Il fiume ha sempre ragione

Il fiume ha sempre ragione


Silvio Soldini

Documentario | Italia, Svizzera
(2016)

Il suono della carta. La lentezza dei movimenti. Il tempo ritrovato per compiere le giuste azioni che ti riportano a cogliere l’attimo del bello. “Il fiume ha sempre ragione”, nuovo film di Silvio Soldini, si può racchiudere in modo semplice in queste poche parole, così come l’opera è basata sulla semplicità della narrazione.

Soldini, nel suo ultimo documentario, mette in scena il lavoro di due artigiani del libro: Alberto Casiraghy, brianzolo di Osnago, e Josef Weiss, svizzero del Canton Ticino. Il primo è un artigiano dell’editoria dedito a creare piccoli libri per gli scrittori e poeti che si vogliono autoprodurre. Libri fatti a mano uno a uno, dalla lettera, alle prove di stampa, fin dai disegni personalizzati. Una vera e propria casa-bottega quella di Casiraghy che con amici e collaboratori realizza piccoli capolavori editoriali a numero limitato (trenta copie, ma meglio dire trenta oggetti d’arte, una tiratura limitatissima). Il concetto di editore-tipografo per Casiraghy è superato dal suo stesso lavoro che non ha nulla di fabbricato o di riprodotto: il suo è un lavoro certosino, amanuense, da monaco medioevale quasi, fatto con amore, piccoli gesti, riflessioni e pensieri sulla creazione. Usa una vecchia macchina tipografica a caratteri mobili, compiendo un lavoro di costruzione delle parole, del verso, degli aforismi “quasi chirurgico” come lui stesso afferma. Casiraghy a un certo punto dice: “Senza colore mi sembra che non esistano le cose”. Il colore diventa la visione della bellezza, la luce che penetra il mondo e il reale. Coglie la bellezza e la ferma nel tempo attraverso gli oggetti-libro che realizza. Lo fa con amore e il rapporto che tesse con i diversi autori diventa quasi sempre affettuoso, di amicizia: alla poetessa Alda Merini lo ha legato un lungo rapporto (e per lei produce molti piccoli libri), così come con gli altri poeti e scrittori rappresentati da migliaia di libri e oggetti di cui è piena la sua casa piena di luce e colori.

Josef Weiss invece è un restauratore di libri antichi, nella sua bottega svizzera, un tempio di modernità artigiana al servizio del recupero di opere che malandate e perse. Il suo è un lavoro fatto con metodo, e lo accomuna a Casiraghy, l’amore e la passione con cui resuscita vecchi o antichi libri ormai moribondi, dandogli nuova dignità materiale e tipografica. I suoi sono gesti precisi nella ricostruzione dell’oggetto, lenti, curati, dove nulla è lasciato al caso, ma determinati al disvelamento del bello, là dove era andato perduto. Se il lavoro del primo lo abbiamo definito quasi da monaco medioevale, continuando nella metafora cultural-sacrale, potremmo definire quello di Weiss da sacerdote laico, dove attraverso rituali conosciuti al maestro di cerimonie, all’interno della sua bottega-cappella, celebra l’amore della bellezza ritrovata in un libro recuperato dall’oblio.

Silvio Soldini, autore di film come “L’aria serena dell’ovest”, “Un’anima divisa in due”, “Pane e tulipani”, “Giorni e nuvole”, è anche un affermato documentarista con alle spalle un discreto numero di pellicole. Il suo cinema è fatto in punta di cinepresa, sempre con un tocco leggero, quasi invisibile, come se fosse di passaggio. Questo stile minimalista lo si avverte di più nei suoi documentari. In “Il fiume ha sempre ragione” si mette al servizio dei due protagonisti e li segue e registra con grande umiltà e partecipazione, senza però mai far sentire la presenza della macchina da presa. La messa in quadro predilige i primi piani dei due uomini (loro sono i personaggi-protagonisti) e il dettaglio del loro lavoro: e di conseguenza inquadrature della macchina da stampa, dei caratteri mobili, delle taglierine, della carta, del libro da creare o di quello da restaurare e la colla, il filo e l’ago che penetra la costola del libro per ricucire le pagine. Ecco, Soldini utilizza la macchina da presa come se fosse l’ago con cui ricucire le immagini che riprende per creare a sua volta un piccolo film artigianale fatto con amore e passione. Anche l’utilizzo di una messa in serie parallela iniziale per poi far incrociare i due personaggi è tipico del cinema di Soldini (specialmente nelle sue opere di fiction, dove spesso tratta di più storie che si sviluppano alternate), mettendo insieme due modi di lavorare diversi solo in apparenza, ma accomunati dalla stessa visione del mondo.

Soldini crea un piccolo documentario da gustare e vedere come si potrebbe leggere uno dei libri creati dai suoi personaggi. Un film che è atto d’amore verso il bello, l’arte della lentezza, la poesia delle cose e della naturalezza del gesto.

10/09/2016

Cast e credits

Distribuzione
I Wonder Pictures
Durata
72'
Produzione
RSI- Radiotelevisione Svizzera, ventura film
Fotografia
Sabina Bologna
Montaggio
Carlotta Cristiani

Trama

La vita e il lavoro di due artigiani del libro: Alberto Casiraghy, editore-tipografo brianzolo, e Josef Weiss, restauratore di libri ticinese.

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