Jumpers – Un salto tra gli animali

Jumpers – Un salto tra gli animali


Daniel Chong

Animazione | Usa
(2026)

La Pixar sta attraversando un periodo critico della sua produzione. Da un lato, gli incassi dei film “nuovi”, ovvero quelli frutto di storie originali e non ricavati da universi narrativi preesistenti, sono deludenti da qualche anno e perciò, facendo di necessità virtù (o quasi), nell’ultimo decennio i sequel si sono moltiplicati: quest’anno uscirà “Toy Story 5”, ultimo capitolo di una saga che era già perfettamente chiusa con i primi tre film; abbiamo avuto “Alla ricerca di Dory“, con risultati peraltro ben al di sotto delle aspettative; e poi “Gli incredibili 2“, lo spinoff di “Toy Story“, “Lightyear“, e, ovviamente, “Inside Out 2“, terzo maggiore incasso di sempre per un film di animazione; ma sono in arrivo anche “Coco 2” e “Gli incredibili 3”.

Dall’altra parte nello studio, a differenza di quanto accade nella casa-Madre Disney, c’è grande voglia di sperimentare e soprattutto di raccontare nuove storie. Ne sono una prova i vari tentativi andati a vuoto (a livello di incassi) di questi anni ma che a livello artistico hanno prodotto risultati, tolte alcune eccezioni, anche esaltanti: “Soul“, “Luca“, “Red“, “Elemental“, “Elio“, “Onward” – tutti film, escludendo forse solamente il primo, pieni di problemi e dagli esiti altalenanti, ma se non altro capaci di proporre una visione nuova – senza contare l’attesissimo “Gatto”, in arrivo nel 2027. Quello della Pixar, dunque, è un vero e proprio periodo di transizione, ma è anche probabilmente l’espressione di una nuova direzione aziendale intrapresa, che affiancherà sempre più alle operazioni sicure e profittevoli (fondamentalmente i sequel o le operazioni nostalgia) nuovi tentativi di innovazione. Si vedrà, ma per fortuna il film di cui trattiamo in questa recensione rientra nella categoria “nuove storie”.

Mabel è una ragazza che cresce con l’amore per la natura e gli animali trasmessole dalla nonna. Diventata adolescente, la sua passione si fa ancora più ardente, il che la porta a scontrarsi con il sindaco della città di Beaverton (nome eloquente), che vuole sradicare il suo bosco per far spazio a un’autostrada. La trama di “Jumpers” (Daniel Chong, 2026) è immediatamente interessante per il fatto che ci mette a confronto con una protagonista molto in linea con i tradizionali personaggi Pixar (caparbia, determinata e testarda) ma allo stesso tempo già veicolo di un contenuto politico. Mabel, infatti, è in tutto e per tutto un’attivista; certo, il suo modo di operare non deriva da un’organizzazione associativa formata da più membri e strutturata su un territorio, lei fa tutto da sola, ma nella pratica le sue azioni sono volte, come quelle degli attivisti, a produrre un cambiamento in seno alla società, principalmente agendo attraverso operazioni di disturbo, ostruzione o disobbedienza civile. La scelta di renderla un personaggio così “schierato”, tuttavia, non offre il fianco a strabordanti pipponi sul rendere il mondo un posto migliore; al contrario Mabel è talmente genuina che viene facile empatizzare e parteggiare per lei.

La Pixar in questo caso, seguendo una tendenza che da qualche tempo sembrava già scritta, ha optato per un disegno più morbido, dai tratti caramellosi, che richiama un po’ l’estetica di certi film dello Studio Ghibli senza però snaturare la tecnica di animazione dello studio affiliato alla Disney, che mantiene sempre un’elevatissima qualità tecnica e immaginativa. Di pari passo si muove il tono della narrazione, che, lontano dalle pesantezze banali di un “Elio”, si imposta su un registro più demenziale volto alla costruzione di gag il cui fine è renderci simpatici gli animali protagonisti (nonostante, per certi versi, siano molto stupidi) e, viceversa, prendere in giro gli antagonisti, che non sono mai davvero pericolosi o spaventosi.

“Jumpers” è anche un film in cui per una volta l’umanizzazione degli animali ha un senso compiuto. Il titolo deriva infatti dal progetto su cui si struttura l’intera narrazione: la professoressa di fisica di Mabel ha sviluppato assieme ad altri una tecnologia che permette di trasferire la coscienza di un essere umano all’interno di un animale. Quindi abbiamo sì degli animali parlanti, ma perché la loro interlocutrice è un essere umano in disguise. Ciò dà il là alla scoperta del mondo interiore dei protagonisti non-umani, il che si presta ottimamente alla costruzione del vero villain del film, che non è – o è solo in parte – il sindaco Jerry, ma il neo-re degli insetti Titus (nome di ascendenza vagamente shakespeariana), un bruco che, a seguito della morte (abbastanza cruenta, a dire il vero) della madre, si impupa e diventa farfalla, pronto a dominare il mondo animale e a sostituirsi agli esseri umani come specie dominante sulla terra. Abituati come siamo a cartoni animati che ci presentano sempre gli animali come carini e coccolosi (e la citazione non è casuale), essere messi di fronte ad altre specie intelligenti e capaci di pianificare una “rivoluzione”, spostando quindi il baricentro etico in una direzione inedita, non è cosa da poco.

Ma la cosa più entusiasmante di “Jumpers” è che non ha la pretesa di essere un grande film. Il suo racconto è disteso, senza pretese e il tutto avviene con naturalezza, lasciando scorrere gli eventi ed evitando inutili appesantimenti o sovraccarichi didascalici che mirano a ribadire che siamo dalla parte del giusto. Senza strafare, perciò, “Jumpers” ha la capacità di raccontare una storia grazie alla quale può far emergere un discorso sull’attualità leggero e alla portata di chiunque, pur sviluppato con grande intelligenza e complessità. In questi tempi di crisi per il circuito dell’animazione mainstream, diciamo che “Jumpers” è grasso che cola.

25/04/2026

Cast e credits

Titolo Originale
Hoppers
Distribuzione
The Walt Disney Company Italia
Durata
104'
Produzione
Pixar Animation Studios
Sceneggiatura
Daniel Chong, Jesse Andrews
Fotografia
Jeremy Lasky, Ian Megibben
Scenografie
Bryn Imagire
Montaggio
Axel Geddes
Musiche
Mark Mothersbaugh

Trama

Mabel, una ragazza attivista per i diritti degli animali, coglie l'opportunità di utilizzare una tecnologia che colloca la sua coscienza in un castoro per scoprire i misteri all'interno del mondo animale.
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