Non avere paura del buio

Non avere paura del buio


Troy Nixey

Horror | Australia, Usa
(2010)
Probabilmente l’idea è venuta a Guillermo Del Toro mentre stava girando “Hellboy – The Golden Army“. In una delle prime sequenze del film il demone rosso e i suoi compagni affrontavano un’orda di fameliche “fatine dei denti”, voraci e veloci quanto dei piranha. Un’altra ispirazione arriva da un racconto di H.P. Lovecraft (autore molto amato dal regista de “Il labirinto del fauno“, da cui sta tentando da anni, purtroppo invano, di adattare il capolavoro “Le montagne della follia”), “I ratti nei muri” (1924) in cui il protagonista, appena trasferitosi nella disabitata tenuta della famiglia, inizia ad avvertire sinistri rumori dietro le pareti, sino ad arrivare ad una sconcertante rivelazione.

 

“Non avere paura del buio” tra i tanti horror prodotti da Del Toro negli ultimi anni, è quindi quello che più si avvicina alla poetica del regista messicano (d’altronde qui oltre ad essere produttore è anche sceneggiatore). Sono tanti i temi che si ricollegano alle precedenti opere di Del Toro, a partire dalla vicenda vissuta attraverso il punto di vista di una bambina, contrapposta al mondo arido degli adulti, incapaci di crederle poiché troppo “razionali” e privi di fantasia. Un altro dei punti forti del cinema di Del Toro (presente anche in Lovecraft) è l’idea di un mondo “altro” e sotterraneo, parallelo e speculare al nostro (da quello fatato de “Il labirinto del fauno” alle fogne popolate da mostri di “Mimic” e “Blade II”) , e anche in questo “Non avere paura del buio” non fa eccezione, così come nella raffigurazione dei piccoli mostriciattoli nascosti tra le pareti della magione dei Blackwood, che sembrano uscire direttamente dalla creatività sfrenata del papà cinematografico di “Hellboy”. Detto questo, bisogna però riscontrare che questa pellicola, affidata alla regia dell’esordiente Troy Nixey (ex disegnatore di fumetti) ha più difetti che pregi. Prendendo le mosse da un dimenticabile tv movie inglese dallo stesso titolo (datato 1973) la pellicola di Nixey è un horror gotico (nello stesso genere molto più riuscito il recente “Insidious“) svogliato e prevedibilissimo sin dalle prime immagini, in cui non v’è quasi traccia di paura o sangue. Nixey è incapace di creare interesse o suspense nei confronti delle misteriose creature celate in cantina, così come nel caratterizzare i personaggi, tutti piuttosto monocordi e piatti, a partire dalla piccola e sin troppo lamentosa Sally – Bailee Madison. La sceneggiatura è squilibrata, tra momenti che dovrebbero suscitare terrore e invece provocano ilarità (come l’attacco delle creature nella biblioteca, che sembra richiamare involontariamente i “Gremlins” di Joe Dante) e incongruenze sciocche imperdonabili (possibile che nessuno si fosse accorto della cantina nascosta nella casa? Come può la polizia credere che il vecchio Harris si sia procurato molteplici ferite da taglio cadendo dalle scale? Perchè Sally resta al buio terrorizzata quando basterebbe accendere la luce per scacciare gli invasori?). Ulteriore delusione l’animazione in CGI delle “fatine dei denti”, troppo fasulle, e mostrate con troppa facilità, per intimorire le smaliziate platee di oggi.

Ma parlare di occasione persa sarebbe forse esagerato. L’impressione finale è quella di un prodotto con scarse ambizioni, capitato in sala per caso (d’altronde anche in patria è stato distribuito con ben due anni di ritardo) e a cui sarebbe stata più consona l’uscita direttamente in home video. Forse il buon Guillermo Del Toro dovrebbe concentrarsi di più sulla sua nuova regia (è assente dagli schermi dal 2008 e il suo nuovo film, “Pacific Rim”, non vedrà la luce prima dell’anno venturo) e lasciare da parte per un po’ i tanti progetti collaterali in cui è coinvolto.

12/01/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Don't Be Afraid of the Dark
Distribuzione
Lucky Red
Durata
99'
Sceneggiatura
Guillermo Del Toro, Matthew Robbins
Fotografia
Oliver Stapleton
Scenografie
Roger Ford
Montaggio
Jill Bilcock
Musiche
Marco Beltrami, Buck Sanders
Costumi
Wendy Chuck

Trama

Una bambina, appena trasferitasi nella nuova casa col papà e la sua compagna, è perseguitata da delle piccole mostruose creature che vorrebbero trasformarla in una di loro.
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia