X-Men le origini: Wolverine

X-Men le origini: Wolverine


Gavin Hood

Azione, Fantastico | Australia, Canada, Usa
(2009)
Ci pareva strano che la 20th Century Fox si lasciasse sfuggire una gallina dalle uova d’oro come la franchise sui mutanti più famosi del pianeta, ovvero gli X-Men. Dopo i primi due episodi diretti da Bryan Singer i giochi parevano essersi conclusi con il terzo capitolo (“Conflitto finale”, appunto), firmato da Brett Ratner tre anni or sono. E invece no. Ecco arrivare il primo di una potenzialmente infinita serie (tanti sono i personaggi disponibili) di spin off, concentrata esclusivamente sulla genesi dei personaggi creati da Stan Lee. La scelta del primo personaggio da portare sul grande schermo non poteva che ricadere sull’artigliato e misterioso Wolverine, che nei precedenti film sugli uomini X si interrogava sul suo passato enigmatico e confuso (il prossimo nella lista è il villain “Magneto”).

Traendo spunto dalle celeberrime miniserie “Origini” di Paul Jenkins (in cui ci troviamo di fronte ad un Wolverine ancora fanciullo, malaticcio e all’oscuro dei propri poteri, e dove si scopre il probabile legame di sangue che lo lega al violento Victor Creed alias Sabretooth), e soprattutto “Arma X” di Barry Winsdor-Smith (in cui è raccontato come il metallo adamantio venne fuso con lo scheletro di Logan e come il governo trasformò Wolvie in una belva assassina), la sceneggiatura, che pur reca la firma di David Benioff (“La 25a ora”), sembra far di tutto per scontentare i fan della prima ora, stravolgendo personaggi, affastellando situazioni e cambi di location senza logica, ignorando la continuity dei capitoli “diacronicamente” successivi (esempio: nel primo “X-Men” Victor-Sabretooth si batte nuovamente con il fratello Wolverine, ma pare non riconoscerlo o fare cenno alla loro parentela). Ma a mancare è anche qualsiasi tipo di approfondimento psicologico o momento di riflessione, con un protagonista molto banalmente combattuto tra il suo istinto di guerriero e il desiderio di una vita normale. Non c’è mai pathos, non si prova nessun interesse verso ciò che succede sullo schermo, e anche la regia del pluripremiato Gavin Hood (suo il – sopravvalutato – premio Oscar “Il suo nome è Tsotsi”) è anonima, priva di mordente, quasi dilettantesca nelle sequenze adrenaliniche (così così l’inseguimento elicottero-motocicletta, davvero pessimo il finale, ostaggio di mediocri effetti digitali). Rispetto ai già non esaltanti episodi di Singer le ambizioni si abbassano: sparisce il discorso sul mutante visto come freak ed emarginato e sulla lotta all’intolleranza (che per Singer si faceva specchio dei campi di concentramento nazisti), resta in compenso qualche pretestuoso aggancio alla politica dell’ex presidente Bush e alla sua strategia “preventiva” (qui il malvagio colonnello Stryker vuole eliminare i mutanti creando una sorta di mostruoso ibrido che ne racchiude tutte le facoltà).

Hugh Jackman, anche produttore, si impegna, ma è troppo pulitino e cotonato rispetto alla rabbiosa controparte cartacea, del resto del cast è meglio non dire nulla (inutile poi l’inserimento parcellizzato di tanti personaggi dell’universo Marvel). Il risultato è assolutamente più bidimensionale di quello delle tavole di Chris Claremont e soci, e tutto si risolve in una noiosa baracconata adatta soprattutto ad un pubblico di teenager (di bocca buona).

30/04/2009

Cast e credits

Titolo Originale
X-Men Origins: Wolverine
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
107'
Sceneggiatura
David Benioff, Skip Woods
Fotografia
Donald McAlpine
Scenografie
Barry Robinson
Montaggio
Nicolas De Toth, Megan Gill
Musiche
Harry Gregson-Williams
Costumi
Louise Mingenbach

Trama

Le origini del più famoso dei mutanti creati da Stan Lee: l'artigliato e indistruttibile Logan, alias Wolverine
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi