Fuga dal call center

Fuga dal call center


Federico Rizzo

Commedia, Grottesco | Italia
(2008)
Gianfranco Coldrin, neolaureato nella singolare disciplina di vulcanologia, studente e fidanzato svogliato e svagato, con il cognome che si ritrova non può che finire a fare il telefonista. Il mondo che aspetta lui e altre menti brillanti della sua età è però un inferno demenziale e allucinato.

Chi non ha gradito i tratti grotteschi di un capolavoro come “Tutta la vita davanti“, eviti accuratamente gli estremismi di “Fuga dal call center”, i suoi dialoghi surreali, le battute velenose che si susseguono a un ritmo da numero di cabaret: non è un caso che il protagonista del film sia Angelo Pisani, il Capsula dei Pali e dispari di Zelig.

L’esibizione di eccessi, già di per sé poco digeribile, mostra la corda abbastanza presto, alla lunga stanca un po’ e soprattutto si stempera, per riaffiorare di tanto in tanto ed essere infine vanificata da un monologo conclusivo tra il retorico e il melenso.

Il regista parte da esperienze autobiografiche e raccoglie in tutta Italia una serie di testimonianze, collocate nel film come inserti documentaristici, che tuttavia stridono con il registro dominante scelto dall’autore, contribuendo alla scarsa riuscita complessiva di un’opera per altro discutibilmente finanziata da enti istituzionali di ogni livello (comune, provincia, regione) e da uno dei sindacati che firmò quel Pacchetto Treu responsabile di aver introdotto anche in Italia lo schifo che si vede nel film.

Insomma, con “Fuga dal Call Center” si ridacchia a tratti, si pensa anche meno, si lascia la sala con la sensazione che ciò a cui si è assistito svanirà dalla memoria nel giro di pochi minuti. Resta invece il ricordo di alcuni caratteristi su cui puntare in futuro e il monologo recitato da Tatti Sanguineti (non altrettanto convincente il secondo ospite illustre, l’altro cabarettista Natalino Balasso). Il critico interpreta uno psicologo del lavoro, impiegato dall’azienda alle risorse umane con il compito di accogliere i nuovi assunti. Il suo paragone tra il call center e il servizio militare colpisce davvero.

Non si tratta tuttavia di farina del sacco degli autori, ma di citazioni da “Il posto”: il fatto che poi giovani impiegati si ritrovino la sera per andare in cineteca a vedere Olmi costituisce l’aspetto più surreale di tutto il film.

18/02/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Fuga dal call center
Distribuzione
Lo scrittoio
Durata
95'
Produzione
Egidio Artaria per A, Franco Bocca Gelsi e Gianfilippo Pedote per GAGARIN s.c.a.r.l. & Enzo Coluccio
Sceneggiatura
Federico Rizzo, Emanuele Caputo, Nerina Fiumanò, Alessandro Leone
Fotografia
Luca Bigazzi
Scenografie
Valentina Pavan, Alessio Baskakis
Montaggio
Manuel Donninelli, con la collaborazione di Carlotta Cristiani e Valentina Andreoli
Musiche
Caparezza, Tre Allegri Ragazzi Morti, Peppe Voltarelli, Le Luci Della Centrale Elettrica, Jimsonweed, Superpartner, Guido Tognarini

Trama

Gianfranco Coldrin, neolaureato in vulcanologia, non trova impiego nel settore in cui è specializzato e si riduce a lavorare in un grottesco call center
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