La torre nera

La torre nera


Nikolaj Arcel

Fantasy, Horror | Usa
(2016)

I libri di Stephen King sono stati saccheggiati dal cinema come è capitato a pochi altri romanzieri, con risultati spesso encomiabili – si pensi a capolavori quali “Carrie”, “Shining” e “La zona morta”. Questa ennesima trasposizione riguarda non una singola opera ma il ciclo degli otto romanzi che compongono “La torre nera”, con la quale lo scrittore del Maine ci ha regalato uno spettacolare universo di personaggi talmente sfaccettato e poliforme da abbracciare fantasy, horror, sci-fiction dentro un’abbondante pepata western. Si è parlato di molteplici adattamenti – al momento il progetto più solido è quello di una serie televisiva – che crediamo possano rendere giustizia alle oltre quattromila pagine di cui si compone l’intera saga. Già, perché questo primo tentativo di portare sul grande schermo l’epopea del cavaliere-pistolero Roland e dell’inafferrabile e malefico “uomo in nero”, è per l’appunto solo un pallido riflesso, monocorde e poco ispirato, della saga kinghiana; lungi dall’esserne una (impossibile) riduzione a novanta minuti, il film prende qua e là dai vari romanzi alcune situazioni e si pone anzi come sequel dell’intera opera.

New York. Mentre una serie di enigmatici terremoti scuotono la megalopoli americana, l’adolescente Jake (interpretato da Tom Taylor) è tormentato da spaventosi incubi che il ragazzo riporta fedelmente nei suoi disegni: un pistolero, un uomo vestito di scuro, una torre altissima, creature mostruose. Quando sua madre e il patrigno cercano di internarlo in una clinica psichiatrica, il ragazzo scappa, e riesce a ritrovare una casa abbandonata, le cui mura sono un passaggio per il Medio-Mondo, la realtà parallela sognata dal ragazzo. Scaraventato in questa nuova dimensione, un pianeta simile al nostro ma ridotto in macerie a causa di guerre e dove le risorse scarseggiano, Jake incontra nel deserto il cavaliere Roland (Idris Elba), il quale intuisce dai disegni che il ragazzo potrà aiutarlo a compiere la sua missione: uccidere l’uomo in nero Walter (Matthew McConaughey), un mago il cui obiettivo è distruggere la torre nera, colonna portante di tutto l’universo che Walter vorrebbe invece in preda ai suoi demoni e al fuoco.

Sono risapute le peripezie produttive di questa pellicola, passata dalle mani dell’ideatore di “Lost” J. J. Abrams e Ron Howard (rimasto come produttore) e affidata infine al regista danese Nikolaj Arcel (noto per l’apprezzato Royal Affair): una gestazione di quasi dieci anni che non ha certamente giovato alla sua solidità. D’altro canto, i venti minuti iniziali ambientati a New York, dove il personaggio di Jake è tratteggiato con perizia, appartengono fedelmente proprio a quella schiera di film e romanzi in cui appaiono ragazzini un po’ toccati o forse semplicemente troppo sensibili – una mitologia che lo stesso scrittore americano, anche lui in veste di produttore, ha contribuito a creare con i suoi romanzi. Come si scoprirà in seguito, Jake è dotato dello shining, la luccicanza, proprio come Danny dell’omonimo libro-film, cioè la capacità di “vedere e sentire oltre” nel tempo e nello spazio. Un’autocitazione non casuale, perché i libri de “La torre nera” ne sono in realtà pieni, a dimostrazione di come questa saga sia una sorta di summa dell’opera dello scrittore americano. Ma più Jake utilizza il potere per trovare l’uomo in nero, più lo stesso Walter è capace di identificarlo, anche lui alla ricerca del “ragazzino giusto” di cui servirsi per abbattere la torre. Una caccia circolare che è anche l’aspetto, se vogliamo, meno banale offerto allo spettatore; insieme al rapporto che si instaura tra Roland e Jake, accumunati entrambi dalla perdita della figura paterna, e che ritorna nel leitmotiv preferito dal pistolero: “io non uccido con la pistola: chi uccide con la pistola ha dimenticato gli occhi di suo padre”.

Forse è troppo poco, perché per il resto la pellicola resta al di sotto non solo delle aspettative dei lettori di King, ma tutto sommato anche di un normale blockbuster hollywoodiano, di cui banalizza temi già troppo ricorrenti e abusati quali la vendetta e della distruzione del mondo, senza peraltro giustificarli dentro una cornice narrativa sicura. Anche la vena ironica, solo abbozzata, risulta alla lunga maldestra, così come la gigionesca malizia del cattivo di turno: McConaughey avrebbe potuto regalarci ben altra interpretazione, se sorretto da un canovaccio migliore; persino l’innocuo spaesamento nella New York odierna del cavaliere Roland – l’altrimenti ispirato Idris Elba – è difficile da mandare giù e diventa il momento peggiore di un film già mediocre.

11/08/2017

Cast e credits

Titolo Originale
The Dark Tower
Distribuzione
Warner Bros
Durata
94'
Produzione
Akiva Goldsman, Brian Grazer, Ron Howard, Stephen King
Sceneggiatura
Anders Thomas Jensen, Nikolaj Arcel, Akiva Goldsman, Jeff Pinkner
Fotografia
Rasmus Videbæk
Scenografie
Christopher Glass
Montaggio
Dan Zimmerman, Alan Edward Bell
Musiche
Junkie XL
Costumi
Trish Summerville

Trama

Un ragazzino tormentato dagli incubi si ritrova nel Medio-Mondo: dovrà affiancare il cavaliere Roland, l'ultimo pistolero, per evitare che il perfido uomo in nero distrugga la torre nera e con essa l'universo...
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