Harry Potter e i doni della morte – Parte I

Harry Potter e i doni della morte – Parte I


David Yates

Fantasy | Gran Bretagna, Usa
(2010)

Inizialmente pensato per una chiusura d’autore (circolavano i nomi di Guillermo Del Toro, ma anche di Tim Burton), ma poi lasciato nelle mani del mestierante David Yates, già autore dei due precedenti capitoli. Diviso in due film (la seconda parte è già annunciata per luglio 2011) per spianarsi succulente strade al box office e, al contempo, per non scontentare i fan che temevano una penalizzante compressione dell’ampia mole del romanzo (701 pagine, nell’edizione italiana). Annunciato in un secondo momento in una riversione in 3D, per fortuna messa da parte nemmeno troppe settimane fa.

Dall’anno di pubblicazione dell’ultimo romanzo della saga di Harry Potter (2007), in tutte le salse, con supposizioni, speranza e scetticismo, pregiudizi positivi o negativi, si parlava dell’uscita dell’ultimo film, “Harry Potter e i Doni della Morte”. Come detto, e come ben noto non solo ai fan irriducibili, per una quadratura del cerchio bisognerà aspettare ancora qualche mese.

Questa prima parte della parola ultima è, come prevedibile, tronca e forse incompiuta e, come accadde già per “Il signore degli anelli” di Peter Jackson, il singolo film è soltanto un passo di un progetto collettivo, una porzione solo parzialmente afferrabile nella sua interezza dallo spettatore comune, ma un’ulteriore tassello per il compimento di un’esperienza unica al mondo, per il fan del maghetto.

Una cosa è certa: questo non è il “solito Harry Potter”. Stavolta anche i detrattori dovrebbero abbandonare l’ascia di guerra e azzerare precedenti pregiudizi (preconfezionati?). Non accadrà.

Già dall’appendice che precede il titolo del film, le desertiche strade londinesi annuncianospazi quasi post (o pre?) apocalittici. Questo è, infatti, l’episodio con meno dialoghi, quello con più tempi morti (o meglio: quasi elegiaci), uno di quelli con meno azione (una sola partita di quidditch – anche qui assente – conteneva di per sé una frenesia che allargava il raggio dei movimenti), quello con meno scene di massa. L’unico senza Hogwarts. A dispetto, dunque, di un regista poco noto e al servizio della storia, rischia di essere non tanto la tappa più risolta del lotto, quanto quella più autoriale, una delle più mature e una delle più ambiziose.

“Harry Potter e i Doni della Morte – Parte I” non è un film per bambini, e non solo per gli ingredienti orrorifici disseminati qua e là (impressionabie l’iniziale banchetto dei Mangiamorte): Harry cresce e con lui ciò che gli gira intorno, spettatori affezionati compresi. Le generazioni fanciullesche potranno aspettare qualche anno prima di tuffarsi a capofitto nell’intera e compiuta saga.

E’ interessante constatare che la serialità cinematografica di un blockbuster sembra per una volta (volontariamente o non) aver assunto i ritmi di una serialità televisiva (specie delle reti via cavo statunitensi) che, nell’ultimo decennio, avanza con passo lento, dove le cose accadono lentamente, ma “accadono bene”.

Lo spettacolo è mirabilmente calibrato (gustoso e divertente il frammento che vede i tre protagonisti impossessarsi dei corpi dei tre adulti), i duelli sono sempre ben misurati (quello finale con Bellatrix Lestrange, sbrigato in un contenuto minutaggio), i momenti di tenerezza sinceri (il ballo tra Harry e Hermione). E non manca una sorprendente parentesi d’animazione adulta che si rifà alle antiche ombre cinesi.

Un film quindi monco, qua e là squilibrato, ma anche a suo modo coraggioso e non banale. Doveva essere un film di passaggio e forse lo è, ma di certo sopra le attese e migliore dei due precedenti capitoli.

27/11/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Harry Potter and the Deathly Hallows: Part I
Distribuzione
Warner Bros
Durata
146'
Produzione
Warner Bros. Pictures
Sceneggiatura
Steve Kloves
Fotografia
Eduardo Serra
Scenografie
Stuart Craig
Montaggio
Mark Day
Musiche
Alexandre Desplat
Costumi
Jany Temime

Trama

Con l’avanzata di Voldemort e i suoi Mangiamorte, Harry Potter è l’unico simbolo della speranza del mondo magico. Harry, insieme ai suoi amici Ron e Hermione inizia a Londra le ricerche del punto debole di Voldemort, gli Horcux,oggetti nei quali il Signore Oscuro ha racchiuso la sua stessa anima. Inizia un viaggio on the road, alla ricerca delle tracce che possono aiutare i Nostri a sconfiggere le forze del male.
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