Paranormal Activity

Paranormal Activity


Oren Peli

Horror | Usa
(2007)
“Don’t see it alone”

No, non è un consiglio e nemmeno un’indicazione terapeutica. “Non vederlo da solo” è una delle frasi di lancio di questo “Paranormal Activity”, girato con 15.000 dollari, una telecamera ad alta definizione e due attori. A giudicare dai confortanti dati del Box Office americano, questo piccolo film-scommessa ha centrato (e ampiamente superato) l’obiettivo. Indubbiamente il battage promozionale, con tanto di frasi a effetto tipo “meglio di Blair Witch“, ha fatto la sua parte ma a mettere la ciliegina sulla torta è stata una dichiarazione di un certo Steven Spielberg (riportata sulle megalocandine dei multisala) che, ammette, è letteralmente saltato dalla poltrona.

Indipendentemente dall’assodata carica terrorifica di questa azzeccata campagna di marketing, pare comunque giusto considerare che, almeno in un caso, parlavano totalmente a casaccio. “Paranormal Activity” non è meglio di “The Blair Witch Project” né si configura come suo erede. Avrebbe potuto esserlo negli intenti, per assimilazione (di ansiogeni luoghi comuni del cinema horror, nella scelta dei rumori e nell’uso della luce davanti alla camera a mano), avrebbe potuto esserlo per il  genere (il tanto saccheggiato mokumentary) e per “processo produttivo” (entrambe le pellicole sono frutto di una scommessa economica pazzesca, anche se la streghetta di Blair è costato quattro volte il film di Peli). Tuttavia considerare “Paranormal Activity” come un nuovo “Blair Witch” sarebbe un grosso errore. Questo perché il film di Peli (regista, sceneggiatore, produttore e montatore) è un semplice quanto dozzinale homemade horror ed è privo della genialità del paurosissimo e scevro di qualsivoglia cura estetica “Blair Witch”. Una sufficienza forse la potrebbe meritare, sia chiaro. Peli dimostra un buon talento nella messinscena – peraltro piuttosto scarna e montata in maniera facilona, ma va da sé che il finto “realismo” sta proprio nell’assenza di una cura della fotografia – però di certo il regista di origini israeliane non è né il primo né l’ultimo in grado di fare un buon film con pochi mezzi. In Italia, tanto per dirne una, c’è chi realizza horror dal 2001 e lo fa a “zero budget”, partecipando a festival e riuscendo, in qualche caso, a distribuire i propri lavori in dvd  ma la grande distribuzione continua a ignorarne l’esistenza.

“Paranormal Activity”, l’evento mediatico più del film, è dovuto probabilmente a una differente impostazione recettiva del suo primo pubblico. Girato e distribuito originariamente negli States, il film di Peli ha fatto breccia nelle paure intime di spettatori maggiormente aperti nei confronti del genere horror e, forse, culturalmente più assuefatti a una sorta di paura mistica.

Inutile stare qua a cercare chissà che recondito significato nell’uso della “mdp” come occhio costante dello spettatore, andando a “concettualizzare” la pellicola e perdendoci in tante care elucubrazioni. Il film di Peli semplicemente la fa facile, sfruttando un “presupposto” (i rumori di casa nostra) che sapeva avrebbe funzionato alla grande. Non avendo a disposizione un vero budget (ma signori, 15.000 euro per fare un film amatoriale sono tantissimi…) ha ridotto all’osso le “esigenze filmiche” e ha fatto di necessità virtù. Il problema sta però nella sceneggiatura. Di fatto non racconta nulla e butta lì solo qualche sparuta ipotesi o idea. Le tremende caratterizzazioni dei due personaggi – lui superagente di borsa, impavido e razionalissimo, lei studentessa spaventata – non aiutano a immedesimare lo spettatore. Il film accumula luoghi comuni a destra e a manca, mette in scena qualche bell’effetto che terrorizza il pubblico ma poi, di colpo, molla la presa. Se l’intento era quello di spaventare e basta, il film appare troppo verboso. Se dietro a tutto c’era l’esigenza di “raccontare” qualcosa, allora non ha colto il bersaglio. In Italia potrebbe dividere: chi ama gli horror e ne è un divoratore verace lo troverà abbastanza noioso e risaputo (potendo, in alcuni casi, anticipare gli eventi), chi non è notoriamente abituato a questo genere potrebbe rimanerne comunque piuttosto turbato. Ma magari tutto sommato non andrà nemmeno a vederlo.

Vorrei lanciare il sasso di una banale quanto semplice considerazione: Oren Peli gira un film modesto in sette giorni con 15.000 dollari, vince qualche festival, lo vede la persona giusta, raggiunge la grande distribuzione e riempie la Sala 2 del multiplex al primo giorno di proiezione. A fianco, nella Sala 1, proiettano “Avatar“. La 3 è gremita di mucciniani invasati e nella 4 c’è “Tra le nuvole“. Il dato è indicativo. E se fosse anche l’effetto mediatico di una pura provocazione?

Della serie “possiamo riempire le sale anche senza spendere 400 milioni di dollari”…

05/02/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Paranormal Activity
Distribuzione
Luigi e Aurelio de Laurentiis, Paramount Pictures
Durata
86'
Produzione
Jason Blum, Oren Peli, Steven Schneider
Sceneggiatura
Oren Peli
Fotografia
Rodney Gibbons
Montaggio
Oren Peli
Musiche
Mark Binder

Trama

Appena trasferitasi in un nuovo appartamento, una giovane coppia fatica a dormire serenamente. Consultando un esperto i due scoprono che la loro inquietudine notturna potrebbe essere dovuta a cause paranormali. Così decidono di filmarsi durante la notte, per capire esattamente cosa succede mentre dormono
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