L’estate addosso

L’estate addosso


Gabriele Muccino

Commedia, Drammatico, Sentimentale | Italia, Usa
(2016)

Marco, diciottenne romano un po’ fattone e un po’ sognatore, vede la sua estate stravolta da un incidente in motorino. Maria, compagna di classe un po’ bigotta e un po’ destrorsa, è in rotta con il gruppo delle solite amiche. Complice una conoscenza comune, i due si ritrovano insieme a San Francisco, quasi per caso, ospiti di una giovane coppia gay dal passato lacrimevole. L’inizio è da incubo: Marco sviluppa una vivace antipatia per Maria, che dal canto suo non perde occasione per dare voce ai propri pregiudizi omofobi, mentre gli innamorati Matt e Paul si pentono presto delle due ingombranti presenze in casa. La convivenza forzata dovrebbe durare solo qualche giorno. I quattro, invece, passeranno insieme un mese intero e al momento del commiato ognuno avrà la consapevolezza che quella sarà l’estate della loro vita. Quella che rimarrà loro per sempre addosso, appunto.

Lo scherzoso omaggio a “Che ne sarà di noi” è proposto subito in apertura, con il protagonista Marco che si interroga sulla morte e sul futuro mentre seppellisce il proprio cane. In effetti, a un primo sguardo, “L’estate addosso” di Muccino senior e il film del 2004 scritto da Muccino junior, divenuto un piccolo cult generazionale, sembrerebbero avere più di un punto in comune: in entrambi i casi l’azione ruota intorno a un neodiplomato di belle speranze che si affaccia alla vita, tra dubbi e incertezze, durante l’ultima estate della sua adolescenza. Le affinità, però, sono meno di quante ci si potrebbe aspettare. Perché con la sua andatura sbilenca e una struttura praticamente inesistente, “L’estate addosso” non è il solito romanzo di formazione. O meglio, non solo. Scritto a quattro mani dal regista e dall’esordiente Dale Nall, il film cambia tanti toni e registri quante ambientazioni. Il plot centrale del coming-of-age, spina dorsale della sceneggiatura, viene infatti più volte sospeso, dimenticato, ripreso e nuovamente accantonato, per concedere spazio a digressioni cubane on the road, a lunghi flashback melodrammatici, a inserti a tema più efficaci di uno spot pro-Cirinnà e soprattutto a piccoli videoclip festanti con i quattro protagonisti impegnati a ballare sulla spiaggia, in salotto o in un club, sempre più belli e baciati dal sole. Al punto che il film stesso sembra diventare una sorta di lungo, esteso videoclip, con la colonna sonora che non solo accompagna, bensì detta gli sviluppi narrativi.

Paradossalmente, però, questa fluidità (o inconsistenza) narrativa è il suo miglior pregio. Opera ciancicante e discontinua, imperfetta, imprecisa e spudoratamente superficiale, “L’estate addosso” trova la sua ragion d’essere nell’adesione empatica a quel misto di irrequietezza, eccitazione, aspettative e divertimento che sono i diciotto anni. Certo, il ritratto dei giovani protagonisti è fortemente tipizzato, ai limiti del bozzettistico, e le loro evoluzioni emotive appaiono fin troppo repentine, arbitrarie, improbabili. Ma grazie alle sua ostentata leggerezza e al ritmo ultra-pop delle canzonette di Jovanotti, che cura l’intera colonna sonora, “L’estate addosso” diventa un inno genuino all’irripetibile e irrecuperabile spensieratezza della gioventù. Un’ubriacatura di freschezza ed evasione che ambisce a rivolgersi direttamente a chi giovane lo è davvero e che, fortunatamente, non commette mai l’errore di prendersi troppo sul serio. Persino le massime esistenzialiste da cioccolatino, biascicate in un goffissimo romanesco dalla ridondante voice over di Marco, sembrano uscite dal diario di una sedicenne innamorata.

Dopo dieci anni a Hollywood, Muccino dimostra dunque di aver imparato bene la lezione. Rinuncia (finalmente) alle velleità autoriali e alle pretese sociologiche della sua filmografia precedente e realizza un film che è più che mai un “prodotto”, artificiosamente confezionato a uso e consumo di una generazione che è soprattutto una fruttifera nicchia di mercato. Peccato solo che i distributori non abbiano osato sfidare la “difficile” stagione estiva: sarebbe diventato senza dubbio una hit, almeno quanto la canzone di Jovanotti che regala il titolo al film.

18/09/2016

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
103'
Produzione
Indiana Production Company, Rai Cinema
Sceneggiatura
Gabriele Muccino, Dale Nall
Fotografia
Paolo Caimi
Montaggio
Valentina Brunetti
Musiche
Jovanotti

Trama

Marco, diciottenne romano un po’ fattone e un po’ sognatore, vede la sua estate stravolta da un incidente in motorino. Maria, compagna di classe un po’ bigotta e un po’ destrorsa, è in rotta con il gruppo delle solite amiche. Complice una conoscenza comune, i due si ritrovano insieme a San Francisco, quasi per caso, ospiti di una giovane coppia gay dal passato lacrimevole. L’inizio è da incubo: Marco sviluppa una vivace antipatia per Maria, che dal canto suo non perde occasione per dare voce ai propri pregiudizi omofobi, mentre gli innamorati Matt e Paul si pentono presto delle due ingombranti presenze in casa. La convivenza forzata dovrebbe durare solo qualche giorno. I quattro, invece, passeranno insieme un mese intero e al momento del commiato ognuno avrà la consapevolezza che quella sarà l’estate della loro vita. Quella che rimarrà loro per sempre addosso, appunto.

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