American Gangster

American Gangster


Ridley Scott

Drammatico, Poliziesco | Usa
(2007)

Ascesa e caduta di Frank Lucas, nero di Harlem, che riesce nell’arco di cinque anni a diventare il re dell’eroina a New York, smerciando roba purissima, la Blue Magic. Frank va a prendere direttamente la merce in Vietnam, elimina qualsiasi intermediario e non lavora per nessuno. Ribalta le regole dell’importazione dell’eroina e crea un mercato monopolistico di cui è l’assoluto padrone. Roba migliore, prezzi più bassi, qualità assicurata.

“American Gangster” non parla solo di questo, dell’eroina come merce suprema, ma anche di moralità, di corruzione, di denaro e soprattutto è uno splendido spaccato di due vite americane, distanti, diverse, eppure in continua attrazione.

Il poliziotto che metterà fine alla carriera di Lucas è Richie Roberts, uno, per intenderci, che dopo aver trovato un milione di dollari nel portabagagli di un’auto l’ha consegnato ai suoi superiori senza tenersi in tasca nulla. Un poliziotto quindi dall’invidiabile senso morale e del dovere, attaccato al suo lavoro. Ma anche un uomo che non riesce a pensare, come dovrebbe, alla sua famiglia, che ha amici criminali, molto trasandato, che si ingozza in continuazione di junkie-food .

Frank Lucas invece ci riesce a tenere unita la sua famiglia e a coinvolgerla nei propri affari (prendendo come esempio la famiglia italiana nelle sua derivazione mafiosa) e soprattutto è uno che non si mette mai in mostra, che si tiene in disparte (e che nell’unica volta in cui indossa qualcosa di più vistoso rimane fregato), uno che è legato ad Harlem, dove ha vissuto da quando era ragazzino e che aiuta regalando tacchini il giorno del Ringraziamento e allo stesso tempo distrugge smerciando eroina ad ogni angolo di strada.

Proprio di questi contrasti vivono i due personaggi. E quell’attrazione tra le loro identità di cui si diceva prima esploderà in tutta la sua forza (grazie alla bravura degli attori, Denzel Washington e Russel Crowe) nel faccia a faccia finale, in cui i due si fronteggiano, giocando a carte scoperte, mettendo uno di fronte all’altro quello che hanno in mano, senza assi nascosti, per vedere chi sarà a vincere, per capire in che modo la vita li ha trattati per farli diventare quello che sono. Fino al momento in cui le loro identità si fanno meno distinte e tra i due scatta qualcosa, forse la comprensione reciproca, forse il bisogno di fidarsi.

Ridley Scott racconta un pezzo della malavita americana dei primi anni Settanta con una narrazione di grande respiro, autonoma, in gran parte, da tutto il cinema precedente che si è immerso in questo mondo, per ricostruirlo o rappresentarlo fedelmente (Scorsese, Coppola, Friedkin, Ferrara), scegliendo una regia equilibrata nella forma e nella messinscena, classica nel non essere mai invadente nel narrare, con immagini livide e fredde, grazie anche a una fotografia capace di cogliere il gelo e le luci delle strade invernali di New York.

Ai margini della storia rimangono la guerra del Vietnam e l’esplosione del consumo di eroina, elementi sociali che meriterebbero ampli approfondimenti, magari in altre storie, in altre testimonianze.

“American Gangster” è l’incontro di due approcci morali diversi all’esistenza, speculari e dialettici, capaci alla fine di venirsi incontro, quasi nella necessità di darsi una seconda chance, quella che tutti dovrebbero avere, per riaffacciarsi sul mondo, un domani, con occhi e orecchie diversi, per accorgersi che forse quel mondo non è più come te lo ricordavi.

28/04/2008

Cast e credits

Titolo Originale
American Gangster
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
157'
Produzione
Michael Costigan, Sarah Bowen
Sceneggiatura
Steven Zaillian
Fotografia
Harris Savides

Trama

Frank Lucas traffica in eroina ad Harlem, Richie Roberts è il poliziotto che raccoglie prove per incastrarlo.
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte

"Camp Miasma" di Jane Schoenbrun è un meta-slasher queer, così concettuale che se vi interessano tre su tre di questi concetti non potete perderlo, e se ve ne interessano uno o due potrebbe piacervi perché è girato molto bene

Il Cileno
Il Cileno

LOCARNO 79 - Fra i più attesi film della kermesse svizzera "Il Cileno" di Sergio Castro-San Martín è un film storico che gioca coi canoni del thriller, interessante sulla carta ma irrealizzato nella forma

La fine di Oak Street
La fine di Oak Street

Ritorno di David Robert Mitchell dopo una lunga pausa e suo approdo al cinema ad alto budget "La fine di Oak Street" è un dramma suburbano che si evolve in un survival film coi dinosauri, tanto curato nella forma quanto irresoluto nello sviluppo, al netto dei molti spunti di riflessione

Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti