O que arde – Verrà il fuoco

O que arde – Verrà il fuoco


Óliver Laxe

Drammatico, Realismo | Francia, Lussemburgo, Spagna
(2019)

Uscito ormai sette anni fa, in un 2019 nel quale si fece notare sia ai Goya che nella sezione Un Certain Regard di Cannes, “O que arde – Verrà il fuoco” è il terzo film del regista franco-galiziano Oliver Laxe. Come mai questa pellicola abbia visto soltanto ora una distribuzione in sala in Italia è quantomeno chiaro, lo si deve difatti al successo di “Sirat”, che con il premio della giuria a Cannes e una candidatura agli Oscar ha conferito a Laxe grande interesse internazionale. 

Chi è accorso, o accorrerà, in sala aspettandosi una visione prodromica a “Sirat”, un film dunque esplosivo e provocatorio, non potrà che rimanere deluso. Pur condividendo con la pellicola marocchina di Laxe una certa vaghezza ideologica e la grande forza delle immagini, pregi e difetti dunque, “O que arde” è un film riflessivo e spirituale, che ben dimostra la passione per Robert Bresson tanto proclamata dal cineasta franco-spagnolo.

Apprendiamo la sparuta trama del film dalle pochissime battute che il protagonista, Amador (Amador Arias Mon), rivolge a sua madre Benedicta (Benedicta Sanchez), al vicino Inazio o alla veterinaria Elena. L’uomo ritorna alla casa della madre, nell’entroterra galiziano, dopo un periodo trascorso in carcere a scontare una pena per atti di piromania. Quando nella zona scoppierà un nuovo incendio, Amador sarà ovviamente il sospettato numero uno.

Taciturno e ombroso, il personaggio si ripara dalla diffidenza e dallo scherno dei compaesani rifugiandosi nel lavoro della terra e del bestiame. La ritrovata quotidianità di Amador si traduce in lente scene pastorali (notevole quella in cui salva una mucca da un pantano), primi piani sugli animali (come quello poetico, della stessa mucca, osservata dalla cinepresa sulle note di Leonard Cohen), che riflettono una visione spirituale e contemplativa a-là Bresson. Tolta la vicenda personale di Amador e della vecchia, protettiva mamma, l’unica apertura della sceneggiatura a un’altra tematica riguarda la gentrificazione e la turistificazione della Galizia – creando così un punto di contatto con uno dei più imponenti film spagnoli degli ultimi anni, “As Bestas” di Rodrigo Sorogoyen.

Amador non vede di buon occhio attrarre turisti in Galizia, dice in una scena, generando così il sospetto che possa essere davvero lui l’artefice del nuovo incendio – dacché questo colpisce anche nuove abitazioni a scopo turistico. È però soltanto una traccia, un accenno buttato lì senza sviluppi e senza abbozzare una vera presa di posizione. Come accade anche in “Sirat”, Laxe è incapace, o forse semplicemente disinteressato (lasciamogli il beneficio del dubbio), a confermare e/o sviluppare idee politiche che lascia solo intravedere, lasciando i suoi film piuttosto confusi da questo punto di vista.

Tutt’altro discorso va fatto invece per la grandiosa fotografia di Mauro Herce, giustamente premiata ai Goya. L’azione delle cineprese divide il film in tre fasi cromatiche: una prima dominata da grigi e verdi lividi, dove regnano i nebulosi scenari naturali galiziani che ri-accolgono Amador; una seconda dove il verde viene ravvivato dall’azione calda del sole, quindi nuovamente verde, ma vivo e sfumato d’ambra; l’ultima invece rossa, nera e arancione, dove il protagonista è il fuoco.

Per questa ultima sezione di film, Herce e la sua troupe hanno filmato, su pellicola Super 16, reali incendi in Galizia e reali pompieri alle prese con essi – quando la situazione sfuggiva di mano, Herce e i suoi deponevano le cineprese e aiutavano i vigili del fuoco. Pur non trattandosi di un documentario, questa scelta è capace di far sentire lo spettatore “nel fuoco” e fargli assaggiare la brutale forza distruttrice della natura, oltre ad avvicinare Laxe, perlomeno concettualmente, anche a Werner Herzog.

23/04/2026

Cast e credits

Titolo Originale
O que arde
Distribuzione
Exit
Durata
86'
Produzione
Tarantula, UPF
Sceneggiatura
Óliver Laxe, santiago Fillol
Fotografia
Mauro Herce
Scenografie
Corru Garabal
Montaggio
Cristobal Fernadez
Musiche
Xavi Font
Costumi
Nadia Acimi

Trama

Amador ritorna alla casa materna dopo un periodo trascorso in carcere a causa di una condanna per atti di piromania.
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