Quo vadis, baby?

Quo vadis, baby?


Gabriele Salvatores

Thriller | Italia
(2005)

Non bastano gli Ultravox e i Joy Division piazzati nei segmenti giusti per realizzare un bel film, non bastano citazioni di “Jules et Jim” e accostamenti strumentali con “M, il mostro di Dusseldorf” per creare belle sequenze memorabili, non bastano una discreta fotografia e un particolare movimento di camera per stupire.

“Quo vadis, baby?” è come una piccola scatola abituata a contenere giocattoli ma troppe volte aperta e chiusa. Ada dice che Roma è come una puttana, si lascia godere, divertire, respirare ma mai appartenere. Bene, “Quo vadis, baby?” è parimenti una puttana perché l’intimità indotta non permea, non ciba, non si metabolizza.

Giorgia Cantini è un’investigatrice privata che, dopo aver ricevuto dei video della sorella anni prima suicida, cerca di ricostruire il puzzle degli ultimi suoi giorni di vita.

Uno degli espedienti che riescono sempre ad annoiare e rendere didascalico lo scorrere delle immagini è quello di sottovalutare lo spettatore imponendo caratteri e stili di vita. Mi vengono in mente i pensieri di Bazin e le sue teorie sul montaggio vietato: credo che vietata dovrebbe essere l’ossessione ricorrente di priorizzare il corpo sfruttando l’anima, la volontà artificiale e paradossalmente inconscia di evitare, cioè, che la natura del personaggio riesca autonomamente a emergere dal profondo del corpo. Non è una questione tecnica, di sceneggiatura, di fotografia o di musica, non è disposizione degli oggetti nell’inquadratura, non è montaggio e non è scenografia: è una questione di spirito e di respiro, di anima e di vita, di genetica.

La mole di citazioni cinematografiche diegetiche e non che man mano sono rappresentate lavorano affinché si possano trovare punti di contatto e di opposizione, come nella discordanza simmetrica tra l’astrazione irreale ricordata dal manifesto di “Blow-Up” sul letto e la passione reale e consumata da Giorgia e Andrea nella stessa inquadratura. In “Blow-Up” è lui che sta sopra, che soggettivizza, che inquadra e che scatta in un’atmosfera distaccata e sfuggente, sul letto invece è lei che sta sopra, inquadra e scatta, in un’atmosfera speculare.

In “Ultimo tango a Parigi”, Marlon Brando dice a Maria Schneider:”Quo vadis, baby?”. Probabilmente in questo film di Salvatores i due non si sarebbero neanche incontrati.

04/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Quo vadis, baby?
Distribuzione
Medusa
Durata
108'
Sceneggiatura
Gabriele Salvatores

Trama

Giorgia Cantini, investigatrice privata, si ritrova a indagare sugli ultimi giorni di vita di sua sorella maggiore, Ada, suicidatasi sedici anni prima...
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