Mare dentro

Mare dentro


Alejandro Amenabar

Drammatico | Spagna
(2004)

Non più giovane talento, ma matura certezza, Alejandro Amenabar conferma la rara capacità di raccontare le sfumature e sceglie, ancora una volta, l’incontro tra mondi paralleli in apparenza inconciliabili. Fin dal suo esordio (il folgorante “Tesis”), bene e male scorrono intrecciati, così come non è netta la linea di demarcazione tra realtà e immaginazione nel successivo “Apri gli occhi”, e tra il mondo dei vivi e quello dei morti nella trasferta americana “The Others”. In “Mare Dentro” il confine attraversato è ancora quello tra la vita e la morte, ma il regista abbandona le implicazioni ultraterrene per dedicarsi a una storia vera, quella del cinquantenne Ramon Sampedro che, tetraplegico dall’età di venti, chiede “solo” di morire. “Una vita che elimina la vita non è libertà”, gli viene ricordato, “ma anche una vita che elimina la liberta non è vita”, risponde il protagonista.

La tesi sposata dal film è a favore dell’eutanasia, ma Amenabar (anche co-sceneggiatore e autore delle musiche) evita le trappole perniciose della lezione ad ogni costo e si concentra sulle esigenze del personaggio (piu’ di una volta il protagonista parla a nome suo e non di tutti i tetraplegici), che solo nel finalissimo diventano un po’ didascalicamente un esempio per tutti (del resto la ripresa in video della sua morte è avvenuta realmente).

Il regista, nato a Santiago del Cile ma spagnolo di adozione, inscena con estrema naturalezza e grande sensibilità la rischiosa e problematica vicenda, creando personaggi, anche minori, di vibrante intensità, impostando contrasti forti e appassionanti e cercando di motivare il piu’ possibile gli sviluppi narrativi. Oltre alla regia, pudica ma incisiva, gran parte della carica emotiva deriva dalla strepitosa interpretazione di Javier Bardem (giustamente premiato a Venezia con la Coppa Volpi), attore dalla fisicità travolgente qui azzerata da un’immobilità miracolosamente comunicativa. Ma tutto il cast, supportato dallo spessore di personaggi già ben calibrati in fase di scrittura, regala emozioni profonde. Susciterà pareri discordanti, verrà accusato di essere ricattatorio e di spettacolarizzare un evento intimo come la morte, aprirà lunghe e inconcludenti discussioni (almeno fino a quando una normativa adeguata non cambierà qualcosa), ma al di là di giudizi affrettati, resterà un’opera acuta e vitale, in cui la misura della forma si sposa con intelligenza alla capacità di prendere una posizione.

06/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Mar Adentro
Distribuzione
Lucky Red
Durata
125'
Sceneggiatura
Mateo Gil Alejandro Amenabar
Fotografia
Javier Aguirresarobe
Musiche
Alejandro Amenabar

Trama

Ramon Sanpedro è un tetraplegico che lotta da anni con la giustizia spagnola per aver diritto ad una morte dignitosa. La sua vita si incrocerà con quella di due donne, Julia e Rosa, che cambieranno la sua vita per sempre.
Noi, un po’ meglio
Noi, un po’ meglio

Nel raccontare la genitorialità dei nostri tempi alle prese con nuove filosofie di famiglia e con le possibilità fornite dalla ricerca medica Luchetti non perde mai il contatto con il cuore dei personaggi, facendo di questi il barometro di una grande storia d’amore con gli eccellenti Elio Germano, Maria Chiara Giannetta e Anna Bonaiuto

Wildwood – I segreti del bosco proibito
Wildwood – I segreti del bosco proibito

Il ritorno di Laika dopo sette anni non poteva essere più ambizioso: "Wildwood" di Travis Knight è una maestosa cavalcata attraverso l'immaginario coming of age fantasy contemporaneo, titanica dimostrazione delle capacità della stop motion e dichiarazione d'amore all'animazione tutta

Fatherland
Fatherland

Pawlikowski continua la sua ricerca formale improntata al rigore, con un distacco che stavolta ha anche rilevanza tematica ma sempre al limite con il vuoto esercizio stilistico. Un breve racconto di fantasmi che contiene il conflitto il più possibile, solo per sgonfiarsi ma riuscendo in ultima istanza a darsi un senso nel finale, rinunciando al suo gioco cervellotico

Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale