Cogan – Killing Them Softly

Cogan – Killing Them Softly


Andrew Dominik

Drammatico, Thriller | Usa
(2012)

Tratto dal bestseller di George V. Higgins “Cogan’s Trade”, “Cogan – Killing Them Softly” racconta le vicende professionali di Jackie Cogan (Brad Pitt), regolatore di conti al servizio di una criminalità in piena crisi dopo il colpo gobbo degli improbabili Frankie (Scott McNairy) e Russell (Ben Mendelsohn) ai danni dei boss di New Orleans. Proprio Cogan viene assoldato da un misterioso “uomo azienda” (Richard Jenkins), ambasciatore di una malavita anch’essa ormai corporativizzata, per scovare i due teppisti mandati dal rivale Johnny Amato (Vincent Curatola).

Stracciando lo stereotipo dell’assassino duro e solitario, Pitt plasma Cogan verso un’empatia casuale e vigliacca, rendendolo “tarantinianamente” difettoso. Gli è impossibile uccidere vis à vis, imbarazzato dalle suppliche delle sue vittime: uccide a distanza, “dolcemente”, affetta monologhi e attitudini casuali, incarnando lo spirito di questa “sorta di” commedia cruda e pessimistica, punteggiata da richiami ironici alla politica (sullo sfondo le elezioni McCain versus Obama del 2008) e all’attualità. Già, perché la crisi costringe anche i sicari ad accettare di lavorare a tariffa ridotta, se sono in grado di farlo dopo essere diventati alcolisti e puttanieri come Mickey (un memorabile James Gandolfini), altro sintomo della fine di un’epoca.

Andrew Dominik, a cinque anni da “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford“, disegna una satira impietosa del potere americano, un riflesso aggiornato e distorto di ciò che Francis Ford Coppola aveva costruito con le prime due parti della saga del “Padrino” ormai quarant’anni fa. Se la lingua dei personaggi è praticamente quella di Tarantino, il film trova altrove la sua vis sarcastica, in particolare nella saldatura tra estetica decadente, gli anti-climax e le ellissi dell’intreccio, la grottesca visceralità delle sequenze di morte. Questa la quadratura che alimenta una pellicola appuntita e sinistramente deliziosa.

Nessun romanticismo, nessun podio da conquistarsi. Il sistema – qualsiasi sistema – è ostaggio di un manipolo di “colletti bianchi” di rara incompetenza e ancor più scarsa lungimiranza, ossessionati dalla buona creanza e dagli assassinii per salvare le apparenze. Senza queste, questi uomini si paleserebbero per quello che sono, gente stupida e violenta che si getta senza remore in una spirale entropica di violenza, insensatezza e confusione. Una spirale che però non attira solo le anime destinate al carcere.

Per saperne di più: Andrew Dominik, Brad Pitt – Speciale Cogan – Killing Them Softly

20/10/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Killing Them Softly
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
97'
Produzione
Plan B Entertainment
Sceneggiatura
Andrew Dominik
Fotografia
Greig Fraser
Scenografie
Patricia Norris
Montaggio
Brian A. Kates, John Paul Horstmann
Costumi
Patricia Norris

Trama

Jackie Cogan viene assoldato per sistemare due delinquenti che tentano di fregare il sistema della malavita di New Orleans. Si innescherà una spirale di violenza il cui unico obiettivo è salvare la credibilità di un sistema criminale senza volto
Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale