diretto da Peter Sohn, “Elemental” persegue la recente tendenza della Pixar a ritrarre sottoculture ed emarginati, in modo via via sempre più esplicito. In “Soul” bastava una fugace battuta del protagonista per far intuire come il jazz fosse espressione della cultura afroamericana, trasponendo la passione del singolo su un piano collettivo. In “Red” quella cinese assume poi maggiore rilevanza, con le tradizioni e atteggiamenti che la famiglia della protagonista, Mei, incarnava e portava con sè in Canada. Il film però resta soprattutto un coming of age dal valore universale.

In “Elemental” invece, i quattro elementi al centro della storia (acqua, fuoco, terra, aria) sono chiaramente una rappresentazione delle diverse razze e il discorso socio-politico diventa il fulcro della narrazione. Al fuoco appartiene la protagonista Ember, che incontriamo da giovane mentre aiuta suo padre a gestire un negozietto. Quest’ultimo, ormai anziano, è prossimo alla pensione e vorrebbe lasciare l’attività in mano alla figlia, che deve però imparare a tenere a bada la sua tempra per potersi relazionarsi con i clienti. Mei si trasforma in panda per le forti emozioni, Ember letteralmente divampa; entrambe devono fare i conti con pressioni e aspettative della propria famiglia. Ma se nella precedente opera lo status di immigrati della famiglia era dato per scontato, non è così in “Elemental”, dove alla backstory dei genitori è concesso ampio spazio e l’incipit ci mostra il loro arrivo a Element City su una grande nave. Nella metropoli, tutti gli elementi convivono, ma non senza discriminazioni e xenofobia, in particolare verso quelli fuoco, che non a caso sono relegati in periferia, mentre quelli acqua abitano in grandi grattacieli.

Come di consueto in casa Pixar, il worldbuilding è efficace, ma qui più che a “Inside Out” (un microcosmo che funziona secondo le proprie regole) siamo più vicini a “Cars“, ovvero un mondo completamente simile al nostro ma in cui tutto è connotato dalle peculiarità specifiche del caso (a misura di auto là, di elementi qui). O meglio, il modello qui è senza dubbio il disneyano “Zootropolis”, in cui le varie razze convivono a fatica nella città del titolo. Ma se quest’ultimo compiva discorso arguto nel mostrare le difficili relazioni e interconnessioni tra specie diverse, “Elemental” non indaga a fondo il contesto né ne sfrutta a pieno le potenzialità, in quanto il suo focus è maggiormente sull’aspetto visivo e sul messaggio, semplice e diretto, da veicolare. “Negli anni Dieci, la Pixar ha lavorato all’interno di una confort zone, mitigando la sua forza rivoluzionaria per cui era nota e avvicinandosi alle logiche del racconto della Disney, come nel caso di ‘Ribelle-The Brave’”, scrive Stefano Santoli [1]. Ecco allora che “Elemental” rappresenta una nuova e forse decisiva tappa di questo percorso.

Questo è evidente soprattutto nel modo in cui viene trattato il tema di fondo del film. L’esperienza dei migranti è raccontata con accuratezza e  dovizia di dettagli, tra l’insicurezza di lasciare la propria terra d’origine, il difficile rapporto con gli autoctoni, il negozio come unica fonte di sopravvivenza e le tradizioni ancestrali da preservare nel mondo moderno. Ma la sua esplicitazione (che passa anche per sottolineature verbali come l’invito “Andate a bruciare da un’altra parte!” rivolto alla famiglia della protagonista) e l’inevitabile riferimento alla società contemporanea svela troppo presto l’orizzonte educativo e programmatico dell’operazione. Sensazioni confermate dall’esito delle vicende. [Attenzione, possibili spoiler seguono fino alla fine del paragrafo]. La trama di “Elemental” è guidata dalla complessa scelta della protagonista, che deve decidere se seguire le proprie passioni allontanandosi dal focolare o invece rimanere accanto ai propri genitori, due opzioni apparentemente inconciliabili. Il film ha il pregio di dare spazio e credibilità anche alla seconda ipotesi; il finale però, piuttosto che intraprendere una netta direzione, preferisce un insapore via di mezzo che non risolve tutti i conflitti né le porte aperte, scivolando in un finale ottimista, ma stucchevole.

Quest’orizzonte infetta anche la peculiarità principale del film, essere per lunga parte una vera e propria love story, sottogenere raramente affrontato dall’animazione mainstream e un unicum per la Pixar stessa, che spesso lo relega ai margini (“Wall-E” rappresenta la possibile eccezione). Mentre si trova da sola in negozio, Ember rompe una tubatura dell’acqua da cui fuoriesce Wade, un elemento acqua che lavora come ispettore. Quest’ultimo è così intenzionato a riportare la violazione ai suoi superiori, causando la chiusura dell’attività. La giovane lo insegue per provare a fermarlo e da lì i due si imbarcheranno insieme in un’avventura dove, mentre cercheranno di creare un argine alla perdita di un canale, impareranno a conoscersi meglio.

Il buddy movie iniziale a caratteri contrapposti (lei intraprendente, lui insicuro) porta i protagonisti nel classico topos pixariano del viaggio alla scoperta di un (nuovo) mondo. Questo poi presenterà tutte le tappe della nascita e dello sviluppo di un amore a prima vista impossibile, corteggiamento e veto famigliare compresi. Se è innegabile il coinvolgimento emotivo dello spettatore, lo è anche, ancora una volta, la superficialità del messaggio, l’invito all’unione tra diversi e al superamento delle etichette, l’idea di come una relazione possa trasformare entrambe le parti coinvolte. Anche in questo senso “Elemental” è forte a livello visivo (resta impressa la scena del primo contatto tra i due elementi), ma manca di quell’originalità, quel passo in più che dalla Pixar abbiamo imparato ad attenderci, e di cui, anche in questo periodo di risultati altalenanti, è ancora capace (vedi alla voce “Soul”).

[1] S. Santoli, Fabbrica di sogni, deposito di incubi-dieci anni di cinema Usa 2010-2019, Mimesis, Milano, 2021.

25/06/2023

Cast e credits

Titolo Originale
Elemental
Distribuzione
The Walt Disney Company Italia
Durata
103'
Produzione
Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Sceneggiatura
John Hoberg, Kat Likkel, Brenda Hsueh
Fotografia
Jean-Claude Kalache, David Bianchi
Montaggio
Stephen Schaffer
Musiche
Thomas Newman

Trama

"Elemental" è il nuovo lungometraggio targato Disney-Pixar e ambientato a Element City, popolata da cittadini appartenenti ai 4 elementi essenziali, ovvero fuoco, acqua, terra e aria. Ember è una giovane donna tenace, brillante e impetuosa la cui improvvisa amicizia con Wade, un ragazzo spiritoso, accomodante e ipersensibile, finisce per scardinare le certezze e i punti di riferimento del mondo in cui vivono.
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia