Hellboy – The Golden Army

Hellboy – The Golden Army


Guillermo Del Toro

Action, Fantasy | Germania, Usa
(2008)
Per chi l’ha sempre amato (e chi scrive adora anche le sue opere apparentemente più impersonali come l’ottimo “Blade II”), nessuna sorpresa. Ma per chi non ha familiarità con l’universo di Guillermo Del Toro, questo “Hellboy – The Golden Army” potrebbe risultare una gradita sorpresa.

 

Facciamo un passo indietro, nel 2004, quando uscì nelle sale il primo episodio delle avventure cinematografiche del demone rosso dal cuoro d’oro che difende il nostro pianeta dai malvagi. Pressoché ignorato in Italia, il film, tratto dal bel fumetto underground di Mike Mignola, riscosse un tiepido successo anche in patria (dove tentarono di venderlo come un clone di “Men in black”), tant’è che la Sony, che aveva opzionato pure un sequel, decise di vendere i diritti della serie al miglior offerente. Quattro anni, e tre Oscar, dopo, la situazione è parecchio cambiata. Del Toro è un regista affermato, che ha firmato un capolavoro chiamato “Il labirinto del fauno” ed è conteso da tutte le major Usa. Sull’agenda ha già segnati due imponenti progetti come “Lo Hobbit”, sorta di prequel de la trilogia de “Il Signore degli anelli”, e “Le Montagne della follia”, tratto dall’inquietante e seminale novella di Lovecraft.

 

E’ stata la Universal Pictures a comprare i diritti cinematografici di “Hellboy”, convinta che il personaggio potesse essere sfruttato con più successo, e ha creduto a tal punto nell’impresa da dare a Del Toro completa libertà artistica e un budget decisamente più consistente di quello del prototipo. Da par suo, il regista messicano ha rinunciato, per lavorare al seguito del suo film, a pellicole altisonanti come l’ultimo episodio di “Harry Potter” o il cine-videogame “Halo”. Tanti sforzi, e promesse, alla fine paiono essere stati ripagati. “Hellboy II” ha ottenuto un entusiastico accoglimento da parte della critica mondiale, e pure il pubblico si è precipitato in massa nelle sale. E fa piacere che il film riceva tanti consensi, perché è tempo che anche il grande pubblico si avvicini al singolare talento visivo di questo bravo regista.

In un certo senso “Hellboy – parte seconda” pare una vacanza rilassante dopo l’exploit del “Labirinto del fauno”, e forse è proprio così. Il film è una scanzonata e divertente antologia di tutto il cinema di Del Toro sino ad oggi. Un’allegra opera-spartiacque che riassume, sintetizza, alleggerisce (impossibile mostrare troppa violenza in un film indirizzato pure ai più piccoli) lo stile del regista. Un bignami visivo in cui è possibile ritrovare tutte le ossessioni del regista. Il classico canovaccio che prevede lo scontro tra le forze del bene e del male ha un esito scontato, ma Del Toro è meno superficiale di tanti altri, e impreziosisce la sua opera con sfumature inaspettate: il confine tra giusto e sbagliato è indefinito, e “il cattivo” è un solitario relitto di un mondo immaginario e in via di estinzione (forse proviene dalla fantasia del protagonista di “Big Fish” di Burton?) che lotta per ristabilire il controllo della “magia” (leggi “fantasia”) sull’ordinario, razionale e arido mondo degli umani. Un villain complesso e dalle molte sfumature che ricorda, non a caso, il vampiro-freak Nomak di “Blade II” (l’attore che lo interpreta è lo stesso, Luke Goss), ennesima vittima di forze superiori e ben più spregevoli.

 

E sullo sfondo dei roboanti combattimenti (pauroso l’attacco iniziale delle “fatine dei denti”, un po’ troppo baracconesco quello del gigante verde) prendono forma risvolti degni di un melodramma (lo ripetiamo, nulla di nuovo per chi è affezionato al cinema di questo autore): l’amore contrastato tra Hellboy e la “fiammeggiante” Liz Sherman, che nasconde un’inaspettata gravidanza, la passione dell’anfibio Abe per la Principessa Nuala, legata a livello simbiotico con il malvagio fratello Nuada (se lui perisce, anche lei è destinata a morire). I legami tra i protagonisti sono più complessi e interessanti delle spettacolari battaglie, e questo perché Del Toro ama incondizionatamente i suoi personaggi, riesce a renderli più umani, sinceri e simpatici dei vari “Iron Man” e “Hulk”.

Per chi già aveva apprezzato il primo episodio non c’è molto altro da aggiungere, perché la formula è rimasta invariata, benché applicata in razione doppia: ci sono le incredibili, spesso terrificanti, creature che si rifanno alle opere di Goya e Bacon (memorabile la sequenza al “mercato dei Troll”, che sembra una citazione della “cantina” di Taooine del primo “Guerre Stellari”), gli inserti da sit com che strappano parecchie risate (Hellboy e Abe che si ubriacano e cantano), e alcuni nuovi personaggi memorabili (i fan di Mignola conoscono bene Johann Krauss, entità protoplasmatica “intrappolata” in un enorme scafandro). E il finale sembra aprire le porte per un possibile terzo capitolo. Che sarebbe, senza dubbio, ben accetto.

22/07/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Hellboy II - The Golden Army
Distribuzione
Universal
Durata
120'
Sceneggiatura
Guillermo Del Toro
Fotografia
Guillermo Navarro
Scenografie
Stephen Scott
Montaggio
Bernat Vilaplana
Musiche
Danny Elfman
Costumi
Sammy Sheldon

Trama

Il malvagio principe Nuada vuole risvegliare una potentissima armata di robot (la "golden army") per attaccare il regno degli umani. A difendere il nostro pianeta ci penserà ancora una volta il demone buono Hellboy, aiutato dai compagni del Bureau of Paranormal Research and Defense. Ma il nostro eroe ha anche altre gatte da pelare: il rapporto sentimentale con l'amata Liz Sherman prosegue tra alti e bassi, e l'amico Abe si innamora della principessa Nuala, sorella del nemico Nuada.
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